La memoria virtuale? I rischi connessi all’uso della rete

Il continuo ricorso ad internet come memoria virtuale su cui fare affidamento porta a cambiare il nostro modo di ricordare, rischiano di rendere i tempi di reazione mentale più lunghi

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    Possiamo parlare di memoria virtuale, senza prendere in considerazione i rischi connessi all’uso della rete? In effetti sembra proprio che le due questioni siano interconnesse, come mette in evidenza una ricerca portata avanti dagli studiosi della Columbia University, i quali hanno effettuato uno specifico test psicologico, coinvolgendo alcuni volontari.

    È emerso che internet sta diventando una sorta di memoria virtuale, a cui tendiamo a ricorrere facilmente, senza compiere particolari sforzi mentali. Rafforzare la memoria come base per l’intelligenza è essenziale, ma il web sembra svolgere un ruolo negativo in questo senso. In sostanza internet provocherebbe danni alla memoria in chi lo utilizza spesso.

    Il nostro modo di ricordare quindi sta cambiando mediante il ricorso a quella che potrebbe essere definita una “memoria di scorta” o memoria transattiva, in termini tecnici. L’unico inconveniente risiederebbe nel atto che i tempi di reazione del cervello diventano decisamente più lunghi. Il cervello quindi non è affatto rinvigorito dalla navigazione on line.