Integratori alimentari: fanno davvero bene o si rischia ad assumerli?

Integratori alimentari: fanno davvero bene o si rischia ad assumerli?
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    Gli integratori alimentari sono sostanze in grado di curare diverse affezioni e patologie, ma non sono farmaci

    Viviamo un’epoca in cui, mai come adesso, almeno nei paesi sviluppati, l’ uomo ha tanta abbondanza di cibo e tante varietà alimentari. Eppure, a dispetto di tutto ciò, la richiesta di integratori alimentari, negli ultimi anni, è aumentata fino a diventare una voce importante della spesa sanitaria.
    Tuttavia, come spesso accade, a governare un prodotto la cui domanda è altissima, non è tanto la necessità di assumerlo, quanto invece l’informazione data da una pubblicità continua e martellante che ha generato tanta di quella confusione fra i consumatori da non essere,questi, più in grado di riconoscere la vera importanza che questi prodotti possono avere, se ben assunti, in determinati momenti della nostra vita, o il grado di nocività che le medesime sostanze possono generare.

    L’ integratore non è un farmaco
    Intanto è bene sottolineare che l’ integratore alimentare non è un farmaco soggetto alle restrizioni del Ministero della Salute. Infatti,un farmaco per essere registrato al competente Ministero, deve passare il vaglio delle autorizzazioni che presuppone un protocollo di ricerca e sperimentazione di anni, trascorsi i quali, potrà essere o meno,immesso in commercio. Successivamente e periodicamente, dallo stesso Ministero, verrà controllato per tastarne, nel tempo, l’ efficacia. Cosa che non accade per gli integratori.

    L’ integratore alimentare dovrà essere soltanto notificato al Ministero della Salute, secondo il D.L. n. 111 del 27/01/1992. Ciò significa che l’ azienda produttrice dovrà limitarsi a fornire all’ Ente preposto la propria intenzione di porre in commercio quel determinato prodotto, avente determinate caratteristiche e con precisi ingredienti, quantitativamente determinati, senza fornire una vera e propria argomentazione scientifica sulla sua efficacia. Sarà, eventualmente, cura del Ministero, ricevuta la notifica, poter disporre ulteriori accertamenti sul prodotto con il corredo di documentazione scientifica riguardo le caratteristiche degli ingredienti e valutare se sono tutti adatti all’ uso alimentare.

    E’ previsto che queste sostanze vengano arricchite o costituite, con erbe e prodotti vegetali, purchè,quest’ ultime, mantengano proprietà generiche di efficacia senza, cioè, che i componenti vegetali siano fra quelle piante o erbe il cui uso è costituente dell’ industria farmaceutica, Le stesse erbe, pur se autorizzate a far parte degli ingredienti, devono rispettare i requisiti di sicurezza anche in termini di dosaggio, così come, è autorizzata la presenza di prodotti naturali, anche se non specificatamente vegetali, quali, ad esempio, i propoli e/o la pappa reale.

    Cosa pensa la Comunità scientifica degli integratori?
    La Comunità Scientifica ha un atteggiamento prudente nei confronti di questi prodotti, in quanto non riconosce ad essi l’ efficacia dichiarata dai produttori, vista l’ assenza di tutta una letteratura scientifica a riprova di quanto, quasi sempre,affermato dall’ industria parafarmaceutica. Oltretutto, la scienza ammonisce sul fatto che una sana ed equilibrata dieta alimentare, renderebbe inutili tali sostanze.Tuttavia, non sarebbe male ricordare che gli integratori sono entrati nell’utilizzo comune da pochi decenni e solo il tempo, spesso, risolve punti di vista discordanti, come del resto pare di intendere nella continua diatriba che anima il dibattito fra i pro e i contro di queste sostanze. La riprova, quanto pubblicato nell’aprile del 1998, dal New England Journal of Medicine, un’ autorità in campo medico, che ha sostenuto che chi fa uso di integratori è, quasi sicuramente, più sano.

    Così come, secondo l’ università di Harward, dosi supplementari di acido folico ridurrebbero il cancro al colon del 75/80% ed ancora, il Dipartimento Nutrizionale del John Hopkins Medical Center, sostiene che l’ uso controllalo di vitamina E riduce alcuni tipi di tumore e un aumentato consumo della stessa vitamina, riduce i grassi nelle arterie e alcuni fra i più gravi problemi cardiaci.

    E’ ancora presto per stabilire con certezza se lo studio effettuato da questi autorevoli Istituti rappresenti una svolta utile per dare scientificità a queste sostanze, ma è sicuramente interessante notare che l’ interesse della Comunità Scientifica sarà, nei prossimi anni, orientato allo studio di un fenomeno che non è solo di costume o di moda ma che riveste anche una funzione che merita una trattazione attenta, proprio per l’ uso diffuso che si è dato a queste sostanze. Nell’ attesa che qualcosa cominci a delinearsi, ci resta la constatazione che la sola alimentazione, in determinate condizioni, non è sufficiente, da sola, ad apportare quei nutrienti di cui si ha bisogno.

