La bellezza dipende dalla corteccia cerebrale

La bellezza dipende dalla corteccia cerebrale, che, insieme al nucleo caudato, si attiva in corrispondenza di un giudizio di bellezza

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    La bellezza non risponde a caratteri oggettivi e razionali, ma possiamo dire che risiede nella mente di chi osserva. Nel nostro cervello è presente soltanto un concetto astratto relativo a ciò che è bello. A darne una dimostrazione scientifica è stato Semir Zeki, neurobiologo dell’University College di Londra. Lo studioso ha preso in considerazione 21 volontari, i quali avevano il compito di classificare delle opere d’arte in base dei criteri di bellezza, di indifferenza o di bruttezza. La loro attività cerebrale è stata esaminata per mezzo della risonanza magnetica funzionale.

    In questo modo si è visto quale area cerebrale si accendeva in corrispondenza del giudizio di bellezza. Nello specifico si è riscontrato che l’aria che registrava una maggiore attività era la corteccia cerebrale orbito-frontale. Inoltre si è visto che ad accendersi è anche il nucleo caudato. Si tratta di una regione cerebrale piuttosto profonda, che corrisponde anche alle emozioni legate all’amore romantico. In sostanza è come se nel nostro cervello ci fosse un proprio collegamento neurale fra amore e bellezza.

    La bellezza è fondamentale per essere felici, così almeno hanno dimostrato le ricerche scientifiche in proposito. D’altronde non bisogna dimenticare che la bellezza è al primo posto per gli Italiani che non badano a spese. Probabilmente in psicologia non basta la testa inclinata per apparire più belli.

    A questo proposito Semir Zeki ha spiegato:

    “Questo significa che nel nostro cervello esiste un concetto astratto di bellezza: ciò che riteniamo bello e quindi ci suscita un’emozione forte, a prescindere dalla sua natura, attiva sempre la stessa area cerebrale.”