Insulino resistenza: sintomi, cause e rimedi

Insulino resistenza: sintomi, cause e rimedi
da in Disturbi, Insulina
Ultimo aggiornamento: Domenica 22/11/2015 14:18

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    Insulino resistenza: quali sono i sintomi, le cause e i rimedi? L’insulino resistenza è quella condizione dell’organismo, in cui le cellule non riescono a rispondere in maniera adeguata all’ormone dell’insulina, per cui non sono in grado di assorbire lo zucchero. In questa situazione la scelta di alcuni alimenti da consumare nella dieta è essenziale per assicurare il giusto metabolismo del glucosio. A causa dell’insulino resistenza, quest’ultimo non può essere assorbito e quindi utilizzato dalle cellule stesse. Accade, quindi, che il glucosio rimane nel sangue. La conseguenza è un aumento della glicemia. Scopriamone di più.


    I sintomi più importanti dell’insulino resistenza consistono nell’innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue. Si tratta dell’iperglicemia, che può essere accompagnata da sonnolenza e stanchezza. Alcune manifestazioni sintomatologiche si sovrappongono alle conseguenze e alle cause del disturbo e coinvolgono diversi organi. Può essere interessato il metabolismo degli acidi grassi, perché l’insulino resistenza determina delle disfunzioni in questo processo: nell’organismo aumenta la quantità di acidi grassi liberi, con aumento di peso e deposito di grasso addominale.

    A livello del fegato si ha un accumulo di grasso ed è possibile incorrere nella steatosi epatica. I grassi si depositano maggiormente nelle arterie, aumentando il rischio di aterosclerosi. L’insulino resistenza determina anche una maggiore quantità di insulina in circolo. Questa causa la ritenzione di sodio e tutto ciò può tradursi in problemi cardiovascolari per l’aumento della pressione arteriosa. Inoltre si possono formare delle placche nelle arterie, che riducono l’afflusso di sangue al cuore. La conseguenza più comune dell’insulino resistenza è rappresentata dal diabete di tipo 2.

    Come altre complicazioni troviamo l’insorgenza dell’acne e la caduta dei capelli per una maggiore produzione di ormoni androgeni. Si possono sviluppare delle lesioni cutanee, in particolare quella che viene chiamata acanthosis nigricans: provoca un cambiamento di colore della pelle, che diventa più scura e più spessa. Un’altra conseguenza dell’insulino resistenza è l’iperandrogenismo: vengono prodotte maggiori quantità di ormoni maschili e tutto ciò può favorire l’infertilità e lo sviluppo di malattie, come la sindrome delle ovaie policistiche nella donna.

    Se l’insulino resistenza si verifica in gravidanza, può provocare un aborto spontaneo, specialmente nei primi mesi della gestazione. Possiamo distinguere due tipi di insulino resistenza: la A e la B. La prima è la forma più comune e si associa a patologie varie, come la sindrome metabolica, il diabete di tipo 2 e l’ovaio policistico. La seconda è più rara ed è collegata spesso a malattie di carattere immunitario.


    Le cause dell’insulino resistenza sono molto diverse. Fondamentali appaiono l’alimentazione e lo stile di vita. Un regime alimentare scorretto, che prevede il consumo di molti zuccheri semplici, dolci e cibi grassi, può essere dannoso, specialmente se associato ad una vita sedentaria e alla mancanza di attività fisica. In alcuni casi il disturbo è di origine genetica a causa di difetti ereditari che interessano i recettori dell’insulina. Alcune patologie del sistema immunitario determinano lo sviluppo di anticorpi che possono essere causa di insulino resistenza, anche se attualmente questi meccanismi non risultano particolarmente chiari agli occhi della ricerca scientifica.

    Alla base del problema ci possono essere anche patologie endrocrine, come la sindrome di Cushing o l’acromegalia. In queste condizioni spesso vengono prodotti molti ormoni che sono degli antagonisti all’insulina e che diminuiscono il funzionamento dei recettori dell’insulina stessa. Anche alcuni tumori possono predisporre a questa condizione e lo stesso si può dire per l’uso prolungato di alcuni tipi di farmaci, come i corticosteroidi. La diagnosi dell’insulino resistenza prevede il ricorso a diverse analisi di laboratorio.

    Esistono dei test appositi. Uno di questi viene chiamato clamp iperinsulinemico-euglicemico: serve a valutare quanto glucosio occorra per compensare l’aumento di insulina, senza incorrere nella condizione dell’ipoglicemia. Si utilizza anche il test di tolleranza all’insulina. Altri esami clinici a cui si può ricorrere, oltre all’osservazione del paziente, sono i test di carico orale, che prevedono la misurazione della glicemia a digiuno dopo la somministrazione di 75 grammi di glucosio. Un altro esame noto è quello della curva insulinica, in grado di misurare l’andamento della secrezione di insulina sia a digiuno che dopo aver mangiato. Gli esperti utilizzano anche il cosiddetto indice HOMA: si basa sui livelli a digiuno dell’insulina e della glicemia e calcola il risultato attraverso apposite formule matematiche.


    Per rimediare all’insulino resistenza, fondamentale è l’alimentazione. Sono da preferire tutti quei cibi che hanno un basso indice glicemico: verdure, come broccoli e asparagi, latticini, come yogurt, latte parzialmente scremato e formaggi magri, carni bianche e pesce. Sono cibi da evitare tutti quegli alimenti che possono causare un brusco aumento del livello di glicemia nel sangue, come gli zuccheri semplici, i dolci, il pane e la pasta non integrali, i grassi, le bevande gassate e zuccherate e l’alcol. E’ importante associare alla corretta alimentazione l’esercizio fisico da svolgere quotidianamente.

    Si può fare ricorso anche a degli adeguati rimedi naturali. Alcune tisane, in particolare, favoriscono l’abbassamento dei livelli dello zucchero nel sangue. I prodotti fitoterapici più adatti a questo scopo sono: le foglie di mirtillo, i semi di finocchio, i semi di galega officinalis. Ottima è anche la tisana preparata a base di foglie di mirtillo e foglie di ortica. Esiste anche una terapia farmacologica, che si basa sull’uso di ipoglicemizzanti orali. Queste sostanze, come i biguanidi, i glinidi e le sulfaniluree, vanno usate sotto stretto consiglio medico.

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