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Insonnia: quando la causa è lo stress da lavoro

Insonnia: quando la causa è lo stress da lavoro

Insonnia: quando la causa è lo stress da lavoro come comportarsi e quali rimedi adottare per ritrovare il sonno perduto?

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    Lo stress da lavoro è tra le principali cause di insonnia, problema che affligge un numero crescente di adulti, soprattutto nei paesi occidentali. Orari notturni, turni alterni e straordinari vari possono concorrere in varia misura a disturbare il riposo, ritardandolo o interrompendolo frequentemente. In entrambi i casi il benessere psicofisico personale risulta compromesso. Altro fenomeno che altera l’orologio biologico, con tutte le conseguenze del caso, è il cosiddetto jet lag, o discronia circadiana, condizione clinica che si verifica quando si viaggia spesso per lavoro, attraversando fusi orari diversi. In questi casi vengono alterati i normali ritmi circadiani, ripristinabili attraverso l’assunzione di melatonina, sostanza secreta dalla ghiandola pineale per regolare, in modo naturale, il ciclo sonno-veglia.

    Le statistiche lo confermano: sono sempre più numerosi gli italiani che, sospinti dai ritmi forsennati della vita moderna, lavorano sotto stress, accumulando ore di sonno perse, a scapito della salute. A rischio soprattutto le professioni che prevedono turni sfasati senza interruzione di continuità, con ferie ridotte e festivi impegnati.

    Ma anche la recente richiesta di occupazione nei weekend rischia di compromettere il nostro benessere, con sintomi più o meno gravi a seconda del caso: non solo diminuzione della memoria, comparsa di ansia e nervosismo, compromissione delle facoltà cognitive, ma talvolta disturbi a carico dell’apparato digestivo, quali colon irritabile, stitichezza e dispepsia. Anche l’insonnia rientra fra i sintomi principali, abbassando le difese immunitarie ed esponendoci, quindi, all’insorgere di fastidiosi disturbi, se non vere e proprie patologie.

    Se si soffre di insonnia è fondamentale risincronizzare l’orologio biologico naturale, operazione favorita dall’assunzione quotidiana di integratori a base di melatonina, sostanza prodotta dalla ghiandola pineale, o epifisi, in assenza di luce, che si riduce col passare degli anni o in situazioni di particolare stress. Il primo brevetto per l’impiego di melatonina nei casi di insonnia risale al 1995: da allora la scienza ha confermato la sua importanza nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Ecco perché assumerla regolarmente, poco prima di coricarsi, può aiutare a ridurre l’intervallo di tempo necessario ad addormentarsi migliorando, nel complesso, qualità e durata del sonno.

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