L’atlante della salute nelle province italiane

L’atlante della salute nelle province italiane

“Osservasalute Aree metropolitane 2010” è vero proprio atlante della salute in Italia, un rapporto sulla qualità della vita, sui servizi sanitari in tutte le aree metropolitane italiane

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    L’atlante della salute in Italia

    Un vero e proprio atlante della salute, quello stilato nella prima edizione del Rapporto “Osservasalute Aree metropolitane 2010” redatto dall’Osservatorio Nazionale per la Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede presso l’Universita’ Cattolica di Roma, che mette sotto la lente d’ingrandimento tutte le province metropolitane del Bel Paese, facendo una fotografia precisa della situazione.

    Torino è la provincia con i tassi di dimissione ospedaliera in regime ordinario più bassi, ma si aggiudica anche un triste primato, quello della peggiore qualità dell’aria per l’inquinamento da polveri sottili.

    Se l’età delle mamme milanesi è quella in maggiore crescita, all’area metropolitana lombarda spetta il merito di essere quella che ha migliorato maggiormente la gestione delle acque reflue.

    Il nord est conferma due risultati importanti e due meno lodevoli: Venezia si dimostra la più attenta all’eco-compatibilità, ma la sua popolazione maschile è quella con il maggiore tasso di invecchiamento; a Trieste c’è il minore tasso di mortalità infantile e neonatale, ma la sua popolazione è la più vecchia della Penisola. A Genova c’è il più basso tasso di incidenti stradali, ma il più alto di interruzioni volontarie di gravidanza, mentre Bologna è la provincia meno invecchiata, ma il numero di decessi legati ai disturbi psichici è il maggiore.

    In Toscana, Firenze è la provincia metropilitana più longeva, ma è anche l’area dove il monitoraggio della qualità dell’aria è diminuito maggiormente.

    I romani possono godere della maggior disponibilità di verde urbano, ma quella della capitale è l’area con la più bassa presenza di centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria.

    Napoli si aggiudica il primato come area più giovane e feconda, ma anche di quella meno longeva.

    Bari può vantare la diminuzione più consistente di interruzioni volontarie di gravidanza, ma anche della raccolta differenziata. Il numero minore di decessi per tumori si registra a Reggio Calabria, che, però, è anche la penultima area metropolitana per personale medico e odontoiatrico. Anche in Sicilia non mancano le contraddizioni: le mamme palermitane sono le più giovani e feconde, ma la zona è la meno attiva in termini di raccolta differenziata, se a Messina si registra il numero inferiore di decessi per malattie respiratorie, si evidenzia anche la minore disponibilità di verde urbano; Catania ha mamme giovani, ma è l’ultima città dello Stivale sul fronte dell’ecocompatibilità.Dalla Sicilia alla Sardegna, anche la terra sarda vanta due primati: Cagliari è la provincia dove si ricorre meno all’interruzione volontaria di gravidanza, ma è anche quella meno feconda.

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