Insonnia: un ruolo anche negli incidenti stradali e nel lavoro e non solo….

Insonnia: un ruolo anche negli incidenti stradali e nel lavoro e non solo….

E’ anche risaputo che la perdita protratta di sonno possa essere la causa di errori di valutazione nell’attività lavorativa e se poi andiamo a vedere il rapporto esistente fra insonnia e malattia ritroviamo una maggiore comorbilità di quest’ultima che favorirebbe persino l’istaurarsi di malattie quali il diabete e non solo, è anche risaputo che l’insonnia rende più penosa la vita ai malati di cancro

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    Un approccio più completo nei confronti dell’insonnia è il tema che ha tenuto banco durante la Giornata nazionale dedicata al “Dormire Sano”, all’insegna del “ se non chiudi occhio la notte li chiudi di giorno”, al punto che è persino possibile stilare una sorta di elenco circa le conseguenze di una cattiva gestione del riposo notturno che è possibile sintetizzare in questi punti.

    In primis, l’insonnia si riverbera nell’attività lavorativa, tant’è che tale stato può predisporre persino all’assenteismo del lavoratore causando spesso una limitata soddisfazione lavorativa. Così come non si può negare il fatto che l’insonnia abbia un riflesso spesso drammatico nella guida di autoveicoli, lo dimostra il fatto che il rischio di incidente aumenta dal 2,5 al 4,5% rispetto a chi dorme con regolarità, stessa percentuale si riscontra anche nella frequenza più alta di incidenti sul lavoro.

    E’ anche risaputo che la perdita protratta di sonno possa essere la causa di errori di valutazione nell’attività lavorativa e se poi andiamo a vedere il rapporto esistente fra insonnia e malattia ritroviamo una maggiore comorbilità di quest’ultima che favorirebbe persino l’istaurarsi di malattie quali il diabete e non solo, è anche risaputo che l’insonnia rende più penosa la vita ai malati di cancro.

    A tutto ciò si aggiungono le conoscenze afferenti da uno studio del Nurses Health Study che indica il rischio di malattie cardiovascolari correlati all’insonnia in chi dorma per meno di cinque ore a notte, in tali soggetti la frequenza delle patologie cardiache è doppia rispetto a chi dorme regolarmente e per quanto concerne la depressione, si sarebbe anche visto che tale patologia si aggrava con la perdita reiterata del sonno, così come, lunghe notti insonni possono rappresentare esse stesse un campanello d’allarme circa l’esordio della malattia.


    Per quanto invece riguarda la dipendenza da sostanze stupefacenti, alcol compreso, in questo caso parrebbe certo il fatto che tali sostanze di per sé potrebbero essere la causa dell’insonnia, assistendo anche a veri e propri picchi di insonnia nelle fasi di astinenza da cocaina.

    Ne deriva dunque che l’approccio all’insonnia ostinata dovrà essere quanto mai completo e sistematico anche da parte dei medici che dovranno trattarla come una condizione spesso correlata o aggravata da eventuali patologie.

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