    Viviamo in un contesto dove il progresso è entrato prepotentemente anche in tavola ed è impensabile, in una società moderna, invertire le abitudini alimentari e gli stili di vita delle famiglie. Ci cibiamo quasi sempre in maniera frenetica e cuciniamo cibi precotti o surgelati, non sempre nutrienti come vorremmo, lo stesso stile di vita, spesso stressante e l’utilizzo, a varia misura, di alcol, aggiunto al consumo di frutta e verdura sottoposti a trattamento intensivo, compreso il lavaggio, quasi maniacale, con la quale trattiamo i cibi, fanno perdere a quest’ultimi il potere nutrizionale che invece avrebbero in natura.

    Integratori alimentari, questi sconosciuti
    La confusione nasce fra integratori alimentari, sostituti del pasto o arricchenti dietetici,a partire dalla bevanda colorata che ci si porta a bordo campo, durante una partita di tennis e che si sorseggia fra una pausa e un’ altra del gioco. In questo caso potremmo definire la bevanda un integratore,ma non alimentare, semmai idro-salino, vista la sua funzione che è quella di correggere la perdita di sali minerali col sudore e con lo sforzo fisico.

    L’ universo degli integratori è ben più ampio e tiene conto di sostanze che da sole o in combinazione con farmaci, aiutano a guarire da alcune malattie o ne ritardano o, ancora, ne evitano il loro manifestarsi. Sostanze di derivazione naturale che, appositamente bilanciate in prodotti parafarmaceutici, rappresentano la soluzione a determinate affezioni dell’ organismo, altrimenti incurabili.

    Pensiamo all’ insufficienza venosa cronica a carico degli arti inferiori presente in una percentuale che va dal 10 al 50% nella popolazione maschile e che supera il 55% in quella femminile. Così come alla malattia varicosa che nelle donne supera anche il 30% della popolazione affetta e negli uomini il 20% . Il moderno apporto della medicina nei confronti di queste patologie, è rappresentato da sostanze di origine naturale, seminaturali e prodotti sintetici. Fra le sostanze naturali, ricordiamo i bioflavonoidi ( vitamina P ) contenuta negli agrumi e in altri vegetali ad azione protettiva sulle pareti dei vasi capillari, compresa la Rutina,la Diosmina, l’ Esperidina, gli Antociani del mirtillo. Sostanze che negli agrumi si repertano in maggior abbondanza nella polpa bianca che siamo adusi ad eliminare.La Bromelina, che si reperta nel gambo d’ ananas con azione drenante del focolaio infiammatorio ed antiedemigena. La Centella asiatica ricavata dalle foglie di Centella, una pianta che cresce in India e Pakistan.Il Mirtillo nero, il Meliloto. Tutti elementi che usati in combinazione gli uni con gli altri, trovano diverse indicazioni in ambito clinico.

    Un’ altra classe importante di integratori alimentari è data dalla famiglia della Acetil Carnitina, L-Arginina e Creatina, utili nella produzione di energia per la cellula e che veicolano dentro di essa quella quota di acidi grassi indispensabili all’ utilizzazione da parte dell’ organismo, senza dimenticare i Fosfolipidi di soia, che nei bambini e nell’ anziano, oltrepassando la barriera ematoencefalica, un filtro protettivo naturale per evitare il passaggio,a livello cerebrale, di sostanze che risulterebbero tossiche per l’ organismo, favorirebbero i processi di mantenimento del trofismo cerebrale con miglioramento dello stato vigile e della memoria.Certo, parliamo di sostanze naturali, ma quali occasioni abbiamo di procacciarcele con la sola alimentazione, quando il fabbisogno dell’ organismo dovesse aumentare per queste sostanza, a causa di una qualsiasi patologia fra quelle elencate?

    Meriterebbero di essere anche citati gli Antiradicali liberi, oggi conosciuti anche come OMEGA 3. Vero è che si ritrovano in larga misura nel pesce ma altrettanto vero è che non sempre nella nostra dieta la presenza di questo alimento è costante ed in giusta quantità, per non contare che, empiricamente, non è mai possibile stabilire la quantità di pesce necessaria per assicurare il giusto apporto di Omega 3 che, come si sa, sono preziosi nel contrastare l’ azione deleteria dei radicali liberi causati da stress, fumo di sigarette, inquinamento, radiazioni solari in eccesso, abuso di alcol e quant’ altro.

    Quali conclusioni
    Alla luce delle attuali conoscenze, possiamo senz’altro affermare che gli integratori non possono essere considerati alla stregua dei farmaci, ciò non toglie che nell’assunzione di questi sostanze, la cautela dovrà essere sempre una costante da seguire, poiché, l’uso incongruo anche di prodotti naturali,può avere effetti collaterali, anche molto gravi, persino l’apporto salino di potassio, usato d’estate contro la deplezione di questo sale, in quantità eccessiva, è altamente nociva; meglio, dunque, che sia sempre il medico ad indirizzare il paziente verso una terapia con integratori alimentari, così come è altrettanto consigliabile seguire le avvertenze che questi prodotti riportano nella confezione, soprattutto per quelli che contengono diverse sostanze disciolte insieme, in quantità non sempre bilanciata con quelle che sono le reali necessità dell’organismo.

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