Integratori alimentari: istruzioni per l’uso

Integratori alimentari: istruzioni per l’uso

Dunque emergerebbe l’identikit del consumatore di integratori alimentari rappresentato per lo più da donne, in un due casi su tre e con una percentuale prossima al 6% di tutto il popolo di consumatori di integratori rappresentata da soggetti con cultura medio-alta, i fermenti lattici sarebbero invece utilizzati per lo più dai bambini su indicazione dei pediatri, delle mamme e delle casalinghe

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    integratori alimentari

    Agli italiani gli integratori alimentari piacciono, al punto che, pur se stridente, il dato secondo il quale non è bastata neanche la crisi economica per arrestare un mercato che si paga di propria tasca, indica chiaramente l’enorme fiducia che i nostri connazionali hanno per questo settore parafarmaceutico.Secondo l’indagine AC-Nielsen che ha curato l’analisi per conto di FederSalus, proprio l’anno scorso, ultimo periodo preso a riferimento, si è registrato un incremento dell’11,2% delle vendite rispetto al precedente anno.

    Ne deriva che su tre italiani, almeno uno ricorre all’integratore alimentare col risultato che su 100 italiani almeno 18 li consuma con regolarità nel corso degli anni, così come, sempre secondo l’indagine AC-Nielsen, 62 italiani su 100 consumano tali prodotti da oltre due anni e 14 italiani su 100 li consuma da non meno di un anno. Un quadro che farà molto piacere ai produttori di queste sostanze e che in larga parte potrebbe anche far intendere che a vario titolo, nel bene o nel male, gli italiani hanno a cuore la propria salute, resta tuttavia il fatto che parallelamente con l’aumento del consumo degli integratori alimentari cresce anche la quota di prodotti troppo spesso acquistata su Internet, fatto che invece dovrà preoccupare, stante le scarse garanzie che il web in questo senso può dare nella garanzia commerciale di tali prodotti.

    È interessante invece capire le motivazioni che spingono tanti italiani a ricorrere agli integratori alimentari e nel farlo ci si accorge che in questo c’è una sorta di dualità di motivazioni che spingerebbero gli italiani a ricorrere a queste sostanze, se si pensa che quasi la metà di coloro che ne fanno uso lo fa per migliorare, almeno a loro dire, visto che spesso l’indicazione verso gli integratori è dettata per lo più dal fai da te, la salute in generale, l’altra metà o quasi, con una prevalenza del sesso femminile, ricorre agli integratori per cercare di risolvere qualche problema di salute specifico ne deriva che, almeno per questa quota di persone non può non essere coinvolto anche il medico che consiglia o meno queste sostanze. La restante parte di coloro che vedono gli integratori di buon occhio, al punto di utilizzarli, è rappresentata da sportivi o da coloro che, sottoposti a dieta alimentare, integrano la quota di sostanze venute meno dal cibo proprio con gli integratori.

    Avendo visto, in generale, l’indicazione di queste sostanze è utile vedere quali sono quelle più ricercate nella grande famiglia degli integratori alimentari in fatto di scelte. Come è ovvio che sia in cima col 52,5% stanno i complessi vitaminici ed i Sali minerali, consumati per lo più d’estate, ricordiamo il potassio, ad esempio; subito dopo, a quota 36%, ritroviamo sia gli energetici che i fermenti lattici e alla fine, con un 14,4%, ritroviamo quelle sostanze utilizzate per realizzare una maggiore prestazione atletica per gli sportivi, comprese alcune sostanze specifiche come il ginseng, la crusca, le fibre, la pappa reale etc.


    Dunque emergerebbe l’identikit del consumatore di integratori alimentari rappresentato per lo più da donne, in un due casi su tre e con una percentuale prossima al 6% di tutto il popolo di consumatori di integratori rappresentata da soggetti con cultura medio-alta, i fermenti lattici sarebbero invece utilizzati per lo più dai bambini su indicazione dei pediatri, delle mamme e delle casalinghe.

    C’è anche da dire che la figura del medico nella prescrizione di queste sostanze è presente in oltre metà dei casi, un trenta per cento li assume in auto-prescrizione ed infine il 2,5% si fa consigliare dal farmacista e dall’erborista. Su un mercato tanto vasto è ovvio che si insinua anche il web, prima sul ruolo di informazione dato su queste sostanze parafarmaceutiche e, sempre più spesso, col ruolo rivestito di dispensatore di queste sostanze.

    Senza voler esprimere alcun giudizio sugli integratori serve dire che anche queste sostanze non andrebbero assunte con quella leggerezza con la quale troppo spesso vengono ingurgitati, perché se è vero che non si può parlare di farmaci, vero è anche che si tratta di sostanze che svolgono un compito a volte molto delicato anche quando sono interamente di origine naturale, dunque, attenzione ad eventuali allergie, attenzione agli abusi, visto che parliamo a volte di Sali minerali che interagiscono sulla fisiologia degli organi e, da evitare, nel possibile, di acquistarli fuori dai locali istituzionali deputati alla vendita, farmacie, parafarmacie, ricordando che il ricorso ad Internet può essere rischioso soprattutto quando non siamo a conoscenza della giusta composizione di queste sostanze perché, magari, non dichiarate per nulla nella confezione.

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