La depressione post partum: un evento quasi ineluttabile

La depressione post partum: un evento quasi ineluttabile

Dopo il parto è quasi del tutto normnale doversi misurare con uno stato d'animo mutato che a volte da seguito a vere e proprie crisi d'ansia e di modesta depressione

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    Non solo serenità dopo il parto, esiste anche la depressione post partum, ma è facilmente risolvibile

    Si chiama depressione post partum e, quasi sempre, a differenza della vera e propria depressione, nel senso più conosciuto del termine e sovente causa di squilibri organici ben definiti, nelle forme che succedono al parto si assiste ad un’alta frequenza di questa sintomatologia, anche se, nella generalità dei casi, si individuano cause note e di quasi sempre facile risoluzione.

    La depressione post partum, è riconoscibile per via di una frequenza molto alta di questa sintomatologia dopo l’evento che segue la nascita di un bambino e che nei primi giorni, in certi casi, finisce persino per guastare la gioia e la festa che attornia l’evento stesso. Tale disturbo, atteso che nella maggior parte dei casi è eccessivo parlare di vera e propria patologia, è caratterizzato quasi sempre da uno stato ansioso-depressivo che accompagna la donna per qualche tempo, difficilmente va oltre la decina di giorni dal parto, con momenti di vere e proprie crisi depressive, transitorie, intervallate da veri e propri stati d’ansia severi, ma, quasi sempre di facile risoluzione.

    V’è una spiegazione scientifica in tutto ciò, che è da ricercarsi nella caduta di ormoni che accompagnano il travaglio e che segue ad esso. Se a questo aggiungiamo il carico di natura psicologica che segue la vista del “fagotto urlante” del tutto dipendente dalla madre, il bagaglio di responsabilità che assale la mamma da subito, la tensione emotiva che scaturisce dall’impegno nel doversi fare carico di una nuova creatura col dubbio, sovente, di non essere certi di riuscire nell’ardua impresa, le basi fertili perché si faccia strada un atteggiamento distorto della realtà, con ricadute sulla psiche dell’interessata, ci sono tutte.

    C’è da aggiungere che, inoltre, ogni situazione è diversa dall’altra, così come ogni nuova madre ha un proprio equilibrio emotivo e vive delle situazioni contingenti in maniera unica e dunque soggettivo sarà l’approccio della donna con la nuova condizione che le si è presentata.

    Importante quanto mai sarà il vissuto durante la gravidanza, spesso caricata di aspettative e fardelli di natura psicologica eccessivi e spropositati rispetto alla situazione che si presenta dopo il parto e che vengono viste dalla donna in modo spesso spropositato o paradossale rispetto a quella realtà immaginata prima del parto al punto da farla ritenere persino inadeguata rispetto ai compiti che si palesano da subito e che a volte possono sembrare persino impossibili da assolversi nell’immediato. Inutile ricordare che queste evenienze risentono dell’età della madre, del contesto ove egli viva, delle situazioni contingenti ad essa, dell’apporto che potrà avere dai parenti prossimi, primo fra tutti il marito, nonché dal numero di gravidanze avute.

    Detto ciò, è possibile che la madre, di fronte al carico di tante nuove responsabilità possa rispondere in maniera distorta, caricandosi emotivamente e alimentando ansie su ansie fino a sconfinare in forme patologiche di natura depressiva, proprio per le frustrazioni inconsce che gravano sul suo stato, come visto, quasi sempre generate dall’atteggiamento di inadeguatezza verso il nuovo compito che si dovrà sostenere. Si parla, tuttavia,quasi sempre di forme benigne di lieve depressione, che spesso si risolvono spontaneamente e non richiedono l’aiuto né di medici né di un approccio terapeutico particolare, al di là, eventualmente, di qualche blando ansiolitico naturale da assumersi nel breve periodo.

    Solo nel caso non si assistesse nel tempo e comunque, dopo settimane dal parto, a nessun significativo miglioramento della sintomatologia, può essere necessario il ricorso alle cure del proprio medico di famiglia il quale, eccezionalmente, riterrà opportuno l’apporto dello specialista consigliando alla paziente di sottoporsi a trattamenti più mirati atti a risolvere il problema.

    Nella pratica, a volte gli stessi medici che operano presso la struttura dove si è svolto il parto, danno delle linee guida importanti per affrontare il periodo che segue la nascita del bambino nell’immediato. I consigli maggiormente rivolti alle donne sono volti a condividere ansie e tensioni con chi vive lo stesso evento, dunque, con altre donne che hanno vissuto il parto recentemente, questo modo di procedere da spesso risultati utili e definitivi. Anche il suggerimento di spartire con parenti prossimi i compiti più difficili dell’assistenza al neonato, marito compreso, nei primi giorni dal parto può dare giovamento e benessere. Maggiori benefici si avranno dalla consapevolezza che il nascituro non modificherà in maniera del tutto destabilizzante la propria vita. Dunque, non abbandonare gli interessi coltivati fino a quel momento, fissare una data certa e improcrastinabile, a meno di importanti impedimenti, per la ripresa dell’attività lavorativa, seguire una dieta “allegra” e varia, continuare a curare il proprio corpo, con la solita attenzione di un tempo, concedersi periodi di relax, compatibilmente con le mutate condizioni, riprendere a frequentare le stesse persone di un tempo, farsi dei programmi realizzabili a breve e non vedere nel bambino un ostacolo certo alla realizzazione di tutti gli obiettivi prefissi. Ciò da sicuramente benefici ed è un ottimo toccasana per risolvere la maggior parte delle situazioni e, soprattutto, la depressione post partum.

    Solo il medico nei casi di più difficile risoluzione, potrà, eventualmente prescrivere farmaci adatti allo scopo o, in taluni casi di più difficile risoluzione, intravedere la possibilità che la gravidanza possa avere avuto influenza nello slatentizzare una patologia psichiatrica ancora non palesatasi, come la depressione, vera e propria e, solo in questo caso, porre in atto tutti gli accorgimenti per curare la patologia, nel miglior modo possibile e nel più breve tempo.

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