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L’AIDS studiata grazie ai gattini fluorescenti

L’AIDS studiata grazie ai gattini fluorescenti

Uno studio condotto dai ricercatori della Rochester ha avuto dei risultati strabilianti: la creazione di tre gattini fluorescenti geneticamente modificati che aiuteranno la ricerca contro l’AIDS

da in AIDS, DNA, Malattie, Ricerca Medica, Terapie
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    La ricerca sull’AIDS verrà effettuata grazie a tre gattini fluorescenti. Non è uno scherzo o un episodio di qualche cartoni animato, ma è la realtà: grazie a dei gatti resi fluorescenti, in quanto geneticamente modificati, si potrà studiare e conoscere più a fondo l’AIDS. Quest’ultima patologia nonostante sia ampiamente studiata necessita ancora di ulteriori studi, dato che non si è ancora trovata una terapia specifica e definitiva.

    Le modifiche che si sono effettuate per ottenere questi animali così curiosi sono due: sono stati inseriti due distinti geni, il primo proveniente dalle meduse che rende i gatti fluorescenti se osservati dalla luce blu; ed il secondo è lo stesso utilizzato nei Macachi Rhesus resistenti al virus dell’AIDS. Lo studio che ha portato alla creazione di questi animaletti è stato condotto dai ricercatori della Rochester pubblicato sulla rivista Nature Methods.

    Grazie a questo studio si potranno aiutare sia gli uomini che i felini, in quanto entrambi possono essere colpiti da due virus simili, rispettivamente l’Hiv e il virus dell’immunodeficienza felina, che causano la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS).

    Tramite questi gattini fluorescenti si potranno ottenere risultati finora impossibili dalle ricerche su topi e scimmie. Grazie a questi gatti, che una volta adulti trasmetteranno alla loro prole i geni anti-AIDS, si potranno portare avanti tutta una serie di studi importantissimi per il mondo della ricerca con i quali si capiranno meglio quale sistema di difesa adottare contro questa malattia così pericolosa.

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