Iperreflessia: cos’è, sintomi e cause

Iperreflessia: cos’è, sintomi e cause
da in Muscoli, Sistema nervoso
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    Sistema nervoso midollo

    Cos’è l’iperreflessia? Questa condizione è in grado di provocare gravi sintomi – oltre a essere un sintomo di per sé – per cui è opportuno conoscerne le cause e intraprendere, tempestivamente, una cura. L’iperreflessia indica, generalmente, un’accentuazione esagerata dei riflessi profondi o muscolo-tendinei che, normalmente, sono minimi nei soggetti sani. Ma qual è la sintomatologia esatta dell’iperreflessia? Quali sono le sue cause? Quale il trattamento da seguire per giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è l’iperreflessia? Si tratta di una condizione caratterizzata dall’accentuazione eccessiva dei riflessi profondi o muscolo-tendinei che, solitamente, sono minimi nei soggetti sani. Tendenzialmente, ciò indica la presenza di lesioni del tratto corticospinale, ovvero di quelle vie nervose che si dirigono al midollo spinale partendo dai centri superiori: i riflessi appaiono, infatti, esagerati perché viene a mancare l’azione di controllo dei centri nervosi, che sono situati a livello del tronco cerebrale, del cervelletto e della corteccia su quelli spinali.

    I sintomi dell’iperreflessia includono, per l’appunto, un’accentuazione eccessiva dei riflessi profondi o muscoli-tendinei, clono – ovvero una serie di contrazioni e decontrazioni muscolari – e, poi, ovviamente, tutte quelle condizioni che ne sono la causa: ad esempio, ansia, disturbi endocrini, metabolici o tossici – come ipoglicemia, ipertiroidismo, anossia ed encefalopatia, che può avere diverse cause – avvelenamento da metalli pesanti, iperparatiroidismo, feocromocitoma, insufficienza renale e neurosifilide.

    Quali sono le cause di questa condizione? Essa può presentarsi nei casi di paralisi cerebrali infantili, così come nella compressione avanzata o acuta del midollo spinale e in presenza di danni del tratto corticospinale: ad esempio, nei casi di ischemia cerebrale.

    Altre cause possono includere: sclerosi laterale amiotrofica (SLA), radicolopatie, atrofia multisistemica, ipertiroidismo – per cui è importante una dieta corretta - ipoglicemia, avvelenamento da metalli pesanti, anossia, encefalopatia, insufficienza renale, iperparatiroidismo, feocromocitoma, ansia, paraparesi spastica, spondilosi cervicale e neurosifilide, oltre che l’utilizzo di alcuni farmaci o sostanze, come alcol o droghe.

    Alla comparsa di segni e sintomi, è opportuno contattare il medico che – tramite una serie di analisi ed esami – stabilirà la diagnosi, le cause e la terapia da seguire, a seconda del caso specifico. Oltre agli esami del sangue, all’anamnesi e alla visita medica, potrebbero essere necessari ulteriori test.

    Quali sono i rimedi contro l’iperreflessia? La cura dipende dalla causa scatenante e può includere l’assunzione di determinati farmaci, così come il ricovero ospedaliero o interventi chirurgici, nei casi più gravi.

    Infine, la prognosi dipende da diversi fattori e può, dunque, non essere sempre buona: ciò dipenderà, infatti, dalla tempestività di intervento con il corretto trattamento e dalle cause scatenanti, oltre che dall’età e dallo stato di salute del paziente.

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