La Camera approva la mozione per la lotta al cancro al seno

La Camera approva la mozione per la lotta al cancro al seno

Un sì deciso e unanime alla mozione per la prevenzione e la lotta al tumore al seno, che ne ha consentito l'approvazione: ecco quanto emerso dalla recente votazione alla Camera dei Deputati

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    Alla camera passa la mozione per la lotta al tumore al seno

    La Camera ha detto sì alla mozione sulla prevenzione e la cura dei tumori al seno. Un segno importante per la lotta a questa grave forma di neoplasia che colpisce sempre più donne in Italia, che rappresenta un vero impegno per accelerare l’iter del decreto legge per l’istituzione dei registri tumori. Molto atteso da pazienti, operatori sanitari e specialisti, questo provvedimento permetterà di raccogliere nel miglior modo possibile tutte le informazioni necessarie, per una programmazione mirata ed efficace di campagne preventive e screening mammografici.

    Il voto unanime alla mozione sulla prevenzione e la cura dei tumori al seno è un fatto di grande importanza, perchè dimostra l’unità delle forze politiche almeno in tema di salute della donna” ha commentato in una nota la parlamentae democratica e componente della Commissione Affari Sociali della Camera Luciana Pedoto.

    Quando si tratta di salute, almeno in questo caso, non esistono schieramenti o differenze ideologiche, esiste, fortunatamente, solo un obiettivo comune e la coesione politica è l’unica arma per dare attuazione ai provvedimenti legislativi utili nella lotta a tutte le malattie e, in tema di salute al femminile, a una delle più diffuse, il cancro alla mammella.

    “E’ stata l’occasione per imporre la discussione sull’abbassamento dell’età da 50 a 40 anni dello screening mammografico, tenendo presente che alcune regioni, come l’Emilia Romagna, l’hanno già abbassato a 45 anni. Auspichiamo che il Governo possa rispondere a queste sollecitazioni, con una campagna di informazione adeguata, anche perchè in molte regioni del Sud la media di adesione allo screening è ancora troppo bassa, pari al 27% delle donne a rischio” come sottolinea la deputata democratica Donata Lenzi.

    Immagine tratta da: silvanomoffa.it

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