La Bellezza SICURA: i consigli degli esperti per una chirurgia estetica senza conseguenze

La Bellezza SICURA: i consigli degli esperti per una chirurgia estetica senza conseguenze

Gli interventi di chirurgia e medicina estetica devono essere eseguiti da professionisti e in luoghi adeguati: scopriamo le regole per non sbagliare

da in Chirurgia estetica
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    sicurezza chirurgia estetica

    Asimmetrie, problemi con le protesi, infezioni, reazioni abnormi alle infiltrazioni di filler. Non tutto quello che si fa per essere più belli e sembrare più giovani centra l’obiettivo di un risultato naturale e gradevole: troppo spesso chi si sottopone a un intervento di chirurgia estetica si trova a fare i conti con veri e propri problemi di salute. Nasce da questo dato di fatto La Bellezza SICURA, campagna di consapevolezza lanciata dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, SICPRE, che ha pubblicato sul proprio sito tutte le dritte per non finire nei guai.

    “Sono pochi consigli, facili da seguire ma essenziali, che danno al potenziale paziente criteri oggettivi per valutare meglio la preparazione dell’operatore, il grado di sicurezza dei materiali e delle strutture”, dice Fabrizio Malan, presidente della Società. Il primo consiglio? Rivolgersi a uno specialista, ovvero a chi dopo la laurea in Medicina e chiurgia ha proseguito la formazione per altri 5 anni, frequentando la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, imparando le tecniche ricostruttive (sono le stesse che si usano in estetica) e facendo pratica in ospedale. Attenzione però a distinguere tra specialisti veri e finti. Infatti, dietro espressioni come “Specialista in Chirurgia Generale – Chirurgia plastica”, o come “Chirurgo Estetico”, si può nascondere una truffa. “Chi dichiara di essere Specialista senza esserlo è perseguibile penalmente – sottolinea Malan -, ma è sempre meglio approfondire e fare una domanda in più anziché affidarsi alle mani sbagliate”.

    Nessun timore di chiedere anche a proposito delle protesi, per cui la SICPRE invita le pazienti in procinto di sottoporsi a una mastoplastica additiva o a una ricostruzione a richiedere l’“etichetta”, ovvero il documento che ne riassume tutti i dati (produttore, numero progressivo di serie, materiale utilizzato ecc) che si potranno rivelare utilissimi in futuro, come il recente scandalo delle protesi PIP ha dimostrato.

    Occhi aperti anche a proposito dei trattamenti mini-invasivi per eccellenza, le cosiddette punturine. In questo caso, la garanzia di qualità viene dalla presenza del marchio CE sulla confezione della sostanza iniettabile (filler o botulino) che sta per essere somministrata e che ne testimonia la produzione secondo gli standard di qualità e sicurezza europei.

    Attenzione poi alla struttura (quella ok deve essere in possesso di tutte le autorizzazioni regionali, dotata di una vera sala operatoria e, in caso di intervento in anestesia generale, di rianimazione) e allo studio. “Consigliamo ai pazienti di non rivolgersi a chirurghi di passaggio – spiega ancora Malan – ma a chi ha uno studio ed è pronto a dare tutti i suoi recapiti. Anche a fronte del minimo dubbio, è fondamentale sapere come e chi contattare”.

    Infine, meglio dire addio in partenza al sogno di “fare affari”, magari portando a casa uno sconto del 70% per un intervento eseguito a regola d’arte, con materiali sicuri e di qualità, da mani esperte e preparate. “È anche una questione di buonsenso”, dice Malan, “quando un intervento costa meno dei materiali utilizzati per eseguirlo, come è nel caso di una mastoplastica additiva proposta a 2.000 euro, devono scattare tutti i campanelli d’allarme”.

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