La necessaria assistenza di un malato colpisce prima di tutto la sua famiglia

La necessaria assistenza di un malato colpisce prima di tutto la sua famiglia

L’assistenza di un malato, soprattutto capita per quelli oncologici, da parte dei familiari è molte volte messa a dura prova da tutta una serie di problematiche che si creano

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    Il malato ha bisogno di qualsiasi tipo di assistenza, soprattutto, se la patologia di cui è affetto lo costringe a letto. Nella maggior parte dei casi tutto il lavoro viene caricato, inevitabilmente, sui familiari. Questi ultimi sono in prima linea per quanto riguarda tutto l’aiuto che il parente sofferente necessita. Il più delle volte sono costretti ad abbandonare o a rischiare anche il proprio posto di lavoro. Questa decisione per quanto possa dispiacere è l’unica alternativa, in certe circostanze, in quanto un familiare farebbe di tutto pur di aiutare il proprio caro.

    Il campo medico in cui questa realtà è più sentita è quello oncologico. Il paziente affetto da tumore, in molti casi, necessita di un’assistenza completa, in tutto e per tutto. Le persone, i familiari che assistono il paziente prendono il nome di caregivers. Su questo è stata condotta una ricerca che sottolinea la percentuale di caregivers che si occupano dei malati, chi sono e quanto lavoro svolgono.

    Lo studio è stato condotto dal Censis in collaborazione con la Federazione italiana delle Associazioni del Volontariato Oncologico-Favo (con il sostegno di Roche). L’indagine ha coinvolto oltre mille pazienti oncologici e 700 caregivers. I risultati hanno sottolineato come le donne (il 56%) siano in particolar modo le protagoniste dell’assistenza al malato, sia che siano delle parenti strette come mogli, figlie, sorelle, sia che si tratti di amiche o conoscenti. La maggior parte, come è logico pensare, sono i familiari stretti che si occupano giorno e notte del paziente oncologico. Tutto ciò, secondo le statistiche di ricerca, ha un impatto negativo sia sul lavoro di queste persone sia sulla loro salute.

    Circa il 59% dei familiari dei malati deve a sua volta assumere dei farmaci, o rivolgersi a degli specialisti (il 29%) o addirittura nei casi più gravi essere sottoposto a ricovero (il 2%). Questo per quanto riguarda l’impatto sulla salute, mentre per il lavoro: il 5,5% è costretto ad abbandonarlo. Perché deve accadere tutto questo? Non basta il dispiacere enorme che il proprio familiare è affetto da patologie così gravi, in più si arriva ad una condizione di malessere generale anche per la persona che lo assiste. È necessario per ovviare tutto ciò che i familiari del malato siano informati sull’esistenza di leggi che possono tutelarli aiutandoli ad affrontare più serenamente e magari con un aiuto in più (anche nel posto di lavoro) una situazione così grave e difficoltosa.

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