Iniezioni: come fare le punture [VIDEO]

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Come fare le punture

Come fare le punture? Anche se può sembrare difficile, inrealtà si tratta di un’operazione molto facile. Capita di trovarsi indifficoltà, perché spesso si ha paura di far male o di causare dei danni. Non cisarebbe alcun motivo per avere paura, perché è sufficiente un minimo diprecauzione, affinché l’iniezione intramuscolare sul sedere possa andare a buonfine. Ci possono essere dei farmaci che vanno disciolti. In questo caso bisognariversare il liquido nella fiala in cui si trova la polverina. La persona, allaquale deve essere praticata la puntura sottocute, deve essere sdraiata e devescoprire i glutei. Per facilitare l’operazione, è bene sollevare, quasi come unpizzicotto, un lembo di tessuto, nel quale si ha intenzione di andare adintervenire.

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Sembra una cosa facile ed in effetti non si può dire che non lo sia, ma spesso notiamo persone, molte di più di quelle che crediamo di conoscere, armeggiare davanti ad una siringa come fossero di fronte ad ordigno esplosivo pronto a deflagare; non è tanto la tecnica di caricamento della siringa che paralizza queste persone che si augurano qualcuno possa soccorrerle sostituendosi a loro nel praticare un’iniezione intramuscolare , ma il terrore di poter far male o peggio ancora causare danni gravissimi al malcapitato che fa da cavia in quel momento.

Nessuna paura, solo un minimo di precauzione

Detto ciò, diciamo subito che fare la cosiddetta puntura intramuscolare è cosa semplice e richiede soltanto un minimo di precauzione più di natura igienica che altro; non lavarsi le mani e possibilmente non detergerle con un disinfettante è un errore grave, non foss’altro perché la procedura atta ad assicurare quel minimo di sterilità all’operazione che andremo a fare è così banale che non farla esponendo la persona sulla quale interveniamo al rischio di un’infezione laddove andremo a praticare la puntura, è davvero da irresponsabili.

Prima cosa aspirare il farmaco

Se abbiamo dubbi di fronte ad una confezione di farmaci a noi sconosciuta, non si abbia timore di leggere il famoso foglietto illustrativo interno. Cio’ perché non tutti i farmaci si presentano allo stesso modo, ci sono infatti prodotti farmaceutici in cui la soluzione è immediatamente disponibile pronta ad essere aspirata ed altri, soprattutto antibiotici ma non solo, in cui bisogna operare in modo che il solvente penetri nel soluto ( la polverina ) e si formi la soluzione da iniettare.

Quest’ultima procedura, se a volte si risolve in pochi minuti grazie alla particolarità del prodotto di solubilizzarsi quasi immediatamente, nel caso si alcuni antibiotici ad esempio, o a causa di particolari condizioni climatiche, come ad esempio accade d’inverno, può essere un tantino più difficoltosa, ma sempre praticabile.

Prima cosa: scartata la siringa dalla confezione, evitate di poggiarla per comodità dove vi pare, una volta tolta la protezione si esaurisce la sterilizzazione dell’arnese che avete in mano, dunque, molto meglio che la continuiate a tenere nell’incavo di una mano, che avrete, come detto prima, disinfettato senza togliere l’ago per evitare di pungervi, accidentalmente o infettarlo inutilmente. Cio’ significa che l’apertura della confezione della siringa andrà fatta solo nel momento in cui dovrete agire per prelevare il farmaco, mai prima.

A questo punto, accertatevi del farmaco cui andrete ad agire, se è formato soltanto dal solvente aspiratelo così come si trova, se invece si tratta di un antibiotico, ad esempio, o di qualsiasi altro farmaco da sciogliere, rompete il cappuccio superiore del solvente, operazione che per lo più non richiede l’uso di seghetti, come accadeva un tempo o altri arnesi perché per rompere la parte superficiale della fialetta basterà agire tenendola con una mano e con l’altra colpendola col dito indice in modo da indebolire la protezione, solo dopo, spezzate in due le parti che compongono la fialetta.

Attenzione, se non vi riesce al primo colpo, evitate di fare pressione eccessiva, rischiereste di rompere il tutto ferendovi; molto meglio ripetere l’operazione più volte finchè non si riesca. Solo nel caso in cui, per un errore di fabbricazione, la fialetta resiste ad ogni tentativo, potrete ricorrere ad un oggetto tagliente, un coltellino, ad esempio, cercando di segare delicatamente il collo della fiale per poi spezzarlo con le mani. Non imprimete troppa forza, il rischio di far passare frammenti di vetro all’interno del flacone è reale con questo sistema.

Una volta aperta la fialetta dovrete procedere all’aspirazione del suo contenuto, non perdete tempo, il contenuto dovrà stare il minimo necessario all’aperto, può infettarsi o in breve deteriorarsi a contatto con luce ed agenti esterni, così come andranno custoditi al più presto all’interno della scatola le altre fiale, visto che alcuni farmaci subiscono la degradazione proprio dalla luce in maniera quasi immediata.

A questo punto accertatevi dello stato del liquido se prima di rompere la fiale vi eravate accorti che il contenuto si fosse potuto cristallizzare, spesso a causa di fattori ambientali, sarebbe stato utile per agevolare l’aspirazione del prodotto in siringa, che aveste agitato il contenitore o l’aveste posto all’interno della mano.

Dopodicchè, con l’ago pescate l’intero contenuto della fiala agendo con lo stantuffo in modo da agevolare il riempimento della siringa.

I farmaci da sciogliere

Nel caso in cui vi troviate di fronte a quei farmaci che per essere iniettati devono essere disciolti dovrete agire in due momenti diversi. La prima fase l’abbiamo già vista, la seconda invece prevede che riversiate l’intero liquido nell’ampolla dove si trova il soluto, ovvero la classica polverina. E’ un’operazione anch’essa semplice che richiede però qualche precauzione in più, utile per il successo dell’intera operazione.

La fase di scioglimento

Una volta riempita la siringa, dovrete bucare con l’ago l’ampolla ma fatelo dopo aver aspirato un po’ d’aria con lo stantuffo, ciò vi aiuterà a caricare la siringa. Nel caso di particolari antibiotici, anche in questo caso soprattutto d’inverno, l’operazione di solubilizzazione dell’intero prodotto potrebbe richiedere qualche minuto e qualche sforzo aggiuntivo. Ciò significa che una volta che avrete riversato il liquido dell’ampolla dovrete non solo aspettare che si sciolga la polvere, ma agevolare l’operazione agitando con delicatezza il flacone portandolo fra le due mani e facendolo scorrere avanti indietro, del resto i flaconi essendo sempre tondeggianti agevolano la cosa, il tutto senza togliere la siringa dal flacone. Noterete che lo stantuffo sarà nel punto più alto della siringa, niente paura, non volerà via, è predisposto in modo da essere bloccato all’uscita.

