Influenza Suina: il perchè del procurato allarme

Influenza Suina: il perchè del procurato allarme

Fa marcia indietro l'Organizzazione Mondiale della Sanità a proposito dell'Influenza A e ammette di avere esagerato l'allarme pandemia di circa un anno fa; ma perchè si è giunti a questo procurato allarme?

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    Più o meno un anno fa l’opinione pubblica mondiale si doveva fronteggiare con uno dei più gravi allarmi pandemia che la storia dell’umanità ricordi in tempi recenti; per fortuna fu tutta una “bufala”, se ci sarà mai concesso un termine tanto forte, avendo constatato per fortuna che non solo non c’era nessun allarme giustificato, ma per di più l’epidemia influenzale era più benigna di quanto si potesse immaginare se solo fossimo stati soltanto un po’ ottimisti.

    Ciò tuttavia non esime l’Organizzazione della Sanità a doversi giustificare per il procurato allarme che con il martellante pericolo paventato ha determinato e, così, prendendo spunto proprio dalla nuova presa di posizione dell’OMS, si è voluto fare il punto sulla situazione sulla pandemia innocua per certi versi, con un forum tenutosi a Verona sul tema “Inchiesta sulla pandemia tra paura, confusione e discredito delle istituzioni”.

    La giornata di lavoro verteva sulle motivazioni che spiegano la paura dell’Influenza H1N1 e sulla necessità di parlarne adesso ad allarme cessato, stante l’assenza, secondo i relatori intervenuti al congresso veronese, di un metodo di analisi critica a posteriori sulle gestioni degli eventi di sanità pubblica di così grande portata.

    La pandemia è stata caratterizzata a livello mondiale da tanta confusione. “Per evitare che si ripeta è importante proporre strumenti di comunicazione credibili ed efficaci” sostiene Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerca Farmacologica “Mario Negri” di Milano. È inoltre importante, continua il farmacologo, domandarsi per esempio: “Se la posizione dell’Oms per quanto riguarda l’uso del termine pandemia e l’attivazione dell’alert sia stato frutto di eccessivo zelo o vittima di interessi industriali.

    E perché i ricercatori hanno svolto funzioni contraddittorie presentando scenari di alta mortalità, sostenendo l’impiego dei farmaci antivirali che in realtà sono poi stati messi in discussione”. Quanto al vaccino, continua Garattini, è arrivato in ritardo: “è stata sbagliata la previsione sul picco dell’influenza che in pratica aveva terminato la sua diffusione alla fine di novembre”.

    La stessa vaccinazione è stata controversa. I numeri parlano, per l’Italia, di circa 900 mila vaccinati. Al 21 marzo, le segnalazioni di eventi avversi sono state 1.255 (78 per cento riferite a persone tra 18 e 64 anni e il 2.9 per cento a bambini sotto i 2 anni), delle quali solo il 6.9 per cento gravi.

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