L’incontinenza urinaria nell’anziano: prevenzione, rimedi e cure

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    L’incontinenza urinaria nell’anziano: esaminiamo le tecniche di prevenzione, i rimedi e le cure. La perdita involontaria di urina può essere veramente fastidiosa, creando un disagio psicofisico all’individuo e condizionandone lo stile di vita. All’inizio si presentano come dei malesseri, ma, se vanno avanti nel tempo, possono dar luogo a sensazioni di inadeguatezza e di imbarazzo. Il tutto può tradursi anche in una limitazione dei rapporti sociali e si abbassa la qualità della vita. Spesso si tende a tenere nascosto il problema, sulla base della convinzione che esso sia legato all’invecchiamento.

    Cause transitorie

    Le cause dell’incontinenza urinaria nell’anziano possono essere rapportate a fatti transitori o a vere e proprie disfunzioni delle vie urinarie. Le prime sono reversibili e possono essere determinate da infezioni delle vie urinarie, uretrite, vaginite atrofica, disturbi psichiatrici. A volte incidono anche la diuresi eccessiva, per esempio causata dall’iperglicemia, e la mobilità limitata. Le infezioni delle vie urinarie generalmente sono sintomatiche e l’urgenza di urinare può impedire di raggiungere il bagno, prima che si verifichino le perdite. L’uretrite e la vaginite atrofica, frequenti soprattutto nella post-menopausa, determinano una riduzione della sottomucosa del rivestimento dell’uretra e, quindi, irritazione locale e perdita dell’aderenza della mucosa. Incidono anche i disturbi psichiatrici, soprattutto la depressione grave o una nevrosi che perdura nel tempo. In certe situazioni, l’assunzione di grandi quantità di liquidi, l’uso di diuretici, l’assunzione di alcol, le alterazioni metaboliche possono avere un peso decisivo anche nel determinare l’incontinenza notturna. Quest’ultima può essere resa più acuta da alcune patologie, come lo scompenso cardiaco e l’insufficienza venosa periferica.

    Disfunzioni delle vie urinarie

    Altre cause, che determinano un’incontinenza stabilizzata, possono essere rappresentate dalle contrazioni involontarie della vescica (disturbo noto come iperattività del detrusore) e dall’incompetenza sfinterica: si verifica una perdita istantanea di urina soprattutto durante gli sforzi fisici, quando, ad esempio, ci si piega in avanti, si solleva un peso, si tossisce o si ride. Anche l’ostruzione dello sbocco vescicale è un’altra causa frequente e può essere determinata dall’ipertrofia prostatica benigna, da un restringimento dell’uretra o, nei casi più gravi, dal carcinoma della prostata.

    Prevenzione

    Per la prevenzione dell’incontinenza urinaria nell’anziano potrebbe essere importante rivedere lo stile di vita. Occorre ricordarsi che la caffeina, l’alcol e le bevande gassate hanno un effetto diuretico. Proprio per questo non bisognerebbe esagerare, anche se questo non significa che bisogna privarsene totalmente. Esiste una correlazione tra il sovrappeso e l’incontinenza urinaria, è meglio, quindi cercare di tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. Sarebbe fondamentale smettere di fumare, perché il fumo può provocare la tosse e questa potrebbe esercitare una pressione sulla vescica, che induce alle perdite di urina. Smettere di fumare è un passo da considerare anche per prevenire l’incontinenza.

    Rimedi

    Alcuni, come rimedi per l’incontinenza urinaria, suggeriscono di ridurre la quantità dei liquidi ingeriti. Non si tratta di una pratica da portare avanti, perché potrebbe perfino aggravare il problema. Se si riduce la quantità di acqua consumata, l’urina diventa più concentrata, rendendo eventualmente la vescica più attiva. La strategia ideale è quella di bere rispondendo in maniera consueta allo stimolo naturale della sete.

    Esistono degli ausili medico-sanitari che potrebbero essere utili. Ad esempio il medico potrebbe consigliare l’inserimento di un catetere vescicale, con una sacca di raccolta. Si tratta, però, di una soluzione temporanea, ad esempio utilizzabile quando l’incontinenza sia provocata da un intervento chirurgico, dal quale si è in via di guarigione. A disposizione anche degli assorbenti appositi, per proteggere dalle perdite e per evitare gli odori sgradevoli che ne possono derivare. Molto importante è anche la rieducazione della vescica: si aiuta il soggetto a trattenere una quantità sempre più grande di urina per un tempo via via maggiore, riducendo il numero delle minzioni. Con il tempo la vescica si abituerà a non esagerare lo stimolo ad urinare.

    Cure

    A volte è necessario ricorrere ai farmaci. In particolare per l’incontinenza da urgenza e per la cosiddetta sindrome della vescica iperattiva si utilizzano la solifenacina e la tolterodina. Questi principi attivi impediscono le contrazioni della vescica durante la fase di riempimento. Nel caso dell’incontinenza da sforzo il medico può prescrivere gli inibitori della ricaptazione della noradrenalina e della serotonina. Generalmente si usano quelli a base di duloxetina. Le sostanze sollecitano il nervo pudendo, aumentano la contrazione dello sfintere uretrale, impedendo che l’urina fuoriesca accidentalmente.

    Nei casi più gravi potrebbe essere richiesto un intervento chirurgico portato avanti da uno specialista. L’operazione viene decisa soltanto dopo esami approfonditi e se le condizioni di salute del paziente lo permettono. Interventi chirurgici contro l’incontinenza urinaria sono la citoscopia e la cistouretrografia minzionale. La prima è l’endoscopia della vescica urinaria attraverso l’uretra. La seconda è una procedura radiologica per visualizzare la vescica urinaria e l’uretra. Attraverso queste tecniche si eseguono anche interventi di riparazione, in base alla patologia individuata.