La sfortuna: per niente un fatto casuale

La sfortuna: per niente un fatto casuale

E chi l'ha detto che il nostro amico noto per le sue sfortune sia solo sfortunato in maniera astratta e se i suoi tratti caratteristici aprissero la porta o meno alla cattiva sorte? se lo son chiesto ricercatori europei

da in Benessere, Cancro, Primo Piano, Psicologia, Ulcera
Ultimo aggiornamento:

    Corno

    Sembrerebbe incredibile e se non ci avessero messo mani illustri scienziati e studiosi penseremmo alle conclusioni di uno studio burla ed invece, sfidando le credenze popolari sembrerebbe accertato che ci sono alcune persone che più di altre incappano in disavventure e non perché siano sfortunate in forma astratta, ma perché sarebbe quasi dimostrato il fatto che particolari tratti distintivi della persona aprano la strada al verificarsi di guai.

    Detta così la cosa, verrebbe da pensare che chissà che non avevamo persino ragione a pensare, davanti alla constatazione di un nostro amico sempre al centro di guai, che capitano tutte a lui, perché proprio così parrebbero andare le cose, le opposte fortune fra individui diversi sarebbero adesso studiate e spiegate, almeno in parte, col piglio della scientificità.

    A giungere a questi risultati Ellen Visser e colleghi dell’University Medical Center Groningen, nei Paesi Bassi, che hanno provato a cercare una soluzione, analizzando i risultati di 79 studi nei quali veniva analizzato in che modo alcune persone fossero più propense ad incappare in vari tipi di incidenti.

    In tutto, negli studi erano registrate le disavventure sofferte da 147.000 persone, appartenenti alle popolazioni di 15 diversi paesi. Il risultato finale è stato quello di assistere ad un gruppo di persone che più di altre incappavano in infortuni e non si tratterebbe più di dover constatare come certe classi di lavoratori a rischio incappino in malattie professionali o meno; ulcere, cancro o infortuni con fratture, il che sarebbe facilmente spiegabile dall’attività lavorativa prestata da questi soggetti, quanto invece constatare che la probabilità di una disavventura non sia legata solo a lavori o attività particolarmente pericoloe, ma che esistano dei tratti distintivi della personalità che predispongono a essere maggiormente vittime di eventi sfortunati.


    Certo, scienza o non scienza, siamo ancora nell’ambito delle ipotesi, ma gli scienziati sono ottimisti; domani capiremo finalmente perché il nostro amico sembra il parafulmine di tutti i guai che arrivano a lui rispetto a tutto il resto delle persone.

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