Ipertensione arteriosa: ne soffrono ben 12 milioni di italiani

Ipertensione arteriosa: ne soffrono ben 12 milioni di italiani

Neanche un'epidemia avrebbe " numeri " da capogiro paragonabili a quelli riguardanti gli affetti da ipertensione arteriosa o pressione alta, eppure il fenomeno non è adeguatamente seguito dagli stessi pazienti

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    Misurazione pressione arteriosa

    Un nemico subdolo e silenzioso, parliamo della ipertensione arteriosa, conosciuta anche come pressione alta, per lo più un sintomo piuttosto che una malattia, segno evidente che qualcosa di serio nel nostro organismo non funziona più bene. Ad andare incontro all’ipertensione arteriosa per lo più gli anziani e gli over 55 enni, per queste persone il rischio, nel tempo, di andare incontro a gravi malattie di natura cardiologica o a veri e propri accidenti vascolari è sempre alto.

    Ne consegue che bisognerebbe imparare a controllare la pressione del sangue anche quando non si sono ancora accertati crisi ipertensive o segni evidenti dello stato patologico, per il semplice fatto che almeno nelle prime fasi si può convivere con la pressione alta, continuando a stare sufficientemente bene e, dunque, senza accorgersene ed è proprio in questa fase che eventuali picchi di pressione alta vanno curati e, sopratutto, controllati.

    I numeri del fenomeno in Italia e nel mondo
    Che l’ipertensione arteriosa sia un vero e proprio flagello per l’umanità lo dimostra il numero di ipertesi nel mondo, qualcosa come 60 milioni, un dato per’altro in difetto, significa come avere una popolazione pari a tutta quella censita in Italia ad essere affetti da questa sindrome e per vedere cosa accade nel nostro Paese, basterà sapere che in Italia sono affetti da ipertensione ben 12 milioni di persone di cui almeno la metà ultrasessantacinquenni e il 25% over 50 e per di più, 70 ammalati su cento, dimentica le cure, si sottopone alla terapia in maniera distratta o addirittura occasionale e non elenca al proprio medico i peggioramenti del proprio stato di salute.

    Ipertensione arteriosa anche nei giovani
    Nell’ultimo periodo si sono palesati i segni di questa evenienza anche nei giovani in un numero sempre più cospicuo di ragazzi, complice una vita sregolata, l’abitudine al fumo, all’alcol, a diete di certo non ottimali, all’uso di sostanze stupefacenti ed allo stress dato dai ritmi della loro vita.

    Anche solo da questo dato si capisce bene che basterebbe indirizzare i giovani ad uno stile di vita più salutare per assistere sempre meno al fenomeno, mettendo al centro dell’approccio col quale intervenire contro questa grave sindrome, la prevenzione innanzitutto, a cominciare dai bambini. Difatti oggi i medici sono dell’avviso che non sarebbe per nulla controindicato indurre i pediatri a misurare la pressione anche nei loro piccoli pazienti e seguire, annotandoli, i valori man mano che si va avanti negli anni registrando ogni eventuale anomalia riscontrata nel tempo.

    Ipertensione arteriosa anche nei bambini
    Infatti, per quanto possa sembrare strano, il 3% dei bambini di età compresa fra 0 e 10 anni, sarebbe affetto da ipertensione arteriosa, una percentuale che sale fino al 10% nei ragazzi fra gli 11 e i 18 anni e quel che è allarmante ancora è che né i genitori, né tantomeno i ragazzi spesso sono a conoscenza del grave fenomeno.

    La scienza medica anche in tema di cura per la pressione alta sta facendo vistosi passi avanti, anche con l’aggiunta di nuove molecole farmacologiche di più facile approccio individuate e personalizzate alla vita del singolo paziente, il tutto aggiunto ad uno stile di vita più adeguato cui troppo spesso oggi ci si discosta ma tenendo sempre presente che ruolo principe nella cura della ipertensione arteriosa resta sempre la prevenzione.

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