La memoria delle donne aiutata da mirtilli e fragole

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La frutta, come i mirtilli e le fragole, aiuta la memoria, in particolar modo delle donne, che con il tempo può avere dei problemi. Il passare degli anni può rappresentare un nemico per le funzionalità cognitive, causandone l’invecchiamento. Tra queste la memoria è quella maggiormente colpita, soprattutto, nel sesso femminile. Secondo uno studio americano questi problemi che insorgono con il passare del tempo possono essere prevenuti anche grazie all’assunzione di frutti rossi, come fragole e bacche. Questa efficacia dipenderebbe dalle sostanze contenute in questi frutti: polifenoli (sostanze che proteggono dall’attacco dei radicali liberi, che sono appunto responsabili dell’invecchiamento cellulare), vitamine (soprattutto A e C), minerali.

Lo studio e i risultati

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Un gruppo di ricercatori americani dello Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School di Boston, guidati dalla dottoressa Elizabeth Devore, ha scoperto l’associazione tra i frutti rossi ed il rallentamento cognitivo. Gli studiosi hanno coinvolto per portare avanti la ricerca, pubblicata sugli Annals of Neurology, circa 16 mila donne. Il lavoro si è svolto per due anni sottoponendo le volontarie a questionari e interviste telefoniche, e mettendo in luce quanto sia importante e utile l’assunzione di frutta come fragole e mirtilli. Questi hanno dato ottimi risultati (sempre tenendo conto anche di altri fattori come il fumo e l’istruzione) nel gruppo delle anziane che avevano inserito nella propria alimentazione frutti rossi, rispetto al gruppo di donne che, invece, non ne avevano assunto. Questi risultati rappresentano la prima prova epidemiologica dell’effettiva attività delle sostanze contenute in questi cibi: oltre a fragole e bacche, anche lamponi, ribes, ciliegie, lamponi, more e melograno. Il rallentamento cognitivo ottenuto è pari a circa 1,5-2,5 anni, tempo importante se pensiamo ai problemi e patologie senili che possono insorgere dopo una certa età.

I radicali liberi

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I radicali liberi ricordiamo che sono delle sostanze, come accennato prima, pericolosi per il nostro organismo. Sono responsabili dell’invecchiamento cellulare, e sono il prodotto di reazioni biochimiche cellulari che avvengono normalmente nel corpo, ma anche dovute a fattori esterni. I fattori responsabili della produzione di radicali liberi possono essere sia ambientali che endogeni. Tra i primi ricordiamo il fumo, le droghe, l’alcol, i farmaci, stress prolungato, radiazioni ultraviolette, ma anche alcuni additivi contenuti negli alimenti crudi, o che si sviluppano durante la cottura. Tra i fattori endogeni che entrano in gioco in quelle reazioni biochimiche che avvengono normalmente: il trasporto di elettroni attraverso i mitocondri durante la respirazione; attività all’interno del sistema immunitario; o le reazioni del citocromo P450 che si vedono ad esempio nella metabolizzazione dei farmaci. Tutto ciò porta alla formazione di radicali liberi contrastati anche da una giusta alimentazione, compresa di frutti rossi.

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Ven 04/05/2012 da Daniele Serra in

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