Fatto ciò sarete sicuramente in grado di aspirare il tutto con facilità. A questo punto non perdete tempo, prendete del cotone idrofilo imbevuto di un disinfettante e recatevi a compiere il vostro dovere, non indugiate inutilmente cercando di rassicurare la vostra “cavia”, se avete deciso di operare, quello è il momento meno adatto per ripensarci soprattutto quando avete a che fare con farmaci che tendono a solidificarsi in breve tempo, fatto questo che renderebbe impossibile, oltre che pericolosa l’intera procedura.

La somministrazione del prodotto: la puntura

A questo punto chiedete alla persona alla quale andrete a fare la puntura di distendervi scoprendo i glutei, informatela prima della scelta che avrete fatto circa il gluteo da utilizzare, fatto questo che agevolerà la manovra e non coglierà di sorpresa il malcapitato di turno.

Fatto ciò, indirizzatevi sulla parte più alta del gluteo in un immaginaria suddivisione in quattro porzioni, dovrete agire nel punto più alto per evitare che durante la manovra andrete a beccare un capillare, fatto possibilissimo, tuttavia.

Procedete ad un rapida detersione col cotone che tenete in una mano, non indugiate con massaggi prolungati, irrigidisce e da fastidio al vostro “paziente”, dopodicchè, senza ripensamenti, riponete il cotone e sollevate un po’, a mo’ di pizzicotto, un lembo di tessuto lo stesso dove andrete ad intervenire, dopodicchè, colpite in maniera decisiva ma non violenta la parte con un singolo colpo, se avrete effettuato bene la manovra l’ago non avrà alcuna difficoltà a penetrare per tutta la sua lunghezza; non siate indecisi se no rischiate di bucherellare chi vi sta davanti arrecandogli dolore e fastidio. Una volta dentro aspettate qualche secondo prima di proseguire.

Aspirare è importantissimo

Soprattutto se avrete riempito la siringa con solvente e soluto, ricordate gli antibiotici, è fondamentale e ripetiamo fondamentale che aspiriate con lo stantuffo. Se tutto sarà andato per il meglio, vedrete che all’interno della siringa non penetrerà alcunché, non c’è alcun bisogno di aspirare per tutta la lunghezza della siringa, basterà farlo per uno spazio pari ad un paio di tacche della siringa stessa. Se questa comincerà a riempirsi di sangue, dovrete uscire immediatamente e ripetere l’intera operazione, siete in un vaso e la puntura che state facendo andrà direttamente in circolo. Non è mai buona norma procedere così, ma guai a farlo con farmaci dove il solvente, un’altra volta pensiamo agli antibiotici, è costituito da un anestetico locale, quasi sempre lidocaina che serve per evitare il dolore inferto dalla siringa.

Se persevererete nell’operazione e inietterete ugualmente il tutto, rischiate grosso o meglio fate rischiare grosso al vostro “paziente”, primo fra tutti potrebbero verificarsi pericolose aritmie cardiache per il ruolo che ha la lidocaina a livello del cuore, rischio ancor più grave quando ci si trova di fronte a pazienti cardiopatici o anziani.

Fatto ciò, una volta iniettato il farmaco, così come avete agito in precedenza, togliete in un sol colpo la siringa e se notate che dopo quest’ultima operazione si sarà formata qualche goccia di sangue, nessun timore, può capitare e non determina alcun problema, procedete con un rapido massaggio e buttare il tutto con l’avvertenza di coprire sempre l’ago della siringa anche quando ponete il tutto nei rifiuti.

Conviene saperlo

Spesso, per via della foga di procedere vi accorgete, ad operazione conclusa, che avete smarrito il cappuccio che protegge l’ago; ciò non vi autorizza assolutamente a buttare il tutto senza alcuna precauzione, dovrete evitare che qualcuno, per colpa vostra, possa pungervi, per farlo, tirate fuori lo stantuffo della siringa del tutto, fatto che richiede una certa forza, mettete al suo interno l’ago utilizzato e reinserite lo stantuffo all’interno della siringa stessa, adesso l’ago non potrà più nuocere nessuno.

Ed infine, occhio alle reazioni

Occasionalmente e non certo per colpa vostra, può accadere che chi si è sottoposto ad una terapia con iniezioni intramuscolari, a causa di una reazione allergica, poco dopo il farmaco accusi malori. Non perdete tempo, chiamate immediatamente il 118, la persona a cui avete fatto la puntura potrebbe essere vicina ad una reazione anafilattica, con shock e nei casi più disperati persino alla morte. Vi accorgete di questa eventualità nel caso avvertiate nella persona un improvviso gonfiore generalizzato, difficoltà respiratoria, confusione mentale, difficoltà dell’eloquio e spesso eritemi diffusi.

Non perdete tempo ipotizzando una remissione spontanea della sintomatologia che sempre evolve invece al peggio, dovrete essere molto tempestivi in questo caso a chiamare i soccorsi, c’è in gioco la vita della persona a cui avete fatto la puntura e non sono pochi i farmaci che, sia pure raramente, espongono a questi gravi rischi.

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Gio 17/07/2008 da in

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Marci 10 settembre 2008 23:03

Domanda:
se viene fatta una inieziona intramuscolo di 50ml circa (una siringa piena fino all’ultima tacca) tutta in un unico posto, e viene massaggiato tutto per bene, ma dopo un po si nota un leggero indurimento sotto pelle con un po di gonfiore (come se il liquido iniettato fosse tornato nella zona iniziale), e nel giro di 24h ancora non sia andato via, bisogna preoccuparsi? La zona risulta piu’ calda e un po dolorante se premuta.

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Giuliano
Giuliano 10 settembre 2008 23:28

Salve,
mi pare strano che si faccia una fiala intramuscolo di ben 50 ml. intanto bisognerebbe capire che farmaco è stato iniettato, in ogni caso è normale che dopo 24 ore non sia del tutto stato assorbito il liquido, oltretutto il rischio è quello di aver procurato un ascesso gluteo, la conferma, purtroppo, lo darebbe il fatto non tanto che la zona risulti dolente alla pressione, quanto che al tatto appare calda, segno, appunto, di un processo infiammatorio in atto; dovrebbe anche constatare un’area di colore rosso attorno al punto dell’iniezione.
L’unico consiglio è quellò di fare degli impacchi di alcol e metterli sulla zona da trattare fino a che il panno o il cotone imbevuto non risulti asciutto e poi ripetere per quasi tutto il giorno; ma se non si riassorbe nel giro di un paio di giorni, ahimè, ad aiutarla sarà il chirurgo che dovrà incidere, con un intervento semplice, se preso in tempo, effettuato in anestesia locale. Potrebbe anche darsi che il proprio medico curante prima vorrà tentare con dei farmaci antiedemigeni sopratutto per uso topico, creme, unguenti, pomate che a volte potrebbero risolvere. Se così non fosse, il problema diventa chirurgico, ma niente di grave, ma non si dovrà perdere tempo per evitare di incistare la sede dell’infiammazione. Ci farà sapere? Un saluto

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31 dicembre 2009 00:27

se l alcool non c’e’ che cosa si puo fare

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Marco 11 settembre 2008 11:57

Effettivamente ho scritto male.. erano 5ml.
Non ricordo il nome del farmaco, ma era uno stimolante per le mestruazioni, ovviamente somministrato a mia moglie.
Seguendo il suo consiglio, sta tenendo un impacco di alcol e sia il rossore che il gonfiore e il dolore (sempre solo causato da pressione) sembra stia calando. Le faro’ sapere in giornata gli sviluppi. Intanto la ringrazio per l’aiuto.

