by

L’uomo del futuro: l’evoluzione tra mille anni

Venerdì 19/10/2012 da Camilla Buffoli in Ricerca scientifica, Sanità

    uomo del futuro

    Dove e come arriverà l’uomo, tra mille anni, “cavalcando” l’evoluzione? Chi non si è mai posto questa domanda; tutti, prima o poi pensano a come sarà davvero l’uomo del futuro. Secondo il tabloid inglese “The Sun”, l’evoluzione potrebbe fare più danni che altro. Infatti, il rotocalco d’oltremanica dipinge un ritratto dell’uomo tra mille anni decisamente poco confortante e per nulla affascinante. Mr futuro, secondo le previsioni, senza un vero fondamento scientifico, di un gruppo di esperti britannici, potrebbe avere caratteristiche fisiche e intellettive più che evolute, involute. Ecco l’identikit dell’uomo del futuro, immaginato dagli esperti inglesi.

    Più alto e più magro. L’uomo del futuro potrebbe guadagnare centimetri in altezza e perderne in circonferenza, complice anche la diminuzione della lunghezza dell’intestino. Anche i denti, di pari passo con le nuove abitudini alimentari, che avranno come protagonisti principali liquidi e pillole, diminuiranno.

    Occhi più grandi, cervello più piccolo. Gli occhi saranno più grandi, perché saranno i veri nuovi protagonisti della comunicazione di domani, a discapito della bocca, sempre più piccola e del cervello, che subisce una decisiva “riduzione”, sia in termini di dimensioni sia in termini di funzionalità. La bocca sarà sempre più piccola, perché abbandonerà progressivamente il suo ruolo principale: si parlerà sempre meno e la comunicazione sarà sempre più non verbale, basata, soprattutto, sulla mimica facciale e sull’espressività degli occhi. Anche il cervello, invece di progredire, regredirà: computer e tecnologia ridurranno, insieme alle dimensioni, anche la funzionalità e gli stimoli per il cervello.

    Braccia e dita più lunghe. Il ritratto, dal livello di fascino davvero minimo, si completa ulteriormente con l’aumento della lunghezza delle braccia e delle dita delle mani.

    Tutta colpa, o quasi, della pigrizia, che spinge ad avere braccia più lunghe per limitare gli sforzi. Le terminazioni nervose delle dita saranno più sensibili e sviluppate, per assecondare le necessità della tecnologia e, in particolare, per massimizzare l’utilizzo di smartphone e tablet touchscreen sempre più sofisticati.

    Cattive notizie anche per gli uomini: i testicoli avranno dimensioni inferiori, per colpa del progressivo declino della fertilità maschile.

    L’uomo del futuro sarà sempre più omologato, secondo l’infausta descrizione fatta dal giornale inglese. Il naso sarà, con piccole differenze, uguale per tutti, così come la quantità di rughe, sempre più elevata, per colpa delle condizioni atmosferiche, dell’inquinamento, del riscaldamento globale, ma anche dell’utilizzo sconsiderato dell’aria condizionata, che accelerano il processo di invecchiamento dei tessuti, pelle compresa.

    SCRITTO DA Camilla Buffoli PUBBLICATO IN Ricerca scientificaSanità Venerdì 19/10/2012