L’importanza della libertà all’interno della coppia

L’importanza della libertà all’interno della coppia

Ognuno dei partner deve mantenere un proprio spazio personale, dandosi la possibilità di scegliersi ogni volta, senza dare nulla per scontato

da in Pazienti.it: l'esperto risponde, Psicologia
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    L'importanza della libertà all'interno della coppia

    La libertà è una condizione necessaria per la felicità, anche in un rapporto di coppia. Abbiamo chiesto al dr. Antonio Barbera, specialista in psicologia, come fare per trovare il giusto equilibrio e far funzionare un rapporto.

    Direi che è essenziale, proprio per aumentare la propria sensazione di unicità soggettiva che sa separarsi nella coppia, per poi ritornare, e rinnovare quella sensazione di accoglienza che permette alla coppia di rinnovarsi, senza sentirsi persona che esiste solo se esiste la coppia, in una forma autoreferenziale “sono se altrimenti non sono più”.

    Questi cosiddetti spazi di libertà rinnovano di continuo proprio l’armonia della coppia, solo che andrebbero vissuti nella piena consapevolezza di come siano utili, senza ricorrere a bugie, scuse o quant’altro che prima o poi non fanno altro che creare incomprensioni o sensazioni di sfiducia nei confronti del proprio compagno.

    Come dicevo prima, ritornare nella coppia dopo aver vissuto un’esperienza personale, credo che aumenti sia la propria autostima, che la stima dei due nella coppia stessa. E poi, che bello ritornare all’interno della coppia portando la propria soddisfazione.

    È chiaro che questo non debba essere vissuto come una ripicca, oppure stimolare la competitività, per provocare l’altro sulla propria indipendenza. Questo non farebbe altro che rendere difficile il vivere la coppia, introducendo la propria esigenza come qualcosa di cui la coppia non potrà mai fruire, mentre invece, il senso dovrebbe essere proprio il contrario, ovvero quello di ritornare con un valore aggiunto.

    Credo che libertà dovrebbe essere sinonimo della vita di coppia, per lo meno quando si sente la mancanza di libertà, credo che comincino i problemi, perché ho la sensazione che molte volte si preferisca l’altro sempre chiuso nella “noi”, anche se per certi versi insoddisfatto, invece di pensarlo lontano dalla coppia, perché si crede che quel momento in fondo sia un tradimento, o per lo meno lo si vive come lo fosse.

    Quando ci si accorge che viene a mancare la sensazione di libertà, cominciamo a vivere la coppia come un luogo disarmonico, pieno di dovere, questo non fa altro che minare il significato di coppia stessa.

    Quindi per assurdo tutto diventa dovere, l’andare insieme alla domenica, l’uscire la sera, vivere l’esperienza educativa con i propri figli se ci sono, anche lo stesso fare l’amore può essere sentito come dovere.

    Diciamo che si va a instaurare la confusione, dove i limiti sia corporei che mentali delle singole persone sono fuse insieme e non distinte, questa è una delle sensazioni più drammatiche che la coppia possa affrontare.

    Se nella coppia vige un rapporto di fiducia reciproca, e non un rapporto di falsità, io credo che si sappia misurare quale sia e debba essere il livello di libertà che io e l’altro possono vivere. È chiaro che se questa libertà non viene vissuta nel rispetto della sensibilità del proprio compagno, e ha bisogno del sotterfugio, della menzogna, qualcosa all’interno della coppia non sta funzionando.

    I rischi che la coppia può affrontare sono quelli legati alla mistificazione della libertà, ovvero “nessuno mi può impedire nulla”, se ci si ritrova in questo luogo, significa che la coppia non ha più ragione di esistenza, perché se questa rappresenta solo impedimento del vivere reciproco significa che sono venuti a mancare quelle peculiarità che la coppia stessa aveva saputo costruire, e in modo particolare la fiducia reciproca.

    Dopo questa premessa, è chiaro che dobbiamo comprendere cosa significhi per quella coppia l’eccesso, o la mancanza di libertà, anche perché da qualunque posizione la si può osservare, la verità è sempre quella di colui che la racconta.

    Credo che la coppia non dovrebbe mai ritrovarsi a confrontarsi su inutili discussioni, ma piuttosto lanciare continuamente dei messaggi sul proprio significato di coppia, in modo particolare sulla gioia di essere, di ritrovarsi insieme, e non quella di essere insieme perché si rinuncia a qualcosa.

    Uso il termine gioia, non come sinonimo di felicità, ma eventualmente come forma complementare, dove la felicità diventa una sensazione pronta a esaurirsi dopo che l’evento che l’ha resa possibile è passato.

    Mentre la gioia è una sensazione che possiamo ritrovare in modo naturale fuori da un evento specifico.

    È importante questa distinzione, perché ci permette di riflettere sulla nostra capacità di soddisfazione e, come tale, se questa rientra e ha spazio nella coppia stessa.

    Chiaramente il lavoro che la coppia si ritrova a svolgere quotidianamente è molto impegnativo, ma se vissuto nel concetto della gioia, ognuno saprà ritrovare se stesso nella coppia stessa.

    Per concludere, vorrei sottolineare che la fatica maggiore a vivere un rapporto di coppia è che purtroppo dobbiamo sempre fare i conti con tutta una serie di caratteristiche e difese soggettive, che vanno ad appesantire, oltre che il rapporto di coppia, quello soggettivo (per la serie non mi comprendo, non mi sento compreso), e tra queste vorrei sottolineare l’invidia, la gelosia, la ripetizione, l’aggressività, che introducono nel rapporto di coppia delle vere e proprie mine vaganti, fatte di incomprensione.

    Queste non vivono su un piano logico, piuttosto le possiamo ritrovare su altri piani, ai quali purtroppo nessuno di noi potrà mai accedere, se non attraverso un lavoro analitico soggettivo.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:
    Dr. Antonio Barbera
    Specialista in psicologia

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