Insufficienza renale: ne soffrono mezzo miliardo di persone

Una delle conseguenza immediata dell’insufficienza renale è la mancata produzione di eritropoietina che serve all’organismo per produrre globuli rossi i quali, per’altro, in presenza della malattia non sopravvivono i canonici 120 giorni come fisiologicamente dovrebbe avvenire, ma in certi casi appena due mesi

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    Dialisi

    Allarmante dato è quello che è emerso in occasione di un recente Congresso di nefrologia e secondo il quale nel mondo soffrono di insufficienza renale cronica mezzo miliardo di persone, qualcosa come il 10% della popolazione mondiale totale, un numero questo destinato per’altro ad aumentare. Il rischio che i pazienti affetti da insufficienza renale cronica corrono è quello di assistere ad un deterioramento continuo, inesorabile ed irreversibile della funzionalità renale fino a giungere all’esigenza del trapianto d’organo.

    Una delle conseguenza immediata dell’insufficienza renale è la mancata produzione di eritropoietina che serve all’organismo per produrre globuli rossi i quali, per’altro, in presenza della malattia non sopravvivono i canonici 120 giorni come fisiologicamente dovrebbe avvenire, ma in certi casi appena due mesi.

    Una condizione diretta dell’insufficienza renale è l’anemia detta appunto renale, che finisce con invalidare il paziente ed è conseguenza diretta, pure, di gravi malattie cardiovascolari fino alla morte del paziente a causa della grave patologia in ragione anche del 35% dell’intera popolazione non dializzata.

    Oggi i sistemi di diagnosi precoce dell’insufficienza renale sono tali da poter comunque intervenire nella cura della malattia che non è possibile guarire, senza trapianto del rene, ma curare con apposite diete e con continue monitorizzazioni del paziente, quando non sia indispensabile la dialisi nei casi in cui la funzionalità renale sia del tutto o quasi azzerata.