La caffeina potrebbe prevenire i tumori della pelle

La caffeina potrebbe prevenire i tumori della pelle

Un gruppo di studiosi statunitensi ha scoperto, grazie ad una ricerca condotta su topolini, come la caffeina abbia un’azione protettiva importante contro i tumori della pelle

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    La caffeina, secondo uno studio statunitense, potrebbe prevenire i tumori della pelle. Nonostante sia un risultato abbastanza curioso e impensabile, durante la ricerca questa sostanza, diffusa in tutto il mondo, ha avuto degli effetti strabilianti sugli animali. Chissà se magari, in un futuro, ci potremo proteggere dai raggi solari con creme a base di caffè, un po’ di tutti i tipi da quella più concentrata a quella più diluita.

    Come accennato prima, lo studio è stato condotto dai ricercatori statunitensi della Rutger University (Stati Uniti), che hanno scoperto come alla base dell’azione protettiva della caffeina ci sia un enzima, Atr. Quest’ultimo viene prodotto in grosse quantità con l’esposizione ai raggi Uvb, e la caffeina, invece, ha il potere di inibirlo. Ecco perché si parla di azione protettiva di questa sostanza nei confronti della pelle. Secondo gli studiosi l’azione migliore e più efficace avverrebbe in uno stadio precanceroso, ossia quando i tumori causati dalla fotoesposizione non abbiano ancora iniziato il loro processo.

    Ecco perché a fine studio i ricercatori hanno notato che tutti gli animali, con o senza enzima, dopo una certa esposizione ai raggi si ammalavano di tumore.

    La ricerca, pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze americana (Proceedings of the national academy of sciences), è stata condotta sui topolini, modificati geneticamente, in modo tale che il loro corpo non riuscisse più a produrre la proteina Atr. Dopo ciò per un periodo durato 40 settimane, con una frequenza di tre volte alla settimana, gli animali sono stati esposti ai raggi Uvb. I primi ad essere colpiti da tumore alla pelle furono gli animali non modificati, quindi con l’enzima Atr, e solo dopo tre settimane, anche gli altri topolini presentarono il primo tumore. Dopo 19 settimane i topi modificati avevano il 68% di neoplasie in meno rispetto a quelli normali. Gli studi dovranno continuare per confermare questi risultati anche sull’uomo, data anche la differenza tra quest’ultimo ed un topo.

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