L’olio di palma fa male? Possibili controindicazioni ed effetti collaterali

L’olio di palma fa male? Possibili controindicazioni ed effetti collaterali
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    L’olio di palma fa male? Quali sono le possibili controindicazione e gli effetti collaterali? Esistono tre diverse tipologie di quest’olio che presentano caratteristiche differenti. L’olio di palma grezzo è l’olio estratto dai frutti della pianta, si presenta solido a temperatura ambiente, mantiene la pigmentazione rossa ed è ricco di acidi grassi saturi. L’olio di palmisto, invece, deriva dai semi del frutto, è privo di pigmenti, si presenta solido e di colore bianco. L’olio di palma raffinato, infine, viene utilizzato principalmente ad uso industriale. Si ottiene mediante un processo di raffinazione che lo rende giallo allo stato fluido e privo delle componenti antiossidanti.

    Caratteristiche e controindicazioni

    L’olio di palma grezzo è ricco di acidi grassi saturi, ma è anche ricco di antiossidanti. Questa compensazione lo colloca tra i composti non nocivi per l’uomo. Al contrario, l’olio di palma raffinato è privato delle proprietà benefiche e, pertanto, può essere considerato potenzialmente non neutro. L’olio di palma contiene 884 Kcal per 100 ml, grassi saturi (47%) e grassi mono- e poli-insaturi protettivi (53%). Allo stato grezzo il colesterolo è assente e gli acidi grassi saturi conferiscono solidità all’olio stesso, tanto da non poter essere idrogenato. Al contrario, gli oli vegetali liquidi in origine possono essere compattati solo grazie ad un processo (idrogenazione) che rende particolarmente nocivi i grassi in esso contenuti. Un consumo eccessivo di questo olio è rischioso in termini di obesità e poco indicato nella dieta consigliata alle persone diabetiche e per i soggetti che presentano patologie cardiovascolari.

    Possibili effetti collaterali

    L’olio di palma contiene acidi grassi saturi a lunga catena che attraversano l’intestino con più difficoltà rispetto a quelli a media catena (contenuti nei grassi di origine animale), necessitando dell’emulsione da parte dei sali biliari per essere assorbiti. Pertanto, in caso in cui la funzionalità intestinale o biliare sia compromessa, è meglio sostituire questo olio con quelli contenenti grassi a media catena (olio di palma, di cocco o di semi). Pur non presentando particolari controindicazioni, va consumato con moderazione. Infatti, la presenza di un’elevata percentuale di acido palmitico lo rende potenzialmente nocivo per la salute, soprattutto in concomitanza con un’alimentazione ricca di sale a rischio per il restringimento dell’arterie. Inoltre, chi è allergico alle noci, alle nocciole e alla frutta secca potrebbe manifestare reazioni allergiche anche verso l’olio di palma. In questo caso si parla di reazioni crociate, laddove gli anticorpi responsabili delle allergie (IgE) riconoscono oltre alle sostanze presenti nella frutta secca anche composti simili contenuti nell’olio di palma.

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