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Giuliano
Giuliano 11 settembre 2008 12:51

Son contento di esserle stato d’aiuto, se sua moglie sta rispondendo così al trattamento, bisognerà essere fiduciosi, probabilmente con questo semplice sistema risolverà tutto. Continui a leggerci

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Ermi 9 luglio 2009 22:34

Gentile Dottore,
mia mamma dopo una iniezione al giorno di DONA (per curare L’artrosi) per 20 giorni, dopo una decina di giorni dall’ultima iniezione, si ritrova la parte superiore del gluteo indurito, arrossato, dolorante. Il medico di base ha fornito una cura di antibiotico HOMER e massaggi con pomata Lioton. Ha anche consigliato di mettere ghiaccio. Ma si tratta di un ematoma? Di indurimento del muscolo? Si parla di eventuale intervento chirurgico. Un’ecografia o quale esame può essere d’aiuto per capire l’origine dell’indurimento? E’ ascesso? Ematoma? Non capisco cosa posso essere. Siamo preoccupati. In attesa di Suo aiuto,
e ringraziandola, distinti saluti.

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Barbara 5 dicembre 2008 21:11

se faccio una iniezione (vaccino antifluenzale) e non è uscita tutta l’aria prima di iniettare, può succedere qualcosa??? grazie.
Barbara

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Giuliano
Giuliano 7 dicembre 2008 21:59

Con il vaccino asntinfluenzale non dovrebbe succedere nulla, anche se è sempre buona norma aspirare l’aria, poichè il contenuto della siringa è ridotto e lo spazio per l’eventuale aria contenuto è davvero minimo

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Angelina 6 gennaio 2009 15:25

grazie dei suggerimenti!sto imparando a fare le punture perchè penso ke sia utilissimo.la mia insegnante è mia nonna e devo dire che la saggezza dell’età è sempre infallibile,infatti il procedimento che lei segue è perfetto a quello che voi avete illustrato!!

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Meris 22 marzo 2009 23:17

ciao,dopo una intramuscolo ci si e’ accorti che forse si e’ beccati un nervo.come faccio ad essre sicura,ed eventualmente quali sono i rimedi?

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Giuliano
Giuliano 12 luglio 2009 18:05

Gentile Ermi,

Il problema che lamenta sua madre è quasi sicuramente ascrivibile ad un ascesso gluteo dovuto alla iniezione che ha praticato sua madre.

Sicuramente non v’è alcuna responsabilità né dell’operatore che ha eseguito la puntura, né del farmaco utilizzato, anche se a volte l’esigenza di dover miscelare il preparato in un’unica preparazione iniettabile potrebbe esporre maggiormente alla pur se rara eventualità di un ascesso.

Ritengo che anche il suo medico sia dello stesso avviso poiché le ha prescritto un antibiotico, amossicillina e acido clavulonico, per scongiurare eventuali infezioni, compreso il lioton pomata per ridurre e cercare di assorbire l’ematoma che nel frattempo si sarà formato.

In questo caso, qualora non riesca a risolvere il problema con i farmaci eventualmente associati a trattamenti con ghiaccio, alcol e/o quant’altro, l’indicazione resta sempre quella chirurgica, si tratta di un semplice intervento effettuato in anestesia locale, svolto ambulatorialmente o in day hospital, che consiste nell’incidere il punto coinvolto dall’ascesso e procedere al drenaggio del contenuto purulento che nel frattempo si è raccolto.

Tale intervento diventa improcrastinabile laddove sorgessero complicazioni tali che il paziente lamenti anche episodi febbrili, dolori ndiffusi, spossatezza e quant’altro, segno che l’infezione si va, via, via estendendo.

L’ecografia è un esame che a volte può anche praticarsi, ma generalmente il chirurgo non ha bisogno di ricorrervi accorgendosi da solo dell’eventualità di diverse raccolte purulente che spesso si palesano anche durante il corso dell’intervento stesso. Non stia preoccupata, si tratta, nel caso fosse necessario un intervento, di un’operazione chirurgica molto semplice cui non bisognerà però sottrarsi se ritenuta necessaria dal medico, ciò per evitare che le raccolte di pus infettino le zone circostanti infiltrandosi nei tessuti e provocando seri rischi di setticemia che risultano molto impegnativi da curare. Ci faccia sapere.

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Ermi 12 luglio 2009 20:34

Gentilissimo Dottore,
Grazie per la Sua preziosa (professionale e saggia) risposta. Ci hanno consigliato oltre che all’antibiotico orale, anche una crema antibiotica (Gentamicina, 3 volte al giorno)per ridurre l’arrossamento della pelle dovuto all’infezione (resterebbe – dati i sintomi – l’ipotesi più valida). Lei consiglia l’uso della pomata, o lo trova aggressivo-rischioso? Il chirurgo contattato oggi accennava anche ad un eventuale successivo uso (dopo la disinfiammazione con Gentamicina) dell’Ittiolo, per fare affiorare l’infezione ai fini di un suo sfogo e preparatorio all’eventuale drenaggio chirurgico.
Ciò che ci da maggiore preoccupazione è la grandezza della parte indurita, e ora arrossata e calda, quasi come una grossa arancia (quasi due) ovale nella parte superiore del gluteo, che va verso il fianco sinistro (mia madre è robusta).
Apprezzo molto la professionalità e serietà Sua e del Vostro sito TantaSalute, che risponde alle problematiche dei pazienti nei momenti in cui è ancora più difficile ricevere assistenza, durante il week-end.

Ringraziandola nuoavamente,

Distinti saluti.

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Ermi 12 luglio 2009 22:04

Scusi Dottore,
un ultimo dettaglio. In questi due giorni abbiamo trattato la parte con Euclorina oppure Amuchina diluite, alternativamente, in acqua leggermente calda, lasciandole sulla pelle con garza e ricoprendo con pellicola trasparente.
Essendo la pelle di mia madre molto delicata (è molto chiara), la parte trattata si è arrossata maggiormente, e al tatto sembra si siano formate delle microabrasioni diffuse causate (molto probabilmente) dal contatto con queste sostanze: la pelle non è liscia ma leggermente irregolare, leggermente ruvida. Sembra che la pelle abbia subito una leggera ustione. (Ipotizzavamo di stendere una pomata antiustioni, ma preferiamo non pasticciare).
Ora ci preoccupa mettere crema antibiotica o ittiolo, temendo di andare a intensificare l’abrasione in superficie, andando a complicare il problema che sta immediatamente sottopelle, purtroppo di grosse dimensioni (le parlavo di una grande arancia ovale).
Tra l’altro il medico di base non può/non vuole vedre mia madre prima di mercoledì, nonostante che il problema ci sia da due settimane, e nonostante data la grandezza della parte dura interessata. Sono proprio queste dimensioni che non promettono un riassorbimento a nostro parere. Penso che bisogna subito mostrare la parte alla chirurga che si è proposta di visitare mia madre. La informerò. Grazie ancora del suo sostegno medico, professionale e umano.

