L’olio extra vergine d’oliva, un alleato contro il diabete

L’olio extra vergine d’oliva, un alleato contro il diabete

Dieta Mediterranea: nell'olio extra vergine d'oliva un alleato contro il diabete

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    Dieta mediterranea un alleato contro il diabete: l'olio extra vergine d'oliva

    Che vi fosse una stretta relazione fra l’alimentazione e il diabete tipo 2 era noto, ma che tale legame fosse anche legato al consumo regolare e più o meno abbondante di grassi, è un fatto sicuramente più recente, soprattutto alla luce della distinzione che si fa oggi, fra grassi di origine animale e vegetale.


    Dieta mediterranea ok

    Sarebbe accertato che la predisposizione a contrarre il diabete di tipo 2 è più alta in chi assume maggiori quantitativi di grassi animali, meno in chi si orienta verso un’alimentazione tanto più simile a quella prevista dalla dieta mediterranea ed in questo caso, le possibilità di contrarre la malattia diminuiscono sensibilmente con conseguente meno probabilità di incorrere nelle ripercussioni, a distanza, del diabete stesso, aterosclerosi per dirne una.

    Parrebbe assodato che a limitare le possibilità di divenire diabetici, a parte la predisposizione genetica e la familiarità che si ha con questa malattia, potrebbe essere addirittura l’olio di oliva extra vergine, ritenuto il condimento d’eccellenza per la dieta mediterranea e, oltretutto, vivamente consigliato anche dalla moderna dietologia .

    Oltretutto, uno studio coordinato da Roberta Masella dell’Istituto Superiore della Sanità e dei ricercatori dell’Università Federico II di Napoli i cui dati sono stati presentati in occasione del convegno “ International Conference on Health Benefits of Mediterranean Style diet “, svoltosi a Roma qualche tempo fa, avrebbe evidenziato come il consumo dei cosiddetti acidi grassi monoinsaturi o MUFA, presenti in generose quantità nell’olio extra vergine d’oliva, siano molto importanti per proteggere l’organismo avendo la caratteristica di ridurre in maniera sensibile i processi ossidativi che avverrebbero a livello delle lipoproteine LDL che sono molecole con il compito di trasportare il colesterolo e che sono maggiormente presenti e in quantità più rilevante dopo il pasto.

    “Ci sono evidenze sperimentali che indicano un effetto protettivo sia dell’acido oleico che dei polifenoli contenuti nell’olio di oliva nei confronti di alcuni tipi di tumore, non soltanto attraverso l’inibizione del danno ossidativi, considerato un elemento importante nella canceriogenesi ma anche modulando i geni coinvolti nell’insorgenza e sviluppo di tumori” hanno concluso gli studiosi al convegno romano, rilevando anche la caratteristica dei costituenti dell’olio di oliva extra vergine di opporsi all’insorgenza di alcuni tumori.

    Novità anche sui latticini

    Ma anche sul fronte dei prodotti caseari, i latticini, appunto, secondo uno studio condotto dai ricercatori del Massachussetts Gneral Hospital di Boston, il rischio di contrarre il diabete tipo II era inferiore del 77% in coloro che consumavano regolarmente latticini freschi e ogni aumento di una singola porzione quotidiana degli stessi, si associava ad una significativa diminuzione percentuale delle possibilità di contrarre la malattia, così come rilevato sull’osservazione effettuata durante lo studio su un gruppo di 1243 fra uomini e donne, durato ben 12 anni.

    Chiaramente parliamo di studi recenti che mancano di dati che, generalmente, si evidenziano dopo diversi anni da questi, come di altri lavori scientifici al fine di rilevare eventuali variazioni di salute da parte di coloro che si sono sottoposti, volontariamente, agli esperimenti. Tuttavia, laddove fossero confermati tali risultati, si potrebbe tranquillamente asserire che importanti ulteriori tasselli sono stati aggiunti nel mosaico di conoscenze riguardo la malattia diabetica e sui fattori d’insorgenza e che conferirebbe un valore in più, a quella che sembra essere la migliore delle diete fin’adesso conosciuta, la dieta mediterranea, appunto.

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