Iperfagia: sintomi, cause e cura

Iperfagia: sintomi, cause e cura

L’iperfagia consiste nella fame eccessiva che porta a mangiare in modo compulsivo

da in Disturbi alimentari
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    L’iperfagia è un disturbo del comportamento alimentare, che consiste nell’aumento della sensazione di fame, che si rivela eccessivo e determina l’assunzione di una quantità di cibo maggiore, rispetto a quella che di solito si mangia. E’ un comportamento che deriva da una sensazione incontrollata, compulsiva, le cui cause vanno rintracciate in dei disagi psicologici, che possono anche essere di natura inconscia. Alterazioni metaboliche, stati d’ansia, ipoglicemia possono rappresentare altri motivi dell’insorgenza del disturbo. Quest’ultimo ha dei sintomi specifici, che consistono soprattutto in abbuffate frequenti e nella presenza di un senso di vergogna che accompagna il soggetto. Per la cura è opportuno affidarsi ad una psicoterapia.

    I sintomi

    I sintomi dell’iperfagia consistono, di solito, in abbuffate, che vengono svolte durante i pasti, assumendo una caratterizzazione prandiale o anche notturna. La definizione stessa del problema implica un tipo di comportamento alimentare non controllato. Infatti, il tutto si può manifestare anche con spuntini continui nel corso della giornata. A differenza di quanto accade nella bulimia, vi è l’assenza di vomito autoindotto, ecco perché, con il passare dei mesi, si arriva al sovrappeso o all’obesità. Il soggetto, inoltre, prova un senso di vergogna per il fatto di non riuscire a controllare la propria alimentazione.

    Le cause

    Le cause dell’iperfagia vanno rintracciate in delle motivazioni di carattere psicologico. Il rapporto con il cibo è spesso la manifestazione di disagi non espressi, che si riflettono attraverso comportamenti ossessivi. Alla base ci possono essere un modo sbagliato di relazionarsi con gli altri o delle forme di non accettazione di se stessi.

    Il tutto può essere presente nella mente del soggetto anche a livello inconscio. Tuttavia alla base del problema possono esserci non solo cause psicologiche, come, ad esempio, l’ansia incontrollata.

    La malattia può essere influenzata anche da alcune alterazioni di carattere fisico, come la sindrome premestruale, l’ipertiroidismo e l’ipoglicemia. Può essere anche una manifestazione precoce di chetoacidosi diabetica, una complicanza del diabete, che si verifica quando, in mancanza di glucosio, le cellule cominciano ad utilizzare gli acidi grassi per ottenere energia. Altre cause possono consistere nell’assunzione di alcuni farmaci, come gli antidepressivi triciclici, i corticosteroidi, o di sostanze, come la cannabis.

    La cura

    La cura per l’iperfagia dipende dallo stato e dalla condizione del problema. Possono essere utili alcuni accorgimenti, se il disturbo è leggero. Per esempio, si può provare a mangiare lentamente, per avvertire più velocemente un senso di sazietà, e, sempre allo stesso scopo, è importante masticare cibi solidi e non assumere eccessivamente alimenti liquidi. Un’altra strategia può essere quella di mangiare cibi a scarsa densità calorica, come la frutta e la verdura, le quali possono essere assunte anche come spuntini fra un pasto e l’altro.

    Se il problema è grave e sfugge completamente al controllo della persona, il trattamento prevedrebbe una terapia di carattere cognitivo-comportamentale. La psicoterapia aiuta il soggetto a prendere consapevolezza delle cause che stanno alla base del problema, come un trauma psicologico o una depressione. Attraverso la terapia psicologica si ha modo di riacquistare fiducia in se stessi e di risolvere i propri disagi inespressi, arrivando, quindi, anche alla risoluzione del disturbo alimentare in questione.

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