Distint saluti.

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Giuliano
Giuliano 12 luglio 2009 18:09

Se durante l’iniezione si è stimolato un nervo difficilmente si sarà in grado di completare l’operazione poichè il paziente avvertirà un dolore vivissimo e non collaborerà più.
Se ciò dovesse capitare conviene desistere dal continuare ad iniettare il liquido preferendo un’altra sede per ripetere il tutto. Per il resto, massaggiare con alcol e cotone nella sede della puntura cercando in questo modo di lenire il dolore che prima o poi tenderà a sparire, comunque, aventualmente si può trarre beneficio da quelle pomate che contengono gel decontratturanti da applicare nella sede dell’iniezione praticando un delicato massaggio.
Cordiali saluti

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Giuliano
Giuliano 12 luglio 2009 22:06

Gentile Ermi,
quanti complimenti…. così ci farà arrossire…. Tornando al problema di sua madre, il fatto che la parte sia calda, tumefatta, arrossata e soprattutto di così vaste proporzioni è perfettamente normale nello stato in cui si trova sua mamma, essendo questi i presupposti per un’infezione, anche se mi pare di capire non vi sia febbre e se ci fosse non mi sembra sia elevata. Il fatto che il chirurgo abbia già espresso un suo giudizio mi sembra confortante atteso che l’ascesso pare essere abbastanza circoscritto al punto che mi pare di aver capito che lo specialista voglia intervenire una volta che si sia quanto meno sterilizzata in parte la zona da trattare chirurgicamente.

A proposito dell’ittiolo essendo un preparato uso topico del tutto naturale che ha dimostrato di essere molto adatto nel trattamento di lesioni della pelle, ferite, abrasioni e ascessi, penso che la scelta sia ben fondata da parte del chirurgo da lei interpellato, così come non trovo per nulla aggressivo l’uso della gentamicina applicata nella zona infetta, anzi, tutt’altro, mi sembra di capire che si stia tentando invece molto opportunamente di aggredire l’infezione su fronti diversi e questa mi sembra un’ottima cosa anche al fine di rendere più semplice e veloce l’eventuale intervento chirurgico. Immagino anche che sua madre assuma anche degli antidolorifici che oltre a placare il dolore svolgono la loro azione nel ridurre l’edema causato dall’infezione. A questo punto credo che la possa tranquillizzare il fatto che al di là del fastidio, del dolore e del disagio provocato da questo ascesso, sua madre è sicuramente messa nelle condizioni di poter presto risolvere il tutto, sia pure sottoponendosi ad un intervento più fastidioso che penoso per il paziente. Segua alla lettera i consigli dei medici cui si è affidata e vedrà che risolverà tutto molto presto.
Auguroni per sua madre

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Giuliano
Giuliano 12 luglio 2009 22:11

Credevo dal commento precedente che il chirurgo avesse già visto sua mnadre, invece dovrà farlo nei prossimi giorni, è indispensabile che visiti la signora anche se i consigli che le ha già dato immagino per telefono sono sicuramente validi anche per scongiurare la possibilità di un’infezione generalizzata. Con un ascesso delle proporzioni cui lei accenna è comunque molto, ma molto difficile evitare l’intervento chirurgico, ma non ne faccia un dramma, le ripeto che è un’operazione molto semplice e veloce. Informi il chirurgo di ogni variazione riscontrata dopo i primi trattamenti con i farmaci da lui prescritti e rinnovi la necessità di una sua visita urgente però!

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Ermi 13 luglio 2009 00:43

Lei Dottore ci rassicura, molto, nel trasmetterci queste web-pillole di preziosa cultura medica.
Grazie per le delucidazioni complete riguardo all’ittiolo, che forniscono un quadro ancora più completo delle sue proprietà curative, che non conoscevamo totalmente. Pensi che la sua applicazione, anni fa, sulla guancia di mio padre, unito al massaggio/stropicciamento della zona, ha avuto un risultato decisamente miracoloso, facendo fuoriuscire dalla guancia (esternamente, sul viso) un calcolo che occludeva un condotto di una ghiandola salivare (trattenendo nella ghiandola stessa la saliva, durante i pasti, e quindi gonfiando la guancia) evitandogli un già programmato delicato intervento chirurgico.

La informerò sull’ascesso, appena ci saranno sviluppi, spero non negativi!

Distinti saluti e buona settimana a tutti.

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Ermi 20 luglio 2009 22:32

Gentile Dottore,
Dopo tutte quelle complicazioni la parte dura del gluteo si è ridotta di metà circa, e ammorbidita intorno. L’antibiotico ha sortito il suo positivo effetto. Ora è terminata l’assunzione di antibiotico e mia mamma usa solo la pomata Arnica. Visto il miglioramento il dottore si aspetta un’ulteriore riduzione, escludendo l’intervento. Non credevamo fosse possibile visto la spaventosa dimensione iniziale. Eravamo impressionati dalla grandezza della parte dura e seriamente preoccupati. Grazie ancora Dottore per aver con le Sue osservazioni e consigli stemperato la tensione nostra e di mia madre, che la ringrazia insieme a noi.
Spero di contattare Lei o un Vostro collega successivamente, sulle allergie o sulla dieta, e non più per questo problema.

Cordialissimi saluti

Ermi

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Ermi 28 luglio 2009 23:25

Gentilissimo Dottore,
Dopo un mese di ascesso, dopo una scatola di antibiotico, dopo le diverse creme e una piccola apparente miglioria, risultata illusoria, mia mamma ha avuto febbre a 39-40 per tre quattro giorni. Ha quindi preso un altro antibiotico. E visto che passava il tempo, e il temporeggiare del medico curante, dovuto anche allo sviluppo feroce della febbre durante il week-end, ci siamo decisi ad andare al prontosoccorso. Abbiamo trovato un chirurgo molto deciso, che ha preso l’iniziativa di incidere subito l’ascesso. Ha detto che non ha mai visto una cosa così grande, era e impressionante. Ha drenato tanto materiale infetto e ha medicato con garze drenanti. Oggi la prima medicazione, piuttosto dolorosa, ma mia mamma è felice per aver evitato una setticemia, che poteva dare un tragico sviluppo. Già ieri,dopo l’incisione la febbre che di giorno era 37.5 e di sera 39 e più, è cessata immediatamente. L’antibiotico continua a prenderlo. Il chirurgo ha detto che una cosa così grande non poteva riassorbirsi. Solo ora abbiamo fatto quello che Lei ci consigliava.
Bisognava recarsi dal chirurgo molto prima, seguendo prima il Suo consiglio. Ci siamo voluti illudere perchè mia mamma non aveva più dolori e sembrava diminuita la parte gonfia. Ma solo un’illusione. Ora visto che sappiamo cosa c’era sotto la pelle siamo più tranquilli,anche se non è facile capire quanto termineranno le medicazioni, visto che sul gluteo cìè una “caverna” che conteneva l’infezione.

