Influenza: quella primaverile costa un botto a Milano

Influenza: quella primaverile costa un botto a Milano

Costa eccome l'influenza primaverile a città come Milano

da in Influenza, Malattie, Sanità
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    L’influenza con strascichi che si prolungano oltre il periodo canonico per quest’epidemia, finendo per sconfinare quasi a ridosso dell’estate, oltre a provocare tutta una serie di sintomi fastidiosi che a volte comportano persino il riposo a letto, ha un costo sociale, anche in termini economici molto alto, come rileva un’indagine condotta dalla Camera di Commercio insieme al Ministero della Salute attingendo ai dati Istat.

    Intanto c’è da dire che le possibilità di ammalarsi di influenze primaverili, siano esse dovute al ceppo virale che ha cominciato a mietere “vittime” già dall’inverno, oppure da agenti patogeni di tipo parainfluenzali, poco importa, sono diverse, ma soprattutto riferite agli sbalzi di temperatura di una stagione che ancora non si è assestata del tutto e che è soggetta a mutamenti del clima nell’arco della stessa giornata e nell’abitudine a cambiare abbigliamento ai primi “falsi caldi “ della primavera. Detto questo, nella sola Milano la fastidiosa patologia costa alla Comunità qualcosa come 3 milioni di euro e mezzo con un aumento rispetto all’anno scorso di ben il 22% .

    Oltretutto c’è anche da segnalare che il capoluogo lombardo detiene il primato per abitanti soggetti a raffreddori o malattie da raffreddamento e, forse questo non è solo dovuto al clima, quanto alla qualità dell’aria che gli abitanti sono costretti a respirare, tanto che a Milano, prendendo in esame il periodo che è andato dal 3 marzo al 12 aprile, si è assistito ad una perdita di giornate lavorative pari a 53 mila giorni facendo la somma di tutti i lavoratori assenti per problemi di salute. Anche Roma non “ scherza “, con 3 milioni di euro e 47mila giorni persi, Torino con 1 milione e 700mila euro per 28mila giorni e Napoli con 1 milione e 600 mila euro e 26mila giornate.

    Il costo sociale nella sola Milano è pari al 10% della spesa complessiva di tutta l’Italia con 42 milioni di euro così come, per tornare al capoluogo lombardo, parrebbe che i milanesi, siano essi dipendenti o lavoratori autonomi, si siano ammalati maggiormente nelle prime settimane di marzo, così come nelle feste di Pasqua, se si pensa che nei primi 15 giorni dell’appena trascorso mese di aprile, quasi 35 mila lavoratori sono rimasti a casa a causa dell’influenza.

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