La riabilitazione post-intervento per il tumore al seno

La riabilitazione post-intervento per il tumore al seno

I consigli della fisioterapista per la riabilitazione dopo un intervento al seno per asportare un cancro

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    riabilitazione intervento al seno

    Ottobre è il mese rosa per la prevenzione contro il tumore al seno, il tumore più diffuso nella popolazione femminile: da solo rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne. Proprio a causa dell’enorme incidenza, la chirurgia ha avuto per anni migliaia di casi da affrontare, e la possibilità di migliorare sempre di più le tecniche di asportazione della massa tumorale, prediligendo interventi conservativi di cute e muscoli a scapito di resezioni totali.

    Ogni neoplasia si differenzia da un’altra anche a parità di massa tumorale e localizzazione: semplicemente perchè ogni donna è diversa, ha una capacità ricettiva unica e riceve un impatto psicologico differente; prendere coscienza di una presenza aggressiva e maligna in una delle sedi fisiche della femminilità per eccellezza ha sempre, in qualsiasi caso, un contraccolpo emotivo molto forte. Il desiderio di emergere dalla situazione patologica, determina la volontà e costanza con cui la donna approccerà alla riabilitazione post-operatoria, e nei casi migliori, diminuirà drasticamente il tempo di degenza a favore di un celere re-inserimento nella vita quotidiana.

    I consigli che vi offro nell’approccio alla riabilitazione post-intervento, non possono e non devono sostituire le indicazioni del vostro medico e fisioterapista, e ricordate che date le diverse possibilità che la chirurgia offre, le proposte che seguono hanno un carattere puramente generale.

    Nella primissima giornata a seguito dell’intervento è necessario mantenere, sdraiate nel letto, la posizione migliore per la vostra spalla e per il braccio: il gomito deve essere il più disteso possibile e poggiare su un cuscino ben allineato con il resto del corpo. Nei giorni che seguiranno bisogna riprendere la flessione dell’avambraccio sul braccio, contemporaneamente aprendo e chiudendo la mano a pugno per migliorare la circolazione sanguigna.

    In seguito bisognerà sia da supini, che seduti magari con l’ausilio di un bastone provare a sollevare parallelamente, oltre la testa, entrambe le mani: è molto importante che il corpo ritorni ad un concetto di lavoro simmetrico tra il lato operato e quello sano.

    Dimessa dall’ospedale si rimanda ad un trattamento domiciliare in autonomia, o sotto la supervisione di un fisioterapista per intraprendere l’ultima parte di percorso che potrà aiutare il ritorno delle abilità motorie per come la donna le ricorda. Al termine del trattamento domiciliare è una buona indicazione dedicarsi regolarmente a sport che insistano sul concetto di armonia, fluidità del movimento, e coordinazione.

    Si può certamente aspirare ad un ritorno alla completa normalità, ricordando tuttavia alcuni consigli ed indicazioni fondamentali che vi verranno fornite dall’equipe medica, e continuando il percorso di controllo e prevenzione a cui tutte le donne sono chiamate dopo alcune tappe della loro vita.

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