Ipertensione polmonare: sintomi, cause e cura

Ipertensione polmonare: sintomi, cause e cura
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    L’ipertensione polmonare è una malattia in grado di provocare gravi sintomi e conosciuta anche con i nomi “ipertensione arteriosa polmonare” e “ipertensione arteriosa polmonare idiopatica”. Le cause di questa patologia possono essere diverse – riguardano un aumento della pressione sanguigna nei polmoni – per cui è importante giungere, tempestivamente, a una cura. Qual è la sintomatologia esatta legata all’ipertensione polmonare? Qual è il trattamento che può condurre alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è l’ipertensione polmonare? Come accennato, questa malattia è nota anche come “ipertensione arteriosa polmonare” e “ipertensione arteriosa polmonare idiopatica” ed è caratterizzata da un aumento della pressione sanguigna nei polmoni. Ad essere colpiti da questa patologia sono circa 25-50 persone per milione di abitanti, di cui circa l’80% sono donne.

    Quali sono i sintomi dell’ipertensione polmonare? La malattia può essere asintomatica all’inizio e manifestare i sintomi solo quando progredisce e si aggrava: in questo caso, infatti, si manifestano stanchezza, dolori al petto, sensazione di oppressione, dispnea – di cui esistono varie tipologie - vertigini, svenimenti, cianosi, palpitazioni cardiache, tachicardia, caviglie e gambe gonfie e gonfiore addominale.

    Quali sono le cause dell’ipertensione polmonare? In parte, queste sono sconosciute. Si sa che questa malattia si verifica quando le arterie dei polmoni e i capillari si restringono, si danneggiano o si bloccano: in questi casi, il sangue non riesce a scorrere attraverso i polmoni, per cui aumenta la pressione all’interno delle arterie polmonari che, a sua volta, causa un lavoro maggiore da parte del cuore e porta ad un indebolimento del muscolo cardiaco che, alla fine, non è più in grado di pompare il sangue nei polmoni.
    L’ipertensione polmonare acuta è causata dalla sindrome di stress respiratorio o da un’embolia polmonare; mentre, l’ipertensione cronica può essere primitiva o secondaria: nel primo caso, può essere causata da anomalie strutturali di vene polmonari e arterie, che ostacolano il flusso del sangue; nel secondo caso, invece, l’ipertensione può essere dovuta a malattie della circolazione, cardiache o respiratorie. Pare, inoltre, che possa giocare un ruolo fondamentale una proteina chiamata “endotelina”: quest’ultima, infatti, se presente a un livello troppo elevato nel sangue, può causare una vasocostrizione e, dunque, un aumento della pressione provocato dalla carenza di ossigeno.

    Esistono, poi, varie tipologie di ipertensione polmonare che possono avere cause sconosciute, familiari o ereditarie o essere associate a malattie varie – patologie epatiche gravi, cardiache o polmonari – ad infezioni da HIV, all’uso di determinati farmaci e droghe, a disturbi reumatici – come l’artrite reumatoide e la sclerodermia – ad obesità, apnea notturna, tumori o ad altre malattie, come la sarcoidosi – importante da diagnosticare, il prima possibile – la linfangioleiomiomatosi, la broncopneumopatia cronica ostruttiva e la fibrosi mediastinica.

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è necessario contattare il medico che – tramite una serie di importanti esami e analisi – sarà in grado di stabilire la diagnosi e la terapia adatta al caso. Oltre agli esami del sangue, alla visita medica e allo studio dei sintomi, potrebbero essere richiesti ulteriori test di approfondimento: ad esempio, il six minute walk test, l’ecocardiogramma, la radiografia, la TAC, la spirometria e la polisonnografia.

    Quali sono i rimedi contro l’ipertensione polmonare? La cura dipende dalle cause che hanno scatenato la malattia, dunque varia da caso a caso. In alcuni casi, potrebbero essere prescritti dei farmaci – come anticoagulanti, diuretici, integratori di potassio e vasodilatatori – o consigliati interventi chirurgici per la rimozione di eventuali coaguli o per effettuare trapianti di polmone o cuore, se l’organismo non risponde alla terapia farmacologica. Inoltre, potrebbero essere utili delle modifiche all’alimentazione e allo stile di vita.

    Infine, la prognosi dipende dalle cause che hanno provocato la malattia, dalla gravità della condizione e dalla tempestività nell’intraprendere la corretta terapia, oltre che dall’età e dallo stato di salute del paziente. È, dunque, possibile che la malattia migliori con il trattamento o che si aggravi progressivamente e diventi, persino, mortale: come nel caso dell’ipertensione arteriosa polmonare idiopatica, in cui la sopravvivenza a 5 anni è soltanto del 40%.

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