Intolleranza al glutine: sintomi, test e cosa mangiare

Intolleranza al glutine: sintomi, test e cosa mangiare
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L’intolleranza al glutine è data da una reazione immunitaria ad una proteina che è presente nei cereali molto diffusi nella nostra dieta, come il frumento, l’orzo o l’avena. Le difese immunitarie reagiscono nei confronti di questa molecola combattendola e provocando un’infiammazione che interessa soprattutto l’apparato digerente. I sintomi sono specifici: dolore addominale, gonfiore e diarrea, oltre a stanchezza e ad eruzioni cutanee. Per evitare tutto ciò, è importante stare attenti a cosa mangiare, optando per cibi privi di glutine.

I sintomi

I sintomi dell’intolleranza al glutine, sia negli adulti che nei bambini, sono costituiti dal dolore addominale, che molto spesso è simile a quello provocato dalla sindrome del colon irritabile. Il tutto si accompagna a gonfiore, a diarrea, a dolori articolari e ad emicrania.

Il soggetto può soffrire di stanchezza accentuata, di sonnolenza e di difficoltà di concentrazione. Inoltre si possono manifestare delle eruzioni cutanee.

Fra le intolleranze alimentari, quella al glutine comunque si deve distinguere dalla celiachia, perché in quest’ultima intervengono non solo le difese immunitarie innate, ma anche quelle adattive. Ne derivano dei danni ai tessuti dell’organismo, soprattutto per ciò che riguarda l’atrofia dei villi intestinali.

Il test

Il test per l’intolleranza al glutine è molto importante per evitare le complicazioni comportate dalla patologia. La diagnosi precoce è essenziale, per fare in modo che l’infiammazione non si cronicizzi e per non incorrere, quindi, in vari problemi, come l’osteoporosi, l’infertilità, il diabete, l’alopecia, l’artrite reumatoide.

Non dimentichiamo che l’intolleranza al glutine in gravidanza, se non è diagnosticata, rappresenta un rischio. Il malassorbimento delle sostanze nutritive può provocare delle carenze di calcio, di ferro e di folati, che possono portare a delle malformazioni del nascituro. Inoltre c’è il pericolo di una nascita pretermine e di aborto spontaneo nelle prime settimane della gestazione: la reazione immunitaria può inibire la capacità dell’embrione di annidarsi nella parete dell’utero.

Si possono eseguire degli specifici esami del sangue, i quali sono concentrati su una coppia di anticorpi. Si tratta degli AGA e degli EMA. Questi anticorpi possono far comprendere se l’organismo è predisposto ad attaccare la gladina, che è una delle proteine che compongono il glutine, e l’endomisio: l’attivazione del corpo nel danneggiare la mucosa intestinale.

C’è anche un altro test che si può fare. Si tratta di quello anti-transglutaminasi, che è deputato a rilevare gli anticorpi IgA. E’ tra l’altro più economico e richiede solo una piccola quantità di sangue.

Cosa mangiare

Esistono dei prodotti specifici senza glutine, come, ad esempio, la pasta, che viene digerita più velocemente e determina meno fermentazione intestinale. A meno che non si tratti di prodotti specifici, devono essere evitati la pasta, i dolci, i biscotti e i farinacei in generale.

Lo stesso vale per altri cereali, come l’orzo, la segale, l’avena e il kamut, ma anche per gli alimenti che contengono amido e malto. Attenzione anche ai wurstel e ai formaggi fusi.

I cibi ammessi sono comunque tanti: il latte fresco, lo yogurt naturale, i formaggi freschi, il prosciutto crudo, le uova, il pesce, l’olio di oliva, le verdure, i legumi, la frutta, anche quella secca, il caffè e le bevande, anche gassate, tranne la birra.

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Lun 06/05/2013 da in

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