Cordiali saluti.

Ermi

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Giuliano
Giuliano 30 luglio 2009 21:57

Purtroppo sua mamma ha corso un ” bel ” rischio quello di incorrere in una setticemia, o in una peritonite, a seconda del cammino che tutto quel pus che le hanno drenato,avrebbe fatto e in considerazione dell’eventualità di una infiltrazione del materiale purulento in qualche organo. Sono felice per lo meno che intervenendo chirurgicamente tutto si è risolto al meglio, in questi casi, se non si guarisce in pochi giorni non è consigliabile procrastinare l’intervento, sono contento anche che la signora ha avuto la buona sorte di incontrare sul suo cammino un chirurgo deciso e coscienzioso. Adesso, penso si possa tirare un bel sospiro di solievo. Auguri a sua madre a grazie ancora a Lei per gli apprezzamenti

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Giovanni Tattoo 5 ottobre 2009 01:42

ciao giuliano ho visto tutti i tuoi aiuti e complimenti sei davvero informatissimo volevo chiederti una cosa anch’io se per caso l’ago per paura o per qualcos’altro un pò non entrasse cioè non penetrerebbe fino in fondo cosa potrebbe succedere come rimediare? sai non ne ho mai fatto e vorrei essere preparato all’evento futuro! grazie anticipate….ciao

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Giuliano
Giuliano 5 ottobre 2009 19:21

Salve Giovanni,
infatti nel praticare un’iniezione intramuscolare bisogna mettere da parte paure ed ansie, anche perchè i pericoli corsi dal paziente agendo adeguatamente sono davvero minimi. Se, come dici, l’ago non dovesse entrare, perchè magari lungo la sua corsa incontra un ostacolo rappresentato, ad esempio, da un nodulo, non bisogna insistere, forzando la mano, meglio estrarre l’ago e indirizzarsi in un altro punto, magari ispezionando la sede della puntura con una delicata frizione. Il rischio nel volere a tutti i costi procedere applicando forza alla siringa è quello di far provare al malcapitato un dolore inutile, mentre, praticare ugualmente la puntura con l’ago parzialmente fuori dalla sua sede può provocare, in primis, un ascesso gluteo per l’impossibilità del preparato di sciogliersi adeguatamente ma anche e questo è un pericolo da non doversi correre assolutamente, in un impegno di un vaso che involontariamente veicolerebbe l’intero farmaco in circolo, anzicchè essere assorbito per via intramuscolare; evenienza questa sicuramente pericolosa, sopratutto per aluni farmaci, vedi lidocaina etc.

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Rosaria 12 ottobre 2009 09:24

gentile dottore ho fatto una inizione a mia suocera ma dopo 1 giono si è verificato indurimento eleggeroe e leggero rossore nella parte quasi centrale del gluteo di forma ovale anche se la puntura è stata fatta in alto a destra e quella zona è chiara e morbida sono preoccupata, può dirmi cosa è successo lei dice che viene pressata da dolore. Vi ringrazio

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Marianna 14 ottobre 2009 12:52

Gentile Dottore,
dopo aver letto quanto scritto in risposta a Ermi, vorrei un suo parere inerente alla mia “condizione”.
Ho fatto 10 iniezioni di Gentalin 80, (una ogni 12 ore) terminate 20 giorni fa, i primi 10 giorni ho accusato il dolore tipo delle iniezioni, ma poi tale dolore è aumentato fino a quando mi sono accorta di avere sul gluteo sinistro un leggero ematoma e una zona di qualche cm indurita e dolente. il medico curante mi ha prescritto degli antiinfiammatori per via orale e dei cerotti da applicare localmente, dopo una settimana la zona è un pò più morbida e il dolore diminuito. Può essere un’infezione se non ho arrosamenti, ma solo il leggero ematoma, il dolore(soprattutto quando mi corico e faccio pressione) e una screpolatura dovuta ai cerotti (ho la pelle molto delicata)?
Non ho febbre.
L’antinfiammatorio è il Mobic, per quanti giorni consecutivi può essere preso? Crede sia il caso di consultare un chirurgo? La ringrazio

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Rita 22 marzo 2010 11:23

Marianna hai risolto il problema del noduletto, se si dopo quanto tempo? Io c’è l’ho gia da quasi 2 mesi..

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Giuliano
Giuliano 15 ottobre 2009 00:11

Credo che essendo intervenuta in tempo sul problema che si stava manifestando ritengoabbia scongiurato il peggio, del resto il Mobic ha agito bene prevedendo non solo un riassorbimento del leggero ematoma che si era inizialmente verificato, ma anche agendo come antiedemigeno, ovvero togliendo quell’edema per lo più liquido di raccolta attorno all’ematoma stesso. Il rischio che si sarebbe corso era quello di un ascesso gluteo, invece ritengo che in lei, probabilmente, una parte del farmaco iniettata si è raccolta impedendo all’organismo di assorbirla adeguatamente ma non mi sembra si sia trattato di un principio di ascesso. Il Mobic può applicarlo ancora per altro tempo, fino a quando non avverte una maggiore trattabilità della parte trattata che non dovrà essere eccessivamente rossa, calda e gonfia, anche se il “ noduletto” che avverte sotto le dita potrebbe restare per anni, sia pure in modo del tutto sintomatico.
Se invece dovesse notare un peggioramento dei sintomi, compresa la comparsa della febbre, non abbia indugio a ricorrere direttamente al chirurgo, in modo da dare la possibilità allo specialista di intervenire in maniera tempestiva, ma non mi pare, da quello che riferisce lei si trovi in questa condizione. Un saluto.

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22 ottobre 2009 18:25

SONO ALLA 150 ESIMA PUNTURA INTRAMUSCOLARE FATTA A MIA MAMMA.

OGGI MI SONO DIMENTICATA DI ELIMINARE L’ARIA PRIMA DI FARLA E’ PERICOLOSO ?

SONO I N ANSIA
ROSA MARIA

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Marianna 15 ottobre 2009 11:41

Grazie per la tempestiva risposta!Le sue parole mi hanno sollevata!
Oggi penso di andare dal medico curante per chiedere se il Mobic (preso in pillole e non in crema)devo continuare a prenderlo e per quanti giorni. L’ho assunto per 5 giorni consecuti e sono tre giorni che non lo prendo ma i dolori locali e il fastidio alla gamba continuano. Alla vista permane il leggero ematoma ma niente di più e la parte indurita la sera si sente di più al tatto.
Forse deve solo passare del tempo.
GRAZIE ancora!

