Ipnosi: elimina ricordi e paure e migliora la concentrazione

Ipnosi: elimina ricordi e paure e migliora la concentrazione

L'ipnosi pare sia molto utile per superare le fobie, le ansie, le paure ed eliminare ricordi dolorosi, inoltre può aiutare molto ad incrementare la concentrazione e a superare situazione dolorose

da in Benessere, Psicologia
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    Nota da millenni, l’ipnosi è ancor oggi ritenuta da taluni come una sorta di pratica arcana da iniziati, e sembrerebbe che attraverso essa siano ottenibili molti benefici, come cancellare ricordi dolorosi, ansie, fobie e paure, oppure superare meglio momenti delicati, non facendo avvertire l’aspetto doloroso o rischioso.

    Anche se il lemma ipnosi deriva dal greco hypnos (sonno), il paziente non viene addormentato ma condotto in uno stato di veglia concentrato su un dato dettaglio, esemplificando è come se si focalizzasse il binocolo verso un singolo punto anziché su un’area più vasta: «su una stella anziché sul firmamento» spiega il professore Loriedo Camillo, ordinario di psichiatria presso l’università degli studi di Roma "La Sapienza".

    Grazie alle sedute ipnotiche, ad esempio, le future mamme cantano mentre partoriscono, ci sono filmati della Bbc che lo provano, afferma lo psichiatra; gli atleti potrebbero essere indotti a non pensare agli aspetti rischiosi delle rispettive discipline sportive, così uno scalatore può essere liberato dalla paura di cadere (come ha fatto il professor Unestahl con la squadra di sci svedese), un surfista da quella di affogare, un pilota da quella subire incidenti, e via di seguito.

    Con l’ipnosi si può accedere, per così dire, nei meandri della mente per recuperare ricordi repressi, che sono stati sormontati da altri: metaforicamente è una sorta di chiave per aprire la porta della mente, per poi mettervi un po’ d’ordine
    Ovviamente un terapeuta serio, esperto e professionale farà attenzione a non condurre il paziente verso rievocazioni per questo assai spiacevoli, né lo indurrà al compimento di azioni che non farebbe mai in stato di veglia.

    Chi è capace di autoipnotizzarsi può usare questa tecnica per addormentarsi quando ha difficoltà a prendere sonno. Sempre meglio di un tranquillante assicura lo studioso italiano.

    Fonte: Santarpia V., L’invervista, City, anno ottavo n.

    167, 6 ottobre 2009.

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