Ipnosi regressiva: cosa cura e i rischi

Ipnosi regressiva: cosa cura e i rischi
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    Ipnosi regressiva: cosa cura e quali sono i rischi connessi a questa tecnica? Si tratta di una pratica che si può usare nell’ambito della psicoterapia, con l’obiettivo di trattare alcuni disturbi di carattere psicologico. Può essere utilizzata per contrastare l’ansia e i disturbi dell’umore, nello specifico è indicata per la depressione. Il suo scopo è quello di risolvere i conflitti psichici, recuperando inconsapevolmente la causa originaria dei disagi. Gli esperti ritengono che la patologia si manifesti a causa dei meccanismi di rimozione che interessano esperienze percepite come troppo dolorose. Con l’ipnosi regressiva ci si dovrebbe contrapporre alla rimozione, per recuperare questi eventi del passato.

    Secondo i sostenitori dell’applicazione di questa tecnica psicoterapeutica, la regressione dovrebbe condurre il paziente anche ai primi anni di vita, a quell’età in cui si sono potute verificare esperienze traumatiche, che hanno influito sul benessere psicologico. Il terapeuta induce nel paziente l’ipnosi, un’alterazione della coscienza, per portarlo ad esplorare il suo passato sotto la sua guida.

    L’applicazione della tecnica dell’ipnosi regressiva può essere utile in molte occasioni. Questa tecnica, infatti, avrebbe molteplici effetti terapeutici, che risulterebbero importanti nei seguenti casi:

    • disturbi alimentari – l’ipnosi regressiva può aiutare nel caso di disturbi che interessano il comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia;
    • fumo – può essere utile applicarla anche in caso di dipendenza dal fumo o da altre sostanze;
    • disturbi di somatizzazione – l’ipnosi regressiva può ottenere degli effetti positivi anche nel caso di disturbi di somatizzazione, come, per esempio, vomito ricorrente, problemi legati alle mestruazioni, disfunzioni erettili o altri disturbi non legati ad un’alterazione organica;
    • disturbi psicosomatici – si può applicare la tecnica anche per trattare i disturbi di natura psicosomatica, come dermatiti, gastrite e allergie. Risulta utile anche nel caso di disturbo post-traumatico da stress.

    L’ipnosi regressiva comporta anche dei rischi. Non tutte le persone potrebbero sostenere adeguatamente un’esperienza che si dimostra intensa dal punto di vista emotivo. Ci sono dei casi in cui la tecnica non andrebbe applicata:

    • bambini – l’ipnosi regressiva non va utilizzata con i bambini e con gli adolescenti, perché non hanno ancora una personalità ben strutturata;
    • pazienti psicotici – l’esperienza ipnotica potrebbe alimentare il distacco dalla realtà tipico dei pazienti psicotici;
    • disturbi cardiovascolari – c’è il rischio che in pazienti che soffrono di disturbi cardiovascolari l’esperienza emotivamente intensa potrebbe rivelarsi dannosa;
    • assunzione di psicofarmaci – in particolare l’ipnosi regressiva andrebbe evitata in coloro che assumono psicofarmaci antiepilettici, perché sono più a rischio di alterazioni patologiche della coscienza;
    • individui con tendenze al suicidio – in alcuni casi di depressione particolarmente grave, che comporta tendenze suicidarie, l’ipnosi regressiva andrebbe evitata.

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