La lotta quotidiana per la vita nei paesi poveri, contro i danni dell’inquinamento

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    Sarebbero quasi un miliardo le persone che vivono con un rischio quotidiano di subire degli eventi catastrofici nel mondo, che si suddividono a seconda delle regioni in cui abitano. Ad esempio: sono all’incirca 344 milioni le persone che vivono in zone dei tropici a rischio di ciclone, mentre 521 milioni di persone rischiano di subire delle inondazioni e degli allagamenti, 130 milioni invece a rischio di morire a causa della siccita’ e cosi’ via via fino ai casi piu’ limitati (1).

    E, ad eccezione di alcune tipologie di catastrofi, come possono essere ad esempio gli uragani o i terremoti, sono ancora una volta le persone piu’ povere a rischiare di piu’, in quanto vivono nei paesi con una percentuale maggiore di popolazione, vivono in situazioni di alta densita’, e occupano gli spazi piu’ pericolosi delle regioni. In totale sono 2,6 miliardi le persone che quotidianamente rischiano di soccombere per una improvvisa catastrofe naturale, a rischio di una persona ogni venti.

    Tutto questo, secondo gli esperti del clima e’ causato anche dall’effetto serra, che paradossalmente va a colpire le popolazioni che inquinano meno e non riguarda direttamente le popolazioni che hanno uno stile di vita eco-incompatibile.

    Le popolazioni che a causa dell’inquinamento non possono condurre uno stile di vita normale sono costrette a migrare in terre che, oltre ad accoglierle, possono offrire loro sicurezza. Secondo quanto emerge dai dati dell’ultimo rapporto dell’IPCC, entro la metà di questo secolo, circa 200milioni di persone rischiano di diventare dei profughi ambientali. Legambiente, nel corso del suo VII Congresso nazionale, ha dedicato un workshop all’ “Emergenza clima, il dramma dei profughi ambientali”.

    (1) Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo