Insufficienza renale: ecco la super dialisi senza effetti avversi

Insufficienza renale: ecco la super dialisi senza effetti avversi

Ma oggi, grazie ad una ricerca tutta italiana, qualcosa di più si potrà ancora fare con la ” super dialisi ” che aumenta del 35% la possibilità per i malati di insufficienza renale di allungare la loro vita e per di più qualitativamente migliorandola

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    L’ Insufficienza renale che richiede la dialisi è una condizione patologica che purtroppo nella sola Italia riguarda 45 mila italiani, un esercito molto cospicuo che addirittura ogni anno aumenta del 20%, chi si sottopone a “ lavaggio del sangue “ per via artificiale ben sa i disagi cui va incontro, a parte la qualità della vita di questi pazienti, in assenza di un trapianto, i rischi di andare incontro a gravi complicazioni ancora oggi non è del tutto remoto.

    Ma oggi, grazie ad una ricerca tutta italiana, qualcosa di più si potrà ancora fare con la “ super dialisi “ che aumenta del 35% la possibilità per i malati di insufficienza renale di allungare la loro vita e per di più qualitativamente migliorandola.

    La Super dialisi, come l’hanno chiamata i suoi inventori dell’ospedale di Seriate di Bergamo che presenteranno al Congresso mondiale di nefrologia (Wcn), ospitato dal 22 maggio a Milano, consiste in una sorta di emofiltrazione on line mista e presenta innumerevoli vantaggi per prima cosa la possibilità di filtrare in più breve tempo la maggior quantità di sangue possibile, grazie ad un rapido calcolo che ogni volta compie un computer, diminuendo i tempi nella seduta e abolendo gli effetti collaterali della terapia.

    D’altro canto la scommessa per una dialisi di nuova generazione riguarderà nei prossimi anni una miriade di pazienti che si troveranno in questa condizione a causa dell’avanzamento dell’età e delle malattie metaboliche, diabete in testa.

    “Diversi studi scientifici internazionali – riportano gli specialisti – hanno dimostrato che l’emodiafiltrazione permette di conseguire miglioramenti importanti nello stato generale del paziente dializzato.

    In particolare, due studi europei hanno registrato una sopravvivenza superiore del 35% nei pazienti trattati con questa nuova tecnica, rispetto a quelli sottoposti a dialisi tradizionale. L’Italia, da sempre all’avanguardia in questo campo – afferma Pedrini – fornisce oggi un risultato concreto per il miglioramento della qualità della terapia dialitica”. Per Fresenius Medical Care, che commercializzerà la metodica in tutta Europa, “questa evoluzione tecnologica costituisce un ulteriore passo nella ricerca e realizzazione di tecnologie sempre più innovative, in grado di migliorare la qualità e l’efficienza della terapia dialitica”, dichiara Camillo Vollmeier, amministratore delegato dell’azienda in Italia. “Il tutto nell’ottica della sostenibilità della terapia”, puntualizza.

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