Internet: farmaci con la targa

Internet: farmaci con la targa

Il rapporto medico paziente presenta dei problemi che sono principalmente causati dal poco tempo a disposizione delle persone per poter descrivere la loro malattia, da qui a cercare informazioni su internet il passaggio è piuttosto veloce

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    Le persone insoddisfatte del rapporto medico paziente e che usano internet per trovare conferma delle diagnosi sono più di 10 milioni, il rischio che le informazioni possano deviare dalla terapia giusta diventa così altissimo, ecco che adesso, per risolvere a questo problema, verrà applicato un codice di riferimento per verificare la veridicità del prodotto attraverso i portali delle farmacie italiane.

    Il problema principale che descrive il rapporto medico paziente in Italia sembra essere quello del tempo, da cui poi partono gli altri sospetti: il medico avrà capito la mia malattia? Il medico saprà che cosa ho? Le cure saranno adeguate? Ecco che la spirale del sospetto, sulla base della incomprensione, comincia a insinuarsi nel malato.

    Troppo poco il tempo dedicato ai pazienti, questa è una delle lamentele che più sono diffuse tra i cittadini italiani che intendono usufruire di una visita dal medico di base senza appuntamento privato: i tempi medi stimati per le visite in ambulatorio, infatti, vanno dai 12 ai 15 minuti, che si traduce per il paziente in frustrazione, il paziente si sente trascurato, il paziente si sente incompreso e quindi ha poca fiducia nella cura.

    Una persona su quattro ben il 25% lamenta che non c’è sufficiente attenzione per la persona malata, le soluzioni per le cure vengono così cercate altrove e il malato comincia a seguire cure e terapie da specialisti privati.

    Il problema è tanto più sentito quanto più le città dove si va a osservare l’ambulatorio pubblico sono grandi, ad esempio, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Apotheken Umschau, in alcune città le donne, che si sentono poco capite, provano profondo disagio, molto più del maschio e tendenzialmente sono portate a recarsi altrove per cercare ragione della malattia.

    La prima soluzione? Secondo lo studio sarebbe quella di portare a 18 – 20 minuti i tempi della visita, in modo che il paziente si senta prima di tutto ascoltato e compreso: il paziente dal medico cerca comprensione, sfogo, rassicurazioni, dopo di che il resto è diagnosi e cura; secondo lo studio la prima parte dell’approccio terapeutico moderno sarebbe incompleta o superficiale.

    Anche per questo motivo la rete di internet ha avuto una impennata dei richiedenti e dei pazienti che, insoddisfatti o insicuri, cercano conferma di quanto il medico ha loro diagnosticato e prescritto. E’ l’insicurezza che genera il panico, ha dimostrato il Censis, secondo cui le persone malate prima si recano dal loro medico, poi si confrontano con i portali di medicina e se non trovano conferma delle diagnosi tornano da uno specialista privato, spendendo molto di più del necessario.

    Le immagini sono tratte dai portali Free Forum, Europa e Telemedicina

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