Intolleranza al lattosio: sintomi da riconoscere e dieta da seguire

Intolleranza al lattosio: sintomi da riconoscere e dieta da seguire

Quando il latte è un nemico o, quasi: l’intolleranza al lattosio può scatenare sintomi fastidiosi, come dolori addominali e diarrea, e l’unico rimedio è adottare una dieta priva di lattosio

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    intolleranza al lattosio

    Quando il lattosio non si può proprio digerire, non solo in senso figurato, il problema ha un nome ben preciso: si tratta di intolleranza. Con il termine “intolleranza alimentare” si intende un malessere cronico, legato da un rapporto di causalità preciso all’ingestione di alimenti di uso comune, come il grano o il latte. Quella al lattosio, causata dalla carenza della lattasi, un enzima che ha la funzione di digerire il lattosio è, insieme alla celiachia, l’intolleranza più diffusa.

    Quando il problema è l’incapacità del proprio organismo di digerire il lattosio, i segnali da non sottovalutare, i sintomi da riconoscere più evidenti interessano l’apparato gastrointestinale. Possono essere legati a un’eventuale intolleranza al lattosio disturbi come i dolori e i crampi addominali, il gonfiore frequente e la tensione a livello intestinale, l’aumento anomalo della peristalsi intestinale, il meteorismo, la diarrea abbondante, quando si assumono latticini, e la flatulenza.

    L’esigenza di “correre” letteralmente in bagno, per evacuare feci acquose e acide, con una frequenza davvero sospetta, dopo aver ingerito alimenti contenenti il lattosio, dovrebbe indurre ad approfondire l’indagine sulla possibile presenza di una vera e propria intolleranza.

    L’intolleranza non è una malattia vera e propria e, come tale, non può essere curata o risolta con una terapia precisa: l’unica strategia vincente per contrastare il problema e, soprattutto, prevenirne gli effetti indesiderati è la dieta.


    La partita contro l’intolleranza al lattosio si gioca tutta a tavola, scegliendo un regime alimentare a ridotto contenuto di lattosio. Il consiglio è di eliminare la fonte del malessere e del problema, riducendo o cancellando progressivamente dalla dieta tutti gli alimenti contenenti la sostanza incriminata, il lattosio. Si comincia depennando dal proprio menu quotidiano i cibi che hanno il più alto contenuto di lattosio, come il latte, i formaggi freschi e lo yogurt, per poi proseguire con gli altri alimenti.

    Eliminare alcuni alimenti dalle proprie abitudini alimentari non significa rinunciare per sempre ad alcuni sapori, solo modulare con attenzione la propria dieta. Infatti, per non dire addio al latte e ai latticini, si possono sostituire quelli tradizionali con i validi sostituti disponibili in commercio nella versione priva di lattosio, pensati appositamente per i soggetti intolleranti.

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