Insufficienza renale cronica: sintomi, stadi, dieta e terapia

Insufficienza renale cronica: sintomi, stadi, dieta e terapia
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    Insufficienza renale cronica: vediamo i sintomi, gli stadi, la dieta e la terapia. L’insufficienza renale si sviluppa quando i reni non sono più in grado di funzionare. A volte la malattia ha un decorso graduale, mentre altre volte si manifesta in maniera più veloce. I reni hanno la funzione di filtrare il sangue e di regolare i fluidi nel corpo. Nell’insufficienza renale acuta la funzione renale decade rapidamente, in quella cronica si ha un decadimento più lento, indipendentemente dalle cause. La patologia può portare ad una vera e propria invalidità. I pazienti, infatti, sono costretti a ricorrere alla dialisi, con un’aspettativa di vita ridotta.

    Quando i reni non funzionano bene, il nostro organismo tende a trattenere l’acqua, per cui si possono manifestare alcuni sintomi che consistono nel gonfiore in viso, alle caviglie, alle gambe o ad altre parti del corpo. Inoltre i liquidi in eccesso trattenuti possono causare anche mancanza di respiro. Le conseguenze di un mancato funzionamento dei reni possono essere tante: gli individui si sentono stanchi e deboli e impossibilitati a compiere anche le attività quotidiane.

    Questo accade perché le tossine, in quanto non più filtrate, si accumulano nel corpo. Per di più non vengono prodotti globuli rossi a sufficienza e quindi si incorre nell’anemia. Nella fase iniziale della malattia si può soffrire di poliuria, un aumento della quantità di urina prodotta durante la giornata. Altri sintomi caratteristici sono costituiti dal dolore al di sotto della gabbia toracica e dall’aumento della pressione del sangue. Quest’ultima condizione si verifica soprattutto quando l’insufficienza renale peggiora, passando da una forma più lieve ad una più grave. Tipico è il colore pallido della pelle di chi soffre di questo problema.

    Per gli stadi dell’insufficienza cronica si segue generalmente un modello proposto nel 2002 dalla K/DOQI (Kidney Disease Outcome Quality Initiative). E’ uno schema che viene riconosciuto in tutto il mondo. Si considera la velocità del filtrato glomerulare (velocità con cui si forma il filtrato renale). In base a questo elemento abbiamo la seguente classificazione.

    >90 ml/min/1,73 m² – funzione renale conservativa
    60-89 ml/min/1,73 m² – II stadio insufficienza renale cronica lieve
    30-59 ml/min/1,73 m² – III stadio insufficienza renale cronica moderata
    15-29 ml/min/1,73 m² – IV stadio insufficienza renale cronica severa
    <15-dialisi ml/min/1,73 m² - V stadio insufficienza renale cronica terminale

    Nell’ultimo stadio i reni hanno perso quasi completamente la loro funzione. In queste circostanze la ritenzione dell’acqua e l’accumulo di sostanze provocano il manifestarsi della sindrome uremica, con complicanze a livello del sangue, cardiocircolatorie, nervose ed endocrine.

    Il primo passo della cura per l’insufficienza renale cronica è rappresentato dall’identificare la causa che ha determinato la malattia. Per esempio alla base della patologia ci possono essere fattori rimovibili, come le nefropatie ostruttive da calcolosi renale. Un altro esempio di fattori, sul quale si può intervenire, è costituito dal diabete. In generale il medico e il paziente dovrebbero collaborare per mettere in atto tutte quelle misure che possano rallentare l’evoluzione della malattia, per un miglioramento dell’insufficienza renale, per il prolungamento della sopravvivenza e per poter avere una migliore qualità di vita. E’ essenziale controllare la funzione renale regolarmente, se si soffre di una patologia che potrebbe compromettere il lavoro dei reni o se si assumono farmaci regolarmente.

    Nel caso in cui la malattia non sia risolvibile in altro modo, si deve ricorrere alla dialisi. Esistono due tipi di questo trattamento: l’emodialisi e la dialisi peritoneale. La prima reindirizza il sangue ad una macchina, che è in grado di eliminare le tossine e regolare i livelli di alcune sostanze, come il potassio. L’emodialisi viene eseguita 3-4 volte alla settimana, per sessioni di circa 4 o 5 ore.

    La dialisi peritoneale usa il peritoneo (rivestimento della cavità addominale) per pulire il sangue. Nella cavità peritoneale è posizionato chirurgicamente un tubo, detto catetere. Attraverso quest’ultimo viene fatta scorrere una soluzione chiamata dialisato, che filtra le tossine e pulisce il sangue. Dopo questo tipo di dialisi il fluido presente nel peritoneo è drenato all’esterno del corpo in una sacca. Si ripete lo stesso ciclo molte volte alla settimana.

    Fondamentale è anche l’alimentazione da seguire in caso si soffra di insufficienza renale cronica. Il medico dovrebbe indicare alcune restrizioni alimentari, che includono il mangiare meno sale e l’assumere meno potassio e proteine. E’ raccomandato in particolare un regime alimentare ipoproteico, che prevede una razione giornaliera che non superi i 50 grammi in media di proteine. E’ essenziale gestire l’apporto calorico, per raggiungere o mantenere il peso corporeo ideale, e limitare l’introduzione di sodio, per tenere sotto controllo la pressione arteriosa.

    Si dovrebbero evitare gli alcolici e i superalcolici e, per ridurre il sodio, i dadi da brodo, gli alimenti in salamoia, le salse, come maionese, senape e margarina, gli snack salati. Per ridurre il fosforo vanno eliminati gli insaccati, i formaggi, il cioccolato, il lievito di birra, le carni grasse, il tuorlo d’uovo, i legumi, la frutta secca e la crusca. Per ridurre il potassio, si seguono delle limitazioni effettuate su precise indicazioni del nefrologo. In generale va considerata l’eliminazione di alcuni tipi di frutta (uva, banane, kiwi), di carciofi, spinaci e patate.

    Gli alimenti consentiti sono: pasta, pane riso, carni non grasse, pesce, verdura (esclusi fagioli, ceci, lenticchie, fave, carciofi, spinaci e patate). Deve essere privilegiato l’uso dell’olio extravergine d’oliva. Via libera all’acqua naturale o minerale.

    L’insufficienza renale cronica si sviluppa quando i reni non sono in grado di funzionare. Questa condizione può accadere anche a causa di alcune patologie, come i calcoli renali, il diabete, l’ipertensione, il lupus, le cisti renali, le infezioni renali ricorrenti e l’uso costante di antidolorifici; anche l’abuso di alcool può portare alla patologia.

    La diagnosi precoce della malattia può permettere una prevenzione adeguata. Costituisce un’importanza fondamentale procedere ad una valutazione clinica e di laboratorio, per valutare l’efficienza della funzione renale, misurando la velocità della filtrazione glomerulare, la creatinemia (misura la creatinina nel plasma, un indicatore della funzionalità renale) e l’azotemia (misura la concentrazione dell’azoto non proteico nel plasma).

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