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Giuliano
Giuliano 22 ottobre 2009 19:03

L’aria va tolta sempre, tuttavia, signora Rosa Maria, se non l’ha fatto in occasione della sua ” 150 esima ” puntura a sua mamma e non è successo niente di lì a pochi minuti non è accaduto nulla di spiacevole, stia però attenta le prossime volte, un saluto

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Daniela 27 novembre 2009 00:37

Gentile Dottore,
causa un potente mal di schiena il medico mi ha prescritto iniezioni di Dicloreum e Miotens, ne ho dovute fare 12, fiala doppia in unica siringa. Le ho terminate 10 giorni fa ed ora che é scomparso il dolore “da iniezione” mi é rimasto un indurimento di qualche centimetro ad entrambi i glutei, non dolente e la parte non é né calda né arrossata. Il medico mi ha detto di massaggiare la parte. Che devo fare?

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Giuliano
Giuliano 27 novembre 2009 17:23

Gentile Daniela, benissimo ha fatto il suo medico consigliandole il massaggio nelle zone ove sono state praticate le iniezioni, anche perchè, fino adesso non mi sembra che ci sia alcun problema particolare, ciò che lei avverte alla palpazione è solo quell’indurimento che farmaci come un fans come il Dicloreum e non solo questo, è in grado di originare. Si limiti, per intanto, oltre al massaggio, ad osservare se si verificano variazioni di sorta ed in questo caso consulti il suo medico, tuttavia la situazione mi pare sotto controllo, anche se l’indurimento lo avvertirà per diverso tempo ancora.

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Cristiana 17 ottobre 2011 16:05

Buongiorno dottore, anch’io ho fatto iniezioni di voltaren e muscoril per la sciatica. Il problema è che non me le ero mai fatte e il mio medico mi ha detto di farmele sulla parte anteriore della coscia. Una di tali iniezioni mi ha provocato la comparsa di un forte indolenzimento di tale zona della gamba che a distanza di una settimana non è ancora passato. Il mio medico mi ha detto che evidentemente ho fatto l’iniezione nel muscolo e si è limitato a dirmi di mettere una crema tipo dicloreum o voltaren o lasonil. Ma l’indolenzimento non passa e se tocco la gamba provo un pò di dolore. Non è però rossa nè calda. Non dovrei assumere anche un antibiotico o un antinfiammatorio per bocca. Cosa dovrei fare? La ringrazio.

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Nurse 28 novembre 2009 19:13

Allora ci tengo solo a precisare 1 che la massima dose iniettabile nel gluteo è 5ml.
2. che non bisogna sollevare a mo di pizzicotto perchè quello si fa nelle iniezioni sottocutanee.
Nelle intramuscolo prima di pungere ed eseguire l’antisepsi della cute bisogna per ridurre il dolore premere o picchiettare la sede dove andremo a pungere poi si esegue l’antisepsi e prima di pungere SI TENDE LA CUTE TRA POLLICE E INDICE DELLA MANO NON DOMINANTE (quella in cui non si tiene la siriga per capirci) come a formare una C. dopo si punge e si inietta il farmaco.
Alla fine quando tutto il farmaco è stato iniettato va estratatto l’ago velocemente e NON SI MASSAGGIA.
MAssaggiare dopo un’intramuscolo fa risalire il liquido da muscolo al tessuto sottocutaneo con conseguente bruciore e dolore.
La tecnica CORRETTA prevede invece di tamponare con il batuffolo di cotone e far muovere la gamba in quanto il movimento favorisce l’assorbimento del farmaco.
Sembra una cosa FACILE BANALE ma non è così!!!!
Firmato Un infermiere!

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Ivan Scolastico 15 dicembre 2009 19:58

Salve, tutti questi consigli sono molto utili, avrei una domanda molto importante: nel aprire le fiale da iniettare mi si sono rotte cadendo dei pezzettini di vetro all’interno del medicinale.. posso continuare lo stesso ad aspirare il medicinale con la siringa o si rischia di aspirare anche i granelli di vetro ed iniettarli nel muscolo? siccome l’ho fatto ci sono eventualmente conseguenze gravi?

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Eugenio 22 dicembre 2009 01:44

impoetante per i non addetti ai lavori come me per iniziare a fare le punture e quindi di essere autonomo al bisogno

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Emma
Clotilde Meli 30 dicembre 2009 15:01

Dottore buongiorno,
Il 24 dicembre mia madre mi ha fatto una puntura di voltaren, non ho provato dolori particolari, ma qualche minuto dopo mi sono accorta che la parte del gluteo poco distante dal punto in cui era stato inserito l’ago era addormentata, intorpidita.Sono trascorsi 6 giorni e la situazione è ancora la stessa.La parte non è gonfia e non è nè arrossata nè nera e non è dura…Sento solo l’intorpidimento e dopo aver passato tre volte la lasonil ora sento anche del dolore , quando mi seggo o cammino, non è fortissimo, ma è presente.
Ho parlato con un dottore che mi ha consigliato di fare impacchi d’acqua calda per cercare di sciogliere un eventuale ematoma che potrebbe essere interno e potrebbe sfociare in ascesso gluteo.Può consigliarmi sul da farsi?
Grazie

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8 gennaio 2010 21:14

gentile dottore ho avuto un problema simile a quelli sopra elencati ma probabilmente anche di meno grave entità… circa 3 mesi fa ho fatto delle punture al gluteo e ancora ad oggi mi ritrovo una pallina delle dimensioni di una biglia sotto il tessuto musculare…. negligentemente ho trascurato la situazione ma vedendo i commenti delle altre persone inizio a pensarci un po di piu… ho qualche soluzione autonoma o e necessario che mi faccia vedere dal mio medico curante??

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Rita 22 marzo 2010 11:27

Hai risolto il problema della pallina sotto pelle? Io ho qualcosa di simile, fammi sapere! Grazie

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Vero 6 febbraio 2010 15:44

Mi è stata fatta una puntura al P.S.a base di cortisone e voltaren. Il medico del P.S. me l’ha fatta troppo bassa e….conclusione a distanza di tre mesi tra il farmaco somministrato e la puntura fatta da cani mi ha lacerato il nervo della coscia. I miei dolori sono lancinanti e non posso assolvere le funzioni giornaliere.
S

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Michela 12 febbraio 2010 21:51

Buona sera a tutti voi,ho un problema da 1mese che non riesco a risolvere,vi spiego.A seguito di una iniezione intramuscolo di voltaren al gluteo sinistro..nei giorni seguenti ho riscontrato che la zona del “cuscinetto adiposo”,era completamente anestetizzata!cioè,non nel punto della piccata..ma sul fianco..in concomitanza a questa assenza di sensibilità sembra come se sotto ci sia un ematoma..è leggermente più duro.e all’occhio sembra come se quella zona fosse rilassata..cioè a occhio si riesce a capire quale è il cerchio dove ho il problema..è di circa 3,4 centimetri….e se passo il dito sulla pelle non sento nulla..ma se spingo sento come piccoli aghi conficcati all’interno!!!il mio medico dice di aspettare..ma la visita è stata…telefonica…vabè lasciamo stare!!!spero mi possiate aiutare…grazie
sto effettuando dei trattamenti contro la cellulite..faccio fanghi con termocoperte e dei trattamenti ti elettrostimolazione per veicolare il farmaco snellente..propio nei fianchi…voi credete che possa nuocere????

