Insonnia: attenti ai farmaci che danno sonnambulismo

Una normale benzodiazepina accusata di dare insonnia, allucinazioni, agitazione psicomotoria ma in un numero molto limitato di casi ma sufficienti per richiedere studi più approfonditi sul farmaco

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    Sonnambulismo

    A quanto pare alcuni farmaci usati per curare l’insonnia darebbero effetti collaterali molto singolari, lo esplicherebbe una nota del Dipartimento Federale per la Salute con sede in Australia che avrebbe addirittura segnalato casi bizzarri, come quelli avvenuti ad una donna che dopo aver fatto uso di un ipnoinduttore per poter dormire la notte ha avuto crisi di simil sonnambulismo che l’hanno indotta persino a dipingere la porta di casa durante il sonno.

    E non sono pochissimi questi casi segnalati, anche se c’è da dire che di fronte al consumo di farmaci per curare l’insonnia, 240 pazienti che riferiscono effetti collaterali sono un po’ come una goccia in fondo al mare. Tuttavia, il dato è pur sempre significativo, si pensi alle allucinazioni, amnesie e sonnambulismo in quei pazienti che assumevano il principio attivo come lo Zolpidem, più noto come Stilnox, oppure, Stilnoct o, ancora, Ambien. Lo stesso preparato è indicato per curare le apnee notturne, venduto in almeno 675.000 pezzi nel solo 2005 .

    Secondo l’Ente Federale che ha curato l’inchiesta, in otto anni di prescrizione di questo impnoinduttore si sarebbero verificati 16 eventi riferiti ad effetti collaterali rappresentati da sonnambulismo, 104 casi di allucinazione e 62 amnesie. Ma c’è persino un caso curioso, quello di una donna ingrassata di 23 chilogrammi in sette mesi; il motivo è presto detto, la paziente dormiva e mangiava durante il sonno, davanti alla dispensa di casa. Analogo rapporto è stato trasmesso anche da un’indagine effettuata in Inghilterra che riportava casi in cui un paziente è stato sorpreso mentre guidava in stato di sonnambulismo e un passeggero che su un aereo di linea anzicchè addormentarssi con il farmaco è andato in escandescenze.

    Lo Zolpidem c’è da ricordare che è una benzodiazepina un po’ come tante altre che induce in breve tempo il sonno, ma parrebbe non agire allo stesso modo in tutti i distretti cerebrali, consentendo che alcune parti del corpo continuino a rispondere agli stimoli normali mentre altre sono in un sonno profondo. Non mancano gli effetti segnalati tuttavia nel foglietto illustrativo interno del farmaco così come altra precauzione è quella che dovranno osservare le persone anziane o affette da eventuali malattie che ritardino l’eliminazione del farmaco dall’organismo. Ma evidentemente non erano del tutto noti gli effetti collaterali di questo prodotto farmaceutico.

    “È sempre pericoloso quando una persona fa qualcosa nel non completo controllo delle proprie azioni,” sostiene Vera Sharav della New York-based Alliance for Human Research Protection, una rete statunitense che promuove pratiche di ricerca etiche e responsabili. “Più sono le notizie che emergono riguardo i possibili effetti collaterali della medicina, maggiore è lo sforzo di ricerca necessario per capire se si tratta di conseguenze sicuramente attribuibili al farmaco,” dice Kenneth Wright dell’Università del Colorado a Boulder, USA.

    C’è anche da dire che come riferito in premessa il numero di casi riferiti di effetti avversi, rispetto all’uso che si fa del prodotto è davvero limitato, ciò non toglie che è sempre bene conoscere tutto di una molecola attiva per poterne prevedere gli inconvenienti; a favore di Zolpidem c’è la constatazione del ridotto rischio di dipendenza dalla sostanza, cosa che non sempre avviene con altre benzodiazepine. Così come molti inconvenienti si sarebbero potuti evitare se i pazienti avessero assunto il prodotto nei termini loro raccomandati, ovvero, poco prima di andare a letto e che gli stessi effetti collaterali devono ritenersi “ rari eventi negativi che si possono verificare” dice Melissa Feltmann, portavoce della Sanofi-Aventis, che aggiunge anche che il sonnambulismo “potrebbe non necessariamente essere causato dalla medicina” e derivare invece da altri disordini sottostanti. La portavoce sostiene che “il profilo di sicurezza (dello Zolpidem) è ben dimostrato”. La medicina è stata approvata negli Stati Uniti nel 1993.