L’epidurale? Una scelta di poche

L’epidurale? Una scelta di poche

In Italia l'epidurale non ha ancora avuto il successo che si merita: poche le strutture in cui viene praticata comodamente, ma ancora meno le donne che la pretendono, vediamo il perche' di questo strano fenomeno al femminile

da in Gravidanza, Parto, Primo Piano, Salute Donna, Epidurale
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    Neonato

    A parlarne apertamente il Dott. Salvatore Pollina, intento a chiarire la verita’ in fatto di epidurale: molte mamme ne parlano, la desiderano, ma poi, nel momento della scelta, non sempre scelgono l’opzione per soffrire meno, hanno paura e decidono di arrangiarsi alla maniera naturale.

    Partorire in epidurale, prima di tutto, non e’ ne’ una scelta facile, ne’ senza responsabilita’: il parto in epidurale pero’ e’ un diritto; esso ha la caratteristica di ridurre a zero il dolore della partoriente, la quale pero’ rimane perfettamente cosciente delle proprie azioni, vede che cosa succede e essenzialmente assiste quasi da spettatrice al suo parto, di cui e’ invece la protagonista.

    Non sono molti in Italia i centri in cui si puo’ fare richiesta dell’epidurale e il motivo principale e’ che non ci sono informazioni e organizzazione sufficienti per riprogrammare anche questo genere di prestazioni.

    Tante mamme hanno chiesto l’anestesia epidurale ma gli e’ stata rifiutata, in molte parti d’Italia, principalmente perche’ le strutture non erano adeguate; sono molti di piu’ pero’ i casi di mamme che, al momento della somministrazione, sono state spaventate da effetti collaterali non sempre corrispondenti al vero e quindi hanno rinunciato. Per rassicurare le neo-mamme e’ invece molto meglio spiegare, una volta per tutte, che non esistono dei rischi in fatto di morte del feto, conseguenze sulla salute e malattie che si trasmettono al feto a causa di questa anestesia.

    Con serenita’ la iniezione epidurale va affrontata come normale prassi, anche per fare pressione sulle strutture ospedaliere che non la praticano perche’ snobbano il problema, a torto.

    E’ comunque vero che questo genere di anestetico ha bisogno di tempi, modi e dosi di somministrazione che non hanno un riferimento in un reparto specifico e dunque possono passare inosservate, va pero’ detto che le mamme, prima di affrontare il parto, devono essere messe nella condizione di non soffrire, perche’ senza l’epidurale non puo’ esistere alcun parto sereno e privo di dolore.

    Spesso si tende a tranquillizzare la neo-mamma dicendo che tutto passera’ nel migliore sei modi, semplificando il pre-parto, per la paura che la figlia cominici a scegliere in modo diverso dalla madre: dire a una partoriente che il mal di testa, il prurito e il fastidio alla pelle, per allergia, il doloer temporaneo alla zona peridurale e l’ematoma in loco sono pericolose, per evitare che la donna si faccia sedare, e’ una omissione di verita’ molto grave e perseguibile penalmente in caso di ripetuta e manifesta volonta’ di celare al soggetto in terapia i suoi diritti.

    Per scegliere dove partorire dovete chiedere se la iniezione e’ garantita e se si’ in che ore, se 24 ore su 24 etc.. bisogna anche informarsi sul nome degli anestetisti, sapere se e’ gratis e infine se rientra nelle prestazioni infermieristiche o specialistiche, da cui il costo.

    L’epidurale pero’ altro non e’ che una iniezione di anestetico nella parte bassa della schiena per aiutare a partorire velocemente e senza dolore, la puntura viene fatta tra l’osso vertebrale e la membrana del midollo spinale, nella “Dura madre”. L’anestetico usato e’ quello paragonato all’uso dentistico, sicche’ non fa male e al bimbo e alla partoriente, serve solo a rendere interessante e rilassante il parto.

    E’ dal 1885 che si pratica questa iniezione, la sperimentatrice piu’ famosa fu la madre Vittoria della Gran Bretagna che ha fatto scuola, attualmente in Inghilterra partorisce cosi’ il 70% delle donne, come il 60% in Spagna e una parte in Germania e Francia (32%). In Italia al momento la percentuale e’ a un vergognoso 10%, per i motivi di cui sopra.

    Foto: Google
    Fonte: Salvatore Pollina – Medico Ginecologo Specialista

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