Iniezione anticoncezionale maschile: come funziona questo metodo contraccettivo

Quando si parla di contraccezione maschile si pensa sempre al profilattico. Ora sono in sperimentazione due nuovi metodi anticoncezionali maschili, entrambi mediante iniezione, che permetteranno alle coppie di vivere la propria sessualità in maniera più libera, senza rischiare gravidanze indesiderate. Ecco quali sono questi nuovi metodi contraccettivi e come funzionano.

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    Arriva l’iniezione anticoncezionale maschile, un nuovo metodo contraccettivo che si dimostra una valida alternativa all’utilizzo di profilattici e altri mezzi anticoncezionali. A dir la verità sono ben due i nuovi metodi in sperimentazione, ed entrambi sembrano promettere davvero bene. Scopriamo insieme quali sono questi metodi anticoncezionali maschili, le loro differenze e il loro funzionamento.

    Gli attuali metodi anticoncezionali

    Ad oggi, le coppie che vogliono praticare rapporti sessuali senza rischiare gravidanze indesiderate, hanno a disposizione diversi metodi anticoncezionali, di cui la maggior parte però è a carico del partner femminile.

    La pillola, il cerotto e l’anello sono mezzi ormonali, che vanno ad influire sul processo di ovulazione della donna. Esistono anche la spirale e il diaframma, che impediscono invece la gravidanza dal punto di vista meccanico.

    Coniugare al maschile la contraccezione è più difficile: attualmente in commercio esiste solo il profilattico – che è comunque l’unico mezzo per evitare, oltre alle gravidanze indesiderate, anche le malattie sessualmente trasmissibili. L’alternativa è la vasectomia, un vero e proprio intervento chirurgico che potenzialmente dovrebbe essere reversibile, ma nella maggior parte dei casi non lo è.

    Purtroppo non è sempre possibile scegliere tra tutti questi mezzi anticoncezionali. Ci sono donne che mal sopportano le variazioni ormonali prodotte da alcuni di questi metodi, o che invece manifestano controindicazioni per l’utilizzo di mezzi meccanici. Esiste anche l’allergia al lattice del profilattico, senza contare naturalmente che spesso non viene usato per dimenticanza o perché si è troppo coinvolti dal momento e non si vuole rovinare l’atmosfera.

    I nuovi metodi anticoncezionali maschili

    In questi mesi sono in sperimentazione due nuovi metodi anticoncezionali maschili, entrambi molto promettenti. Si tratta di iniezioni anticoncezionali, che hanno però due metodi differenti di agire sulla fertilità.

    Il primo metodo di iniezione anticoncezionale maschile è di tipo ormonale: viene iniettato di un mix di ormoni che vanno a ridurre la quantità di spermatozoi prodotta nei testicoli.

    Il secondo metodo di iniezione anticoncezionale maschile è di tipo meccanico: si tratta di un gel da iniettare nei dotti deferenti dei testicoli per impedire il passaggio degli spermatozoi.

    Iniezione anticoncezionale maschile di tipo ormonale

    Il nuovo metodo contraccettivo ormonale maschile è stato sperimentato lo scorso anno con risultati soddisfacenti, sebbene i trial si siano momentaneamente interrotti per gli effetti collaterali avvertiti da coloro che si sono sottoposti allo studio.

    La ricerca è stata effettuata da numerosi esperti di varie università coordinati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

    Lo studio è stato compiuto su 320 uomini sani, in una fascia di età compresa tra i 18 e 9 45 anni, impegnati da almeno un anno in relazioni monogame con donne dai 18 ai 38 anni d’età. Tutti i partecipanti alla sperimentazione, prima di iniziare i test, sono stati sottoposti ad esami per verificare la presenza di una normale quantità di spermatozoi nel loro liquido seminale.

    Ad ogni uomo sono state praticate iniezioni contraccettive a distanza di due mesi l’una dall’altra, per una durata totale di 14 mesi. In ciascuna iniezione erano contenuti 200 milligrammi di noretisterone enantato – un progestinico a lunga durata d’azione – e 1000 milligrammi di testosterone undecanoato – un androgeno.

    I risultati sono stati molto promettenti: entro 24 settimane dall’inizio della terapia, in 274 partecipanti il numero di spermatozoi è sceso sotto i livelli di 1 milione/ml. Ovvero, l’efficacia del nuovo metodo contraccettivo ormonale maschile è di circa il 96% – molto simile a quella della pillola. Si sono verificate solo 4 gravidanze tra le 274 coppie che hanno assunto gli ormoni nella maniera corretta.

    Ancora più interessante è la reversibilità del metodo: a poche settimane dalla fine dell’assunzione degli ormoni, il 95% dei partecipanti ha presentato nuovamente un normale numero di spermatozoi nel proprio liquido seminale.

    Tuttavia la sperimentazione si è fermata a causa dei molti effetti collaterali manifestati dai partecipanti. Tra i principali si notano depressione, disturbi dell’umore, diminuzione della libido, battito cardiaco irregolare, acne. A seguito della comparsa di questi disturbi, 20 uomini hanno abbandonato lo studio prima del tempo.

    Nonostante tutto, il 75% dei partecipanti si è dichiarato soddisfatto e continuerebbe a far uso delle iniezioni anticoncezionali ormonali maschili, qualora venissero commercializzate. Ad oggi il mix ormonale è ancora in studio “per arrivare ad un migliore equilibrio tra efficacia e sicurezza”, come ha concluso l’equipe.

    Iniezione anticoncezionale maschile di tipo meccanico

    Un altro metodo contraccettivo maschile è di tipo meccanico e si chiama Vasalgel. Negli scorsi mesi è stato sottoposto a sperimentazione sui conigli e sulle scimmie, provando non solo la sua efficacia ma anche la sua sicurezza. Presto probabilmente verrà sperimentato anche sull’uomo.

    Vasalgel è un farmaco che non contiene ormoni, bensì un composto di polimeri sintetici ad alto peso molecolare. Questa sostanza, una volta iniettata nei dotti deferenti dei testicoli, forma un idrogel che permette il passaggio di molte molecole solubili, ma non quello degli spermatozoi, che sono molto più grandi.

    L’iniezione viene praticata a livello ambulatoriale proprio nei dotti deferenti, che si trovano nello scroto. La procedura richiede circa 15 minuti ed è minimamente invasiva, visto che non si tratta di un intervento chirurgico e il foro non richiede punti. Inoltre, una volta iniettato, il gel rimane in loco per una decina d’anni.

    Il processo è reversibile: se si vuole provare ad avere un figlio prima che sia trascorso il tempo necessario allo scioglimento naturale del gel, basta fare un’iniezione di bicarbonato di sodio. Questa sostanza infatti dissolve la barriera formata dal gel e gli spermatozoi possono nuovamente tornare ad attraversare i dotti deferenti.

    Ciò che non si è ancora scoperto è che fine facciano gli spermatozoi che non riescono a filtrare il gel. Alcuni ritengono che si decompongano in frammenti, altri invece che vengano riassorbiti dall’organismo come proteine. Attualmente, non sono stati mostrati effetti collaterali dall’attuazione di questa pratica anticoncezionale.

    Gli studi sono stati effettuati in un primo momento sui conigli: per un intero anno dopo la somministrazione del gel, nel loro liquido seminale non sono stati rinvenuti spermatozoi. La fase successiva è stato il passaggio ad animali più grandi e più simili agli uomini.

    L’esperimento sulle scimmie rhesus è stato un successo: le iniezioni sono state praticate su 16 macachi di sesso maschile. Dopo una settimana ciascun esemplare è stato messo in contatto con un gruppo di femmine, in numero variabile da 3 a 9 per ognuno di loro.

    I risultati, dopo due anni di monitoraggio, sono eclatanti: nessun concepimento avvenuto tra i macachi. Ricordiamo che il tasso di gravidanze tra femmine che coabitano con esemplari di sesso maschile si aggira attorno all’80%. Inoltre non sono stati manifestati particolari effetti collaterali.

    Presto gli studi proseguiranno anche sull’uomo, e forse nel giro di qualche anno avremo finalmente un valido sostituto alla classica pillola anticoncezionale e al profilattico.