La febbre primaverile nei bambini: i consigli da seguire

La febbre primaverile nei bambini: i consigli da seguire

La febbre primaverile nei bambini può indicare anche una patologia batterica

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    febbre primaverile bambini

    La febbre primaverile nei bambini deve essere oggetto di attenzione, perché specialmente in questo periodo si caratterizza come un disturbo frequente a causa degli sbalzi di temperatura. I sintomi più caratteristici, nel caso di un’affezione causata da virus, sono rappresentati, oltre che dalla febbre, anche dalla tosse e dal malessere generale. Questi sintomi non vanno trascurati, considerandoli come la semplice manifestazione di un raffreddore. È bene che, in presenza dei sintomi in questione, i bambini vengano sottoposti ad una visita dal pediatra.

    Ma che fare per affrontare con cognizione di causa la febbre primaverile che interessa i più piccoli? Ecco cosa fare nel caso dei bambini con la febbre.

    Come misurare la febbre: le condizioni più adatte

    Il primo passo da compiere è quello che consiste nel misurare la temperatura corporea, per riscontrare l’eventuale presenza di febbre. In ogni caso la misurazione della febbre nei bambini non deve essere improvvisata. Meglio procedere alla misurazione quando il bambino sta riposando da qualche ora, avendo cura che il bambino sia vestito in maniera adeguata e che l’ambiente in cui si trova non sia riscaldato in modo eccessivo.

    Riscaldamento della stanza e bevande zuccherate

    È da ricordare che, se la temperatura corporea del bambino rimane alterata per un periodo che va oltre i sette giorni, è meglio spostare il piccolo paziente in un ambiente che non sia riscaldato oltre i 22° C. In questo modo l’organismo del bambino può disperdere più facilmente il calore in eccesso. Inoltre bisogna avere cura di mantenere una giusta idratazione attraverso il ricorso a delle bevande zuccherate e che contengano sali minerali. Si può cercare così di rimediare alla perdita di liquidi a cui va incontro il bambino che ha la febbre.

    La somministrazione dell’antipiretico

    Particolare attenzione deve essere sottoposta alla somministrazione dell’antipiretico nei bambini con la febbre. L’antipiretico, che sia esso ibuprofene o paracetamolo, deve essere somministrato nel caso in cui la temperatura corporea superi i 38,5 – 39° C e in base all’età e al peso corporeo del bambino.

    In ogni caso si deve tenere conto delle condizioni di malessere del piccolo. È bene evitare di somministrare l’antipiretico in presenza di una temperatura corporea inferiore ai 38,5° C, perché altrimenti i meccanismi di difesa dell’organismo non possono mettersi in atto in modo adeguato.

    Quando è necessario il ricovero in ospedale

    I sintomi della febbre vanno riconosciuti per intervenire in tempo. A volte infatti potrebbe essere necessario ricoverare il bambino in ospedale. Un simile intervento si rende necessario quando si riscontra la presenza di alterazioni dello stato di coscienza, difficoltà nel bere e nell’alimentarsi, perdita di peso da considerarsi significativa o difficoltà respiratoria. Il ricovero inoltre non è da escludere per i neonati con meno di tre mesi, quando c’è il rischio di una patologia batterica che possa comportare gravi conseguenze per la salute.

    Per approfondire l’argomento della febbre nei bambini, potete leggere i seguenti articoli:

    Rientro a scuola: tosse e febbre per 3 mln di bambini italiani
    Il bambino ha la febbre? Cause, rimedi e consigli utili
    Febbri ricorrenti nei bambini: non sempre imputata l’influenza

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