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13 febbraio 2010 17:42

Per legge eseguire una iniezione intramuscolare è perseguibile per abuso della professione infermieristica, inoltre non vi è tutela se si cusa danni a terzi

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Mirisan
Mirisan 17 febbraio 2010 18:39

Gentile dottore,
stamattina mio fratello, intorno alle 8.30, si è fatto da solo una puntura di antibiotico sulla coscia dx(in realtà era l’ultima di una serie). Verso le 11 ha incominciato ad accusare dei dolori, prima lievi e poi sempre più forti(così tanto da impedirgli di piegare il ginocchio e di camminare), lungo tutta la gamba dx. Siamo andati al pronto soccorso e gli hanno detto che la puntura che si è fatto da solo aveva toccato il nervo sciatico causandogli questi forti dolori. Gli hanno ordinato per 20 giorni, andinfiammatori e antidolorifici. Vorrei, gentilmente sapere, se possono esserci conseguanze gravi o se, magari, c’è bisogno di un intervento diverso.
Grazie.
Miriam

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Giuliano
Giuliano 18 febbraio 2010 10:18

No mi sembra, Miriam, che oltre alle cure disposte dai medici del Pronto Soccorso occorra fare altro, il problema che si è determinato è relativo alla sollecitazione del nervo sciatico e, dunque, con tali farmaci prescritti a suo fratello, una volta passata l’infiammazione, tutto tornerà come prima

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Luca 18 febbraio 2010 23:01

ciao mi chiamo luca e vorrei sapere come si fanno le iniezioni di dalte parina (anti coagulante).
le dosi sono gia confezionate nelle siringe e contengono una bolla d’aria che io provvedo eliminare prima di inietare la dose sulla cute. e’ giusto?

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Michele 9 marzo 2010 21:57

Salve..vorrei sapere perchè dopo aver iniettato il farmaco nel gluteo dopo aver estratto la siringa dal foro sulla pelle fuoriesce una goccia di farmaco. è normale? se non lo è come posso evitare?

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Rita 10 marzo 2010 11:19

è successo anche a me!! E’ da un mese circa che ho fatto una iniezione di voltaren intramuscolare e dopo qualche giorno ho notato che sotto pelle ci sta un nodulino, ma dall’esterno si vede un leggero ematoma nè rossore, nè tantomeno zona calda, sto mettendo una crema all’eparina da una settimana, ma ancora persiste. Che posso fare?

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Rita 10 marzo 2010 15:00

Gentile dottore sono molto preoccupata che posso fare??

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Giuliano
Giuliano 10 marzo 2010 18:35

Purtroppo il diclofenac sodico, che è il principio attivo del voltaren e non solo di questo, sia che si utilizzi sotto forma di generico o di specialità, ha la capacità di determinare gli effetti che lei descrive, Rita, ovvero quella di residuare anche a distanza di tempo, dei noduletti sottocutanei difficile che si assorbano se non dopo diverso tempo, anche a mesi di distanza dall’iniezione.

Ciò potrebbe in parte essere evitato se la puntura intramuscolo fosse stata fatta in profondità, dopo aver aspirato l’aria dalla siringa per essere sicuri di non essere finiti in un vaso ( il voltaren non va mai fatto endovena ) e procedendo iniettando lentamente il farmaco, ma anche in questo caso non è detto che il problema non si sarebbe presentato. Ritengo che il noduletto di cui lei parla tenderà a regredire nel tempo, per facilitare tale assorbimento potrebbe essere utile ricorrere ad impacchi di alcol che dovrebbero essere collocati sulla superficie in cui abbia riscontrato tale formazione, evitando di strofinare. Sono rimedi utili in quanto tendono a far regredire prima il noduletto, a questo potrebbe associare pomate sotto forma di gel lasciandole agire senza strofinare anch’esse, a distanza di qualche ora dagli impacchi di alcol denaturato. Ben altra cosa è invece il caso in cui tale formazione dovesse aumentare di volume, essere visibile a causa di un rossore della pelle che oltretutto potrebbe apparire calda. In questo caso il consiglio è quello di farsi vedere dal proprio medico che potrebbe ritenere utile sottoporla a visita chirurgica nel caso in cui si propendesse per un ricorso ad una piccola incisione volta a eliminare l’eventuale pus venutosi a creare a causa dell’infezione determinatasi a livello sottocutaneo.

In questi casi è pressocchè inutile e controproducente indugiare troppo, solo con il piccolo intervento effettuato in anestesia locale è possibile venire a capo del problema che se tralasciato invece potrebbe essere causa anche di seri alla salute. Tuttavia, non mi sembra che il suo caso presenti tale quadro clinico estremo.

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Rita 11 marzo 2010 13:06

Gentile Dott., la ringrazio infinitamente per la sua risposta e perdoni la mia insistenza, ma sono seriamente in ansia, e per questo nodulino e per una eventuale incisione. In realtà, a seguito della puntura di voltaren avvertivo questo gonfiore e un po’ di dolore e pensavo fosse stato causato dal farmaco, giorni dopo ho avvertito invece questa “pallina”, “nodulino”,”granuloma, che ora è sottopelle,e ha una forma leggermente allungata.Sto mettendo hirudoid crema da 7 gg e procedo con un massaggino circolare. Ora procederò anche agli impacchi di alcool.Mi consiglia,tuttavia, di passare alla pomata in gel? Ci sono casi in cui questo nodulino, anche se dopo mesi, sia scomparso del tutto?Dottore la ringrazio moltissimo di cuore!!!
Rita

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Giuliano
Giuliano 11 marzo 2010 13:28

Gentile Rita, l’ HIRUDOID va benissimo se poi fosse anche nella forma gel andrebbe sicuramente meglio. Il “nodulino” è sicuramente stato provocato dalla puntura cui lei è stata sottoposta; mi pare tuttavia di capire che tale formazione tenda ad aumentare di volume e certo non è un ottimo segno; ma mi sembra ci siano ancora dei margini per ritenere tale formazione destinata a regredire nel tempo, dunque proceda con pazienza così come sta facendo, alcol compreso, ma devo tuttavia rammentarle che qualora avvertisse delle trasformazioni della parte, come ebbi a dirle l’altra volta, non indugi più con nessun metodo per lo più empirico e si rivolga al suo medico; nella peggiore delle ipotesi l’incisione è banale e quasi del tutto indolore se è presa in tempo,al contrario, se invece nel frattempo si fosse formato un ematoma, a causa dell’infiammazione determinatasi, il rischio è quello di andare incontro ad un vero e proprio intervento chirurgico sia pure in anestesia locale e questo dovrà evitarlo. Ma mi sembra che l’attenzione che lei sta riponendo sul problema dovrebbe scongiurare tutto ciò! Scriva quando vuole, anzi, ci faccia sapere come va la guarigione e…. se le va, divulghi questo sito! Grazie, Giuliano

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Rita 14 marzo 2010 16:16

Gentile dott. Giuliano, tra i miei colleghi di corso all’università abbiamo parlato molto di questo sito e a dire il vero lo troviamo molto competente e molto attinente alle problematiche che possiamo incontrare nel nostro vivere quotidiano.
Per quanto riguarda il mio piccolo problema,spero piccolo, le volevo dire che il piccolino pallino sotto pelle che a distanza di un mese e qualche giorno ho ancora mi sembra un tantino meno pronunciato. Cmq una mia collega mi ha detto che lei ha avuto una cosa simile e che ci sono voluti circa 3 mesi prima che andasse via del tutto, e non ha usato nulla. Ma lo sa dottore che se più lo stuzzico, più lo sento accentuato, e invece la mattina dopo una notte di riposo lo sento meno. Ma i tempi di assorbimento sono così lunghi?? Grazie dottore della sua disponibilità e della sua competenza.
Rita

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Mauri.tr 12 marzo 2010 13:41

Salve,
sono quasi sempre all’estero per lavoro e porto com me del Toratol per via che a volte, meno di una volta l’anno, mi becco una bella lombosciatalgia. Ora, visto che mi trovo all’estero e ieri mi e’ arrivato all’improvviso una bella lombosciatalgia (l’ultima era stata tre anni fa!!!) come faccio a siringarmi da solo? Posso usare il farmaco sotto la lingua? Se non mi rimetto in sesto non posso nemmeno viaggiare :(
Ciao e grazie a tutti

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Giuliano
Giuliano 14 marzo 2010 16:41

Gentile Rita, la sua collega le conferma oggi, quello che ebbi a dirle alla sua prima domanda,Difatti, quelli che per semplicità stiamo chiamando “ pallini “, tendono a regredire nel tempo, le parlai di qualche mese, purchè si fosse stati sempre in grado di controllarli nel tempo, onde evitare che tali formazioni potessero assumere proporzioni tali per cui sarebbe stato difficile controllarli col rischio di andare incontro a quelle conseguenzedi cui siamo bene a conoscenza io e lei. Il fatto che lei annoti dimensioni ridotte della formazione è un fatto sicuramente positivo perchè farebbe propendere per un ripristino della normalità, in tempi relativamente brevi. Il fatto che al mattino la formazione le sembra più ridotta potrebbe essere la risposta al fatto che tutti aspettiamo con gioia, ovvero, che la formazione risenta degli accorgimenti che lei attua durante il giorno e che poi, a seguito del rilassamento del muscolo a riposo, tenda ad assumere una posizione più nascosta rispetto al giorno in cui potrebbe venire sollecitata dalla contrazione del muscolo in movimento, risaltando su questo. Io sarei molto ottimista a questo punto, constatando come le terapie applicate e la sua pazienza stiano dando frutti sperati!
Intanto la ringrazio per l’attenzione dedicata da lei e dai suoi colleghi al sito, un saluto

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Giuliano
Giuliano 14 marzo 2010 16:48

Gentile Mauri,
intanto le dico che la possibilità di “siringarsi” in proprio, come la chiama lei, non è una buona abitudine, il rischio è quello di colpire una terminazione nervosa, accusando dolore vivo senza essere riusciti ad iniettare il farmaco, il rischio è anche quello di penetrare in un vaso, che nel caso del Toradol non è un grosso problema, ma nel caso di altri farmaci potrebbe invece esserlo, eccome! Ciò in quanto la posizione scomoda assunta per l’operazione è tale da costringerla a movimenti per lo più errati. Non capisco invece la necessità di utilizzare il toradol (Ketorolac trometamina ), un Fans e dunque antireumatico e antidolorifico, mediante somministrazione sub-linguale, utilizzando la formulazione in fiale. In questo caso non sortirebbe alcun vantaggio, chieda invece al suo medico di prescriverle, viste le sue esigenze, lo stesso farmaco in gocce o in compresse. Se il suo medico sarà d’accordo le indicherà anche lo schema posologico ottimale.
Cordiali saluti

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Mauri.tr 14 marzo 2010 17:02

Grazie Giuliano,
seguirò il tuo consiglio non appena rimetto i piedi in patria.

Grazie tantissimo,
Ciao,
Mauri

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Rita 23 marzo 2010 09:58

Buongiorno dott. Giuliano,
sono passati quasi 2 mesi e il noduletto sotto pelle che le dicevo qualche tempo fa ci sta ancora, anche se a dire il vero è meno definito! Non mi fa male, e il leggero ematoma che si vedeva appena sembra non ci sia più, si vede solo una piccolissima ombreggiatura. Sinceramente spero che con il tempo andrà via completamente come mi ha detto lei e anche il mio medico curante è sulla stessa sua linea, ma io ho un po’ di paura che questo desiderio non si avveri e dovrò passare dal chirurgo!! Mi perdoni se sono tediosa e angosciata, ma le sue parole definite, competenti e sincere mi aiutano a capire meglio la situazione. Quando tempo ancora si dovrebbe aspettare? Ci sono casi in cui rimane ? grazie e spero mi legga!!
Rita

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Giuliano
Giuliano 23 marzo 2010 10:20

Buongiorno Rita,
penso proprio che lei possa tirare un bel sospiro di sollievo, il noduletto evidentemente non è più infiammato e lentamente sta regredendo, insieme ad eventuali essudati che lo circondavano. A questo punto penso che possa lasciar fare tutto alla natura e vedrà che nei mesi, potrebbero occorrerne anche parecchi, tutto rientrerà nella norma. lei si limiti solo a sorvegliarlo di tanto in tanto.

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Rita 26 marzo 2010 15:07

Buon pomeriggio dottore, le volevo aggiungere sempre relativamente a quel “nodulino” post iniezione di voltaren che ogni tanto la zona relativa mi pizzica un po’, mi da un po’ di prurito, ma nessun rossore, sempre un po’ di ombreggiatura.
Grazie dottore e mi scusi se la tedio spesso, colgo ugualmente l’occasione per augurarle una serena settimana Pasquale!!! Rita

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9 aprile 2010 16:39

salve a tutti,
sto facendo nelle iniezioni intramuscolari ad una mia amica.
è normale che gli vengano dei lividi il giorno dopo? e se è si, perchè?

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Giuliano
Giuliano 9 aprile 2010 18:06

Risposta per Anonimo,
i lividi che involontariamente procura alla sua amica possono essere dovuti a due fattori, il primo, magari lei esercita un’eccessiva forza nell’attimo in cui “trafigge” la sua amica; il secondo, la sua “vittima” soffre di una qualche forma di fragilità capillare col risultato che i vasellini sotto la spinta dell’ago tendono a rompersi, riversando il loro contentuo rappresentato da sangue, siero ed essudati vari. Nulla di grave comunque, perchè nel volgere di qualche giorno il piccolo edema che si sarà formato tenderà a riassorbirsi spontaneamente. Se vuole eventualmente accelerarne la guarigione può consigliare alla sua amica una pomata a base di gel…. soddisfatta?

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