Integratori vegetali: quando non sono naturali e sicuri

Integratori vegetali: quando non sono naturali e sicuri

Attenzione al ricorso a integratori vegetali: si sono moltiplicati i casi di contaminazioni da sostanze farmacologiche e mentre il Ministero della salute e l'istituto Superiore di SAnità indagano, occorre rivolgersi solo a professionisti qualificati

da in Erbe Officinali, Farmaci, Fitoterapia, Integratori, Medicine non Convenzionali, Ministero della Salute, Sanità
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    Integratori a base di erbe non sicuri

    Il consumo di integratori vegetali è in aumento e questo alimenta un giro di affari che attira le attenzioni anche di quanti vogliono speculare sulla salute delle persone. Si moltiplicano, così, i casi di integratori contaminati, anche con sostanze farmacologiche potenzialmente rischiose: questo l’allarme lanciato dal Centro di Medicina Naturale dell’Ospedale S. Giuseppe di Empoli, Centro di Riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana.

    È il caso recente, per esempio, degli estratti di noce contaminati con un derivato del sildenafil (il principio attivo del Viagra), di origine cinese e commercializzati da una ditta di Prato.

    “Non sono pochi i casi di contaminazione che si sono verificati in Italia negli ultimi anni. Il nostro centro ha avuto modo di studiarne diversi, alcuni dei quali hanno anche avuto conseguenze gravi per i pazienti” testimonia il dottor Alfredo Vannacci, ricercatore del Centro di Farmacovigilanza e Fitovigilanza dell’Università di Firenze.

    Un rischio che ha spinto il Ministero della Salute a finanziare una ricerca nazionale che verifichi l’efficacia e la sicurezza degli integratori a base di erbe, con particolare attenzione a quelli della Medicina Tradizionale Cinese. “In collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ci siamo posti innanzitutto l’obiettivo di capire quanti pazienti utilizzino questi prodotti e quanti medici li prescrivano.

    In una seconda fase condurremo una serie di analisi di tipo epidemiologico, clinico e di laboratorio che ci forniranno importanti informazioni sull’efficacia e sulla sicurezza dei prodotti a base di erbe. La ricerca avrà una durata di tre anni” continua Vannacci, che coordina la ricerca.

    Ma in attesa dei risultati, come possono comportarsi i consumatori, per essere sicuri di utilizzare prodotti efficaci, naturali e allo stesso tempo sicuri? “I problemi possono sorgere con il fai-da-te, o andando a raccogliersi le erbe nei campi oppure affidandosi a Internet o altri canali non ufficiali. Affidarsi a professionisti qualificati è l’unica soluzione possibile” consiglia il dottor Fabio Firenzuoli, responsabile del Centro di Riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana, che collabora con la Farmacovigilanza di Firenze.

    Immagine tratta da: Pforster.ch

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