Ipospadia: diagnosi, sintomi e terapia

Ipospadia: diagnosi, sintomi e terapia

L'ipospadia è un'anomalia congenita che costringe il soggetto che ne è affetto a notevoli disagi nella minzione e nello svolgere una normale vita sessuale da adulto; la correzione è chirurgica con un intervento, tutto sommato, semplice

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    Effettiu-dell’ipospadia

    Ha una certa incidenza nei neonati, si conta infatti un caso ogni trecento nati nella sola Italia, stiamo parlando dell’ipospadia, un vero e proprio problema della struttura del pene del bimbo, che se non corretto potrebbe dare problemi, al punto che è necessario rivolgersi al chirurgo.

    Bisogna ricordare che l’ipospadia si presenta con l’evidenza che l’orifizio dell’uretra che fa confluire all’esterno urine e sperma anzicchè essere posto regolarmente nella parte finale del pene si presenta nella parte bassa dell’organo. In certi casi l’anomalia si palesa con gravità maggiore e l’apertura è ancora di più difficile collocazione e si può associare anche nell’ impossibilità dei testicoli a discendere dall’addome verso lo scroto, situazione questa che se non corretta porterebbe il soggetto alla sterilità per effetto del fatto che la temperatura dell’addome è più alta e ucciderebbe gli spermatozoi.

    L’ipospadia è un difetto da correggere non perché metta a rischio la vita del paziente, semmai perché espone lo stesso al pericolo di incorrere in malattie infettive a carico dell’apparato urinario dando luogo ad infezioni quali cistiti, uretriti, solo per citarne due, oltre al fatto che l’anomalia ha ripercussioni psicologiche sul ragazzo, una volta cresciuto, perché lo fa sentire diverso dai suoi coetanei, ciò è dovuto anche alla necessità per il giovane di urinare stando seduto e alle prime esperienze sessuali il soggetto può avere grossi problemi a portare a termine l’amplesso.

    La terapia per l’ipospadia è chirurgica e si effettua quando il bimbo ha un’età di non più di due anni, qualora non si intervenga chirurgicamente a quell’età si può operarsi anche da adulti ma dopo aver subito tutte le conseguenze appena citate. Il chirurgo raddrizza durante l’intervento anche il pene ed eventualmente effettua la circoncisione intervenendo sul prepuzio; il buon esito dell’operazione riconduce alla normalità il paziente consentendogli la ripresa della normale minzione e di una normale vita sessuale.

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