Inquinamento da polveri sottili: infarti e arteriosclerosi precoce le conseguenze

Inquinamento da polveri sottili: infarti e arteriosclerosi precoce le conseguenze

L'inquinamento da polveri sottili causa di arteriosclerosi e morte a causa di malattie cardiovascolari

da in Inquinamento, Malattie, Ricerca Medica
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    L'inquinamento da polveri sottili causa di arteriosclerosi precoce e morte per malattie cardiovascolari

    E’ emerso al secondo simposio internazionale Accent sull’inquinamento atmosferico organizzato dal CNR e dal network europeo Accent ( Atmospheric composition change: the european network of excellence ) in corso ad Urbino; l’inquinamento da polveri sottili è causa di infarto ed arteriosclerosi.

    Allarmanti i dati riportati dal congresso, ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 2.5 (polveri di diametro inferiore a 2.5 micron), comporta un aumento pari al 24% di insorgenza di malattie cardiovascolari, senza considerare il concomitante aumento di quelle patologie, della stessa natura, che conducono a morte nel 76% dei casi.

    Lo studio a seguito dei risultati ottenuti in USA, che sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine, su esperimenti effettuati su ratti che, esposti all’aria inquinata di New York, hanno sviluppato arteriosclerosi precoci e tumori al polmone, aumentati del 6% rispetto a situazioni di normalità ambientale, cui si aggiunge un 14% di affezioni, serie, di natura respiratoria e un 9% di origine cardiovascolare.

    I lavori scientifici che ne sono derivati, hanno anche permesso di unire le sinergie fra i diversi Continenti, Europa compresa, per monitorare la qualità dell’aria delle metropoli e gli ecosistemi al fine di pervenire ad una strategia comune fra i diversi popoli nel mondo cui hanno preso parte, in ambito italiano, gli Istituti di scienze dell’atmosfera e del clima del CNR di Bologna e l’Università di Urbino con a capo il professore Giuseppe Cavaretta del Dipartimento Terra e Ambiente dello stesso CNR.

    Nelle linee generali, si è stabilito che l’obiettivo da raggiungere nel prossimi anni è quello di abbattere la soglia di inquinamento da polveri sottili delle metropoli che, attualmente, si sono stabilizzate intorno ai 40-45 μg/m3 per il PM 2.5 e 225-230 per il PM 10â e, soprattutto a osteggiare la proposta del Parlamento europeo volta a tollerare valori di particelle sospese in misura troppo elevate rispetto alla tollerabilità dell’ecosistema.

    Insomma, una lotta portata avanti a colpi di dati, sempre più allarmanti, da parte del Mondo scientifico, il cui obiettivo sarà quello di rendere meno disastrosa l’aria che respiriamo nelle città e ciò è possibile con la consapevolezza che oggi, se lo vogliamo, l’inquinamento urbano è, sicuramente possibile sconfiggerlo; in caso contrario, il risultato sarà l’aggravamento, serio, della salute di tutti.

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