La salute del cervello dipende, anche, dal cuore

La salute del cervello dipende, anche, dal cuore

Il cuore e il cervello "battono" allo stesso ritmo: secondo un recente studio statunitense, i soggetti con problemi cardiaci potrebbero presentare anche anomalie a livello cerebrale

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    La salute di cuore e cervello va di pari passo

    Il cervello e il cuore vanno davvero “a braccetto”: la salute del cervello è legata a doppio filo a quella del cuore, ecco quanto emerge da un recente studio statunitense. Che tutto l’organismo fosse una macchina quasi perfetta, fatta di collegamenti e legami più o meno diretti, non è una grossa novità, ma la ricerca a stelle e strisce evidenzia una precisa correlazione tra lo stato di efficienza del sistema cerebrale e quello dell’apparato cardiovascolare.

    Se il cuore fa le bizze, anche il cervello potrebbe seguirlo a ruota, è proprio il caso di dirlo, almeno stando ai risultati dello studio a stelle e strisce, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Boston, negli Stati Uniti, e pubblicato recentemente sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica dell’American Heart Association, Circulation.

    Un’insufficienza cardiaca, un attacco di cuore o un infarto potrebbero avere rispercussioni dirette anche sulla salute del cervello, di quel complesso sistema cerebrale fatto di neuroni e impulsi nervosi.

    1500 soggetti in buono stato di salute sono stati coinvolti nello studio.

    I ricercatori, dopo aver analizzato le condizioni cardiache degli interessati ed evidenziato che circa un terzo di loro aveva un difetto cardiaco, cioè il loro cuore pompava meno sangue rispetto al normale, hanno trovato una singolare correlazione: questi stessi soggetti, dal cuore “pigro” presentavano anche un’altra anomalia, a livello cerebrale, il loro cervello era più vecchio, di circa due anni, e più piccolo rispetto alla media.

    “L’osservazione che quasi un terzo dell’intero campione ha una funzionalità cardiaca inferiore alla media e che negli stessi soggetti si ravvisa un volume del cervello più piccolo richiede ulteriori studi” ha sottolineato Angela Jefferson, a capo della ricerca.

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