Inquinamento: le sostanze venefiche sono in casa

Inquinamento: le sostanze venefiche sono in casa

In casa un coacervo di sostanze chimiche colpevoli di farci ammalare

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    inquinamento causa cancro

    Altro che inquinamento atmosferico derivante dall’aria ammorbata dalle nostre metropoli, il vero pericolo o, almeno, altrettanto pericoloso sarebbe il rifugiarsi in casa confidando così di evitare gli effetti venefici delle sostanze che respiriamo in strada, visto che, secondo recenti studi scientifici, la casa sarebbe un coacervo di veleni e sostanze nocive alla salute emanate da oggetti di facile reperimento fra le mura domestiche. Un esempio, candele aromatizzanti lasciate ardere e spesso ritenute mangia-fumo, ma anche l’in censo capace di farci volare con la fantasia in luoghi esotici e ancora, vaporizzatori di deodoranti spray, le stesse vernici per le pareti e i collanti usati e ancora detersivi, spray antipolvere e chi più ne ha più ne metta.Insomma, veniamo in contatto con sostanze anche cancerogene e neanche ce ne accorgiamo,

    “Il problema della qualità dell’aria negli ambienti interni”, spiega Carla Iacobelli, dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr, “fino a poco tempo fa trascurato, ha recentemente assunto importanza, considerato che le persone trascorrono in media oltre il 90 per cento del loro tempo in ambienti chiusi e che ai contaminanti che arrivano con l’aria esterna si aggiungono quelli prodotti negli stessi ambienti confinati”.

    Una pubblicazione che tratta l’argomento non con l’austero linguaggio scientifico ma semmai semplice per tutti avrebbe individuato le sostanze più pericolose con le quali siamo soliti venire in contatto ogni giorno, il testo: “Fattori di inquinamento ambientale. I composti volatili organici (VOCs)”, edita dal Cnr, Carla Iacobelli, insieme a Gabriella Liberati, Antonello Ottaviani e Lucia Paciucci, prende in esame proprio le sostanze più pericolose diffuse ovunque anche nell’ambiente domestico.

    Un esempio? “La formaldeide”, precisa la ricercatrice, “è ampiamente diffusa negli appartamenti. Viene utilizzata, infatti, per la realizzazione di prodotti edili, di arredamento e in numerosi altri oggetti di uso domestico”. E’ un gas incolore con un odore pungente, è presente in colle e adesivi e se ne può riscontrare l’emissione in prodotti quali truciolati, nobilitati, compensati (usati per la costruzione di armadi, cucine, tavoli, mensole, ecc)”.

    “I deodoranti per l’aria (gli spray che si attaccano alle prese o che si usano nelle auto)”, continua la ricercatrice, “non rinfrescano affatto l’aria: la loro azione principale è mascherare un odore con un altro. Da un’indagine chimica su questo tipo di prodotti è risultata la presenza di paradiclorobenzolo ed etanolo. In particolare, gli emanatori aromatizzati al limone, contengono una sostanza gassosa, il limonene, che reagendo con l’ozono forma microscopiche particelle facilmente inalabili e probabilmente tossiche”.

    Non sfuggono all’attenzione della ricercatrice anche oggetti che possono facilmente venire a contatto coi bambini, ad esempio i pennarelli e gli evidenziatori, senza dimenticare alcuni cosmetici, insomma, vi sono una miriade di sostanze chimiche diverse, fino a 4.000, per singolo oggetto e allora che fare?
    “Pur non essendo nel complesso una fonte di inquinamento ambientale”, sostiene la ricercatrice dell’Iia-Cnr, “possono costituire un rischio se non usati opportunamente, poiché alcune sostanze possono essere assorbite per via cutanea.

    I solventi per gli smalti delle unghie sono prodotti infiammabili e fanno parte dei composti organici volatili. L’acetone, poi, è usato anche per le vernici di finitura nei mobili e nelle plastiche”.

    E l’elenco si allunga a dismisura includendo anche insetticidi, antiparassitari utilizzati per rendere la casa un ambiente quanto più pulito possibile e ancora, detergenti in uso nelle lavanderie, preparati per sgrassare indumenti e via di seguito. Dunque, dichiara l’autore del libro, “E’ buona norma tenere i tessuti e gli indumenti all’aria per eliminare o diminuire l’inquinamento negli ambienti confinati. Sebbene siano presenti solo in tracce, le sostanze a volte”, conclude Carla Iacobelli, “possono comunque comportare conseguenze negative per la salute, dovute sia al molto tempo che si trascorre nei luoghi chiusi sia alla sovrapposizione di più composti”.

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