Ipertensione arteriosa: ne soffrono quindici milioni di italiani

I dati sono allarmanti, nella sola Italia a soffrire di ipertensione arteriosa sono qualcosa come 15 milioni di persone ma è un numero sicuramente in difetto se si considera quanti non sanno di essere ipertesi non riuscendo ad interpretare, almeno nelle prime fasi della condizione

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    pressione alta

    Ben sappiamo l’importanza rivestita dalla pressione alta, più correttamente chiamata ipertensione arteriosa; genericamente definita una malattia in sé e per sé, ma per lo più, a parte qualche eccezione, non possiamo parlare di patologia quando pensiamo all’ipertensione, semmai possiamo definire tale condizione patologica poiché apre la strada a patologie anche molto serie, come infarto, ictus e accidenti vascolari in genere, comprese determinate nefropatie che divengono esse stesse causa di aggravamento della condizione.

    Quindici milioni di ipertesi in Italia

    I dati sono allarmanti, nella sola Italia a soffrire di ipertensione arteriosa sono qualcosa come 15 milioni di persone ma è un numero sicuramente in difetto se si considera quanti non sanno di essere ipertesi non riuscendo ad interpretare, almeno nelle prime fasi della condizione, il significato dei sintomi di cui probabilmente già soffrono. Di tutto ciò si è parlato ad un Congresso tenutosi all’Università la Sapienza di Roma dove i più autorevoli studiosi del fenomeno si sono riuniti per presentare le novità in ambito all’ipertensione arteriosa rilevando anche in quella sede l’anomalia riscontrata fra gli italiani, ovvero una suddivisione dei malati per nulla uniforme sul territorio, ma con picchi davvero allarmanti per quanto attiene le regioni del Nord Est d’Italia.

    Uomini più soggetti, ma le donne non… scherzano!

    Nello spaccato che ne è venuto fuori si è anche tracciato l’identikit dell’iperteso italiano, per lo più uomo, 33 volte su 100, ma le donne non sono da meno, 31%, rappresentando un pericoloso campanello d’allarme soprattutto per i maschi, 19% e un po’ meno per le donne, 14% e se l’Italia “ non ride “ il resto d’Europa “ piange “, stante il fatto che la condizione patologica nel resto del mondo sviluppato, per quel che ne sa, è del 30% …. Poco? Sono 300 milioni di persone solo nel Vecchio Continente!

    Ma sciorinare sterili cifre sarebbe del tutto inutile se non si divulgasse sempre di più il metodo, abbastanza semplice, da seguire per prevenire l’ipertensione arteriosa, partendo dal fatto che ognuno di noi può eseguire tale semplice operazione a casa propria e tale sistema è ancora oggi ritenuto il più valido metodo per intervenire in tempo.

    Ma perché si diviene ipertesi?

    Resta semmai da capire ancora l’origine di questa condizione e su questo terreno sono ancora molti i dubbi e le incertezze che palesano l’esatta natura dell’anomalia, stante il fatto che su 100 casi di ipertensione solo in cinque si è certi della reale origine. Oggi la scienza cerca di capire quanto accreditata sia la natura genetica del fenomeno non certo avulso da fattori esterni rappresentati dai veri fattori di rischio; stress, obesità, fumo di sigarette, dieta ad alto contenuto di sale.

    E, a proposito della dislocazione del fenomeno dell’ipertensione arteriosa nel nostro Paese, scioriniamo direttamente i dati afferenti al congresso capitolino.

    Nel Nord Est italiano il maggior numero di ipertesi, ma Sud e Isole non si…. fanno mancare nulla!

    In Italia il record di ipertesi spetta al Nord Est, con il 37% degli uomini e il 29% delle donne colpiti. Seguono poi il Sud e le Isole (33% uomini, 34% donne), il Nord Ovest (33% uomini, 29% donne) e il Centro (31% uomini, 29% donne). Regione per regione, invece, la vetta della graduatoria è della Calabria, con il 45% degli uomini e il 41% delle donne con la pressione alta. Segue il Friuli Venezia Giulia. In fondo alla classifica, troviamo invece l’Abruzzo (24% sia donne che uomini) e le Marche (24% uomini, 23% donne).