La magrezza aumenta il rischio dipendenza

Le persone più magre potrebbero essere più a rischio dipendenza da sostanze stupefacenti, almeno stando ai risultati di un recente studio statunitense

da , il

    La magrezza alza il rischio dipendenze

    Se con l’estate che entra, a grandi passi e con temperature bollenti, nel vivo, cresce la voglia, alla vigilia della tanto temuta prova costume, di perdere di chili di troppo, di diventare davvero magri, i risultati di una nuova ricerca forniscono l’alibi perfetta per rinunciare alla missione magrezza ai più pigri e golosi. Per i più magri, stando alle evidenze emerse dal nuovo studio a stelle e strisce, sale il rischio di dipendenza da droghe.

    Se la fame è un “demone” o, meglio un impulso, che le persone magre, nella maggior parte dei casi, riescono a gestire e dominare con padronanza e senza troppi problemi, sembra che la propensione a lasciarsi tentare da altri demoni ben peggiori sia più difficilmente placabile. Infatti, secondo la sperimentazione, pubblicata sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica Nature Neuroscience, i circuiti del cervello che controllano la fame sono associati anche alla ricerca del divertimento e alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

    Questo nuovo studio, condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi, della Yale University, ha sovvertito la tesi sostenuta, per molti anni da numerosi scienziati, secondo cui i circuiti cerebrali coinvolti nell’abuso di cibo, nell’ingestione di una quantità eccessiva di calorie, sono gli stessi che portano anche all’abuso di altre sostanze.

    Alla luce dei nuovi dati emersi nel corso della sperimentazione d’oltreoceano, l’avvertimento ad aumentare il livello di guardia nei confronti delle possibili tentazioni, soprattutto “lanciate” dalle sostanze stupefacenti più “in voga”, come la cocaina, è rivolto ai più magri. Sono loro, infatti, i soggetti più a rischio: droghe e magrezza sembrano avere un legame davvero “pericoloso”, mai sospettato e mai evidenziato prima.

    “Tramite approccio genetico, abbiamo scoperto che un maggiore appetito per il cibo può essere associato a un minore interesse nella cocaina, e che invece un minor interesse del cibo può predisporre alla dipendenza dalla cocaina. Bloccando o iperstimolando i centri del controllo della fame presenti nell’ipotalamo di alcune cavie di laboratorio abbiamo visto che gli animali cambiavano la loro risposta alla presenza di cibo o sostanze stupefacenti in maniera diametralmente opposto. E’ opinione comune che al giorno d’oggi l’obesità si anche causata da network cerebrali del controllo delle pulsioni, ma il nostro studio ci da una visione diversa” ha osservato Marcelo O. Dietrich, il ricercatore dell’ateneo statunitense a capo della ricerca.