Influenza suina: la risposta degli esperti circa l’innocuità del vaccino

Influenza suina: la risposta degli esperti circa l’innocuità del vaccino

Inoltre lo studioso precisa che i dati sulla sicurezza del vaccino sono confermati da anni di studio effettuati dal 1997 al 2006 e su 27 milioni di persone già vaccinate con presidi farmacologici che detenevano tale adiuvante e dunque si fa riferimento alle rilevazioni del sistema di farmacovigilanza per sottolineare il fatto che riguardo ad eventuali reazioni avverse non ci sono differenze fra vaccini con o senza adiuvante

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    E’ giunta la risposta ai quesiti che il Codacons ieri aveva rivolto al Ministero della Salute e all’AIFA riguardo l’innocuità dei vaccini contro l’infleunza A; a tranquillizzare gli animi ci ha pensato il professore Francoi Cuccurullo, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità.

    La prima risposta riguarda lo Squalene e su questo adiuvante dei vaccini bisognerà stare, secondo il professore Cuccurullo, abbastanza tranquilli, visto che trattasi di una sostanza naturale, un precursore del colesterolo; “ Lo squalene viene utilizzato come adiuvante nei vaccini, per migliorare la risposta anticorpale. MF59, uno degli adiuvanti maggiormente utilizzati, è un’emulsione di olio (squalene) in acqua. In particolare, l’adiuvante MF59 contiene: squalene 9.75 mg, polisorbato 80 1.175 mg, sorbitan trioleato 1.175 mg . L’impiego di vaccino adiuvato con MF59 per l’influenza stagionale è stato licenziato dall’Unione Europea sin dal 1997 e, da allora, ne sono state distribuite circa 45 milioni di dosi “.

    Inoltre lo studioso precisa che i dati sulla sicurezza del vaccino sono confermati da anni di studio effettuati dal 1997 al 2006 e su 27 milioni di persone già vaccinate con presidi farmacologici che detenevano tale adiuvante e dunque si fa riferimento alle rilevazioni del sistema di farmacovigilanza per sottolineare il fatto che riguardo ad eventuali reazioni avverse non ci sono differenze fra vaccini con o senza adiuvante.

    Correlazione dello squalene con la sindrome della Guerra del Golfo

    Uno studio del 2000 mise in correlazione la presenza di anticorpi anti squalene nel sangue con l’insorgenza della “sindrome della guerra del Golfo” nei veterani della guerra: il 95% dei militari che mostravano i sintomi della sindrome presentava gli anticorpi, non rilevabili negli individui del campione che non presentavano i sintomi. Due autori dello studio e un terzo ricercatore pubblicarono un’altra analisi nel 2002; in questo studio misero in correlazione la presenza degli anticorpi antisqualene nei soggetti affetti dalla sindrome del Golfo con la somministrazione di squalene contenuto in alcuni lotti di vaccino anti antrace. Studi successivi evidenziarono diverse carenze tecniche nel metodo di analisi dei dati adottato nello studio.

    Fu, inoltre, appurato che i vaccini contro l’antrace somministrati ai militari in questione non contenevano squalene. Uno studio condotto nel 2009 non ha rilevato correlazione tra gli anticorpi anti-squalene e l’insorgenza della sindrome del Golfo (Phillips et al., Vaccine 27 (2009) 3921-3926).

    Stante dunque l’innocuità dello squalene il motivo per cui lo si aggiunge al vaccino è dato dal fatto che tale adiuvante migliora la risposta agli antigeni influenzali, insomma, il vaccino agirebbe meglio ed in forma più completa.

    Nessuna paura infine sui tempi ritenuti ristretti da parte del Codacons, circa la preparazione del vaccino; secondo lo studioso infatti, gli studi contro questa pandemia sono ben lungi ed antecedenti alla data di approvazione del vaccino, visto che la produzione del farmaco viene attivata nel momento in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità isola i ceppi responsabile della pandemia L’autorizzazione all’immissione in commercio per i vaccini pandemici viene rilasciata dalla Commissione Europea su indicazioni dell’EMEA (Agenzia Europea dei Medicinali). A oggi, i vaccini autorizzati e utilizzati a livello europeo sono : Focetria, Pandemrix, Celvapan. Vaccini che non presentano molte differenze rispetto a quelli che siamo abituati ad assumere negli anni, fatto quest’ultimo che consente di preparare il vaccino in quattro mesi visto che quest’ultimo non presenta eccessive differenze con quelli che già abbiamo avuto modo di conoscere negli anni scorsi. Le prove di sicurezza da effettuare per la registrazione non riguardano praticamente più gli adiuvanti, già ampiamente sperimentati, ma solo la nuova composizione antigenica del vaccino, che rappresenta l’unica incognita, come ogni anno avviene per i vaccini